ATLETI ALL'ESTERO:
Shaun Alexander
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Quando avevo solo sette anni fui convinto a giocare a football da mio fratello maggiore Duran e dal mio migliore amico Ray Arnold.
Il football era divertente, ma la parte migliore veniva dopo ogni partita quando mia madre voleva che invitassimo gli amici a casa per trascorrere la serata insieme.
Le nostre partite erano al sabato, quindi ogni sabato sera avevamo delle feste. Mia madre però aveva stabilito una sola regola: chiunque voleva divertirsi con gli amici il sabato sera poi doveva andare in chiesa la domenica.
Il giorno di Pasqua, quando avevo dieci anni, la mia vita cambiò per sempre. Ricordo che i canti e il messaggio della Parola furono meravigliosi. Io chiedevo a mia madre cosa stesse succedendo in chiesa. Lei mi disse: “Qualcuno può darsi che stia passando un periodo difficile, qualcun altro può darsi che lo abbia passato, qualcun altro ancora può darsi, invece, che lo passerò, però tutti sono riconoscenti al Signore perché Egli ha il pieno controllo di ogni cosa”.
Io le dissi che volevo conoscere questo Gesù. Iniziai a frequentare la chiesa, diedi la mia vita a Cristo e dissi la mia preghiera: “Padre non so tante cose, ma so come obbedirti”.
Ciò mi ha assicurato nel cammino che mi ha portato ad essere quello che sono oggi.
Imparo, cresco ogni giorno e cerco di essere obbediente. Dio benedica tutti voi e chi legge questa testimonianza cominci ad essere completamente obbediente a Dio fin da subito.