A due anni dall'incidente stradale in cui aveva perso il braccio
sinistro, l'ex attaccante del Vicenza ha giocato 60' in Paraguay col
Tacuary. E ha sfoggiato colpi di classe.
Filippo Maria Ricci
MADRID,
16 novembre 2007 - Il 16 novembre 2007 è una data storica per
Julio Gonzalez,
perché rappresenta l’inizio della sua seconda vita. Il ritorno al calcio
giocato. E non poteva andare meglio dopo due anni di assenza a causa della
perdita di un braccio. Titolare nel Tacuary (che ha pareggiato 1-1 con
l’Olimpia Asuncion) con la maglia n. 29 (una sorpresa), si è presentato
accompagnato dal figlioletto Fabrizio, mentre il fratello Sergio Gonzalez,
terzino sinistro nella stessa squadra, aveva gli occhi lucidi. Foto di rito,
emozione palpitante e poi finalmente a far sul serio.
LA SUA
PARTITA - Julio è stato in campo un’ora, ha toccato pochi palloni ma
per la generosità è come se avesse giocato per tre, rincorrendo gli
avversari fino a centrocampo. E in quel poco che ha fatto ci ha messo
qualità, come quando si è ritrovato di fronte il toro Acuna (una carriera
ragguardevole in Argentina — Boca e Independiente — e in Spagna — Deportivo
e Saragozza) e al quale si è presentato con un tunnel delizioso. Applausi. E
folla in rivolta, invece, quando l’arbitro gli ha fischiato un fallo di mano.
Un’ora, dunque, perché al 15’ della ripresa ha lasciato il posto a Fatecha.
Tutti in piedi ad applaudirlo. Senza gol ma col sorriso sulle labbra.