PARLANO DI NOI:

Legrottaglie: Fede & Juve
Con lui in campo la difesa
ha subito solo un gol Lui spiega come è rinato: ha ritrovato la religione
Luciano Bertolani
TORINO
- Lo avevano dimenticato. Poi lo avevano ceduto al Fenerbahce, ma qualche cosa
andò storto sul tema ingaggio e Nicola
Legrottaglie è rimasto a Torino. Ma con la
valigia in mano perché gli dissero chiaro e tondo che lo avrebbero messo sul
mercato a gennaio in coppia con Boumsong. Invece no.
Prima le disavventure di Criscito ( Cagliari e Roma), poi i gravissimi infortuni
di Andrade e Boumsong hanno costretto Ranieri a dare spazio anche al difensore
pugliese.
Trentuno anni appena compiuti, nato a Gioia del Colle ( Bari), timorato di Dio,
credente rigido e osservante, Legrottaglie è diventato il punto di forza della
discussa difesa bianconera.
LA SVOLTA - Da quando è entrato in squadra in pianta stabile - nel secondo
tempo di Roma- Juventus ( 2- 2) alla quarta giornata - Nicola non ha perso un
colpo. Con lui al centro della difesa la Juve ha incassato solo un gol e per
giunta su calcio di rigore ( Mutu a Firenze) mettendo insieme la bellezza di
undici punti su quindici. Per amor di statistica aggiungiamo che la squadra
bianconera, prima dell’inserimento di Legrottaglie, aveva incassato quattro gol
in tre partite. Beh, allora possiamo dire che Nicola ha cambiato faccia alla
squadra.
Una grande rivincita quella del difensore pugliese. Poco feeling con Lippi e
poco feeling anche con Capello che nel gennaio del 2005 lo spedì al Bologna e
l’anno successivo al Siena. Non sono andate meglio le cose con Deschamps anche a
causa di una lunga serie di infortuni. Ma è stata l’esperienza a Siena a
cambiare la vita di Nicola. O meglio: l’incontro con il compagno di squadra -
anche lui juventino -
Tomas Guzman.
E’ stato l’attaccante di Assuncion, oggi a Piacenza nell’ambito dell’affare
Nocerino, a fargli riscoprire la fede perduta, a parlargli per ore degli
Atleti di Cristo, una congregazione di cui fanno parti molti giocatori e
atleti di altri sport soprattutto sudamericani. Recentemente Legrottaglie ha
confessato a SkyTv i passati tormenti, la fede ritrovata dopo momenti di dubbi e
sbandamenti.
QUASI ROMANISTA - Cresciuto nelle giovanili del Bari, ha cambiato in
carriera altre otto squadre passando due volte attraverso il Chievo e la
Juventus. Moggi lo aveva acquistato nell’estate del 2003 proprio dalla società
veneta. Molte le polemiche per questo trasferimento: la Roma pensava di aver
concluso l’acquisto di Legrottaglie e lo stesso Moggi ci disse alle due del
pomeriggio che ormai il difensore era giallorosso. L’ennesima bugia dell’ex dg
bianconero perché due ore dopo questa dichiarazione che sembrava dar via libera
alla Roma, Chievo e Juve firmarono in corso Galileo Ferraris i contratti di
cessione: circa dieci milioni di euro la valutazione di Nicola che però non
riuscì mai a convincere Lippi né tanto meno Capello l’anno successivo.
Anzi, l’operazione di mercato condotta da Moggi fu definita addirittura “
un’azione di disturbo” della Juve ai danni della Roma e generò molte polemiche
che investirono pesantemente soprattutto l’ex direttore generale perchè - si
diceva allora - aveva speso troppo per strappare un giocatore mediocre
all’odiata nemica che si rifece subito con un acquisto doc: quello di Chivu
prelevato qualche giorno dopo dall’Ajax.
La Juventus sta cercando sul mercato un altro grande difensore centrale. Si
parla di Ivanovic, Manuel da Costa, Fernando Meira, Kovac ( il ceko dello
Spartak Mosca), Luisao e altri. Troppo acerbo Criscito, ormai in disgrazia
Boumsong, seriamente infortunato Andrade, a Ranieri - che ha scelto Grygera
esterno destro - non restano che Legrottaglie e Chiellini adattato al centro.
Logico pensare a un rinforzo di spessore, ma non è un problema per Nicola. Ha
conquistato la Juventus, non la tradirà.