PARLANO DI NOI: 


(24 ottobre 2007)

Legrottaglie: Fede & Juve
Con lui in campo la difesa ha subito solo un gol Lui spiega come è rinato: ha ritrovato la religione

 
Luciano Bertolani

TORINO - Lo avevano dimenticato. Poi lo avevano ceduto al Fenerbahce, ma qualche cosa andò storto sul tema ingaggio e
Nicola Legrottaglie è rimasto a Torino. Ma con la valigia in mano perché gli dissero chiaro e tondo che lo avrebbero messo sul mercato a gennaio in coppia con Boumsong. Invece no.
Prima le disavventure di Criscito ( Cagliari e Roma), poi i gravissimi infortuni di Andrade e Boumsong hanno costretto Ranieri a dare spazio anche al difensore pugliese.
Trentuno anni appena compiuti, nato a Gioia del Colle ( Bari), timorato di Dio, credente rigido e osservante, Legrottaglie è diventato il punto di forza della discussa difesa bianconera.
LA SVOLTA
- Da quando è entrato in squadra in pianta stabile - nel secondo tempo di Roma- Juventus ( 2- 2) alla quarta giornata - Nicola non ha perso un colpo. Con lui al centro della difesa la Juve ha incassato solo un gol e per giunta su calcio di rigore ( Mutu a Firenze) mettendo insieme la bellezza di undici punti su quindici. Per amor di statistica aggiungiamo che la squadra bianconera, prima dell’inserimento di Legrottaglie, aveva incassato quattro gol in tre partite. Beh, allora possiamo dire che Nicola ha cambiato faccia alla squadra.
Una grande rivincita quella del difensore pugliese. Poco feeling con Lippi e poco feeling anche con Capello che nel gennaio del 2005 lo spedì al Bologna e l’anno successivo al Siena. Non sono andate meglio le cose con Deschamps anche a causa di una lunga serie di infortuni. Ma è stata l’esperienza a Siena a cambiare la vita di Nicola. O meglio: l’incontro con il compagno di squadra - anche lui juventino -
Tomas Guzman. E’ stato l’attaccante di Assuncion, oggi a Piacenza nell’ambito dell’affare Nocerino, a fargli riscoprire la fede perduta, a parlargli per ore degli Atleti di Cristo, una congregazione di cui fanno parti molti giocatori e atleti di altri sport soprattutto sudamericani. Recentemente Legrottaglie ha confessato a SkyTv i passati tormenti, la fede ritrovata dopo momenti di dubbi e sbandamenti.
QUASI ROMANISTA
- Cresciuto nelle giovanili del Bari, ha cambiato in carriera altre otto squadre passando due volte attraverso il Chievo e la Juventus. Moggi lo aveva acquistato nell’estate del 2003 proprio dalla società veneta. Molte le polemiche per questo trasferimento: la Roma pensava di aver concluso l’acquisto di Legrottaglie e lo stesso Moggi ci disse alle due del pomeriggio che ormai il difensore era giallorosso. L’ennesima bugia dell’ex dg bianconero perché due ore dopo questa dichiarazione che sembrava dar via libera alla Roma, Chievo e Juve firmarono in corso Galileo Ferraris i contratti di cessione: circa dieci milioni di euro la valutazione di Nicola che però non riuscì mai a convincere Lippi né tanto meno Capello l’anno successivo.
Anzi, l’operazione di mercato condotta da Moggi fu definita addirittura “ un’azione di disturbo” della Juve ai danni della Roma e generò molte polemiche che investirono pesantemente soprattutto l’ex direttore generale perchè - si diceva allora - aveva speso troppo per strappare un giocatore mediocre all’odiata nemica che si rifece subito con un acquisto doc: quello di Chivu prelevato qualche giorno dopo dall’Ajax.
La Juventus sta cercando sul mercato un altro grande difensore centrale. Si parla di Ivanovic, Manuel da Costa, Fernando Meira, Kovac ( il ceko dello Spartak Mosca), Luisao e altri. Troppo acerbo Criscito, ormai in disgrazia Boumsong, seriamente infortunato Andrade, a Ranieri - che ha scelto Grygera esterno destro - non restano che Legrottaglie e Chiellini adattato al centro. Logico pensare a un rinforzo di spessore, ma non è un problema per Nicola. Ha conquistato la Juventus, non la tradirà.