PARLANO DI NOI:

Il difensore della Juventus non ha gradito l'ammonizione della Fifa alla federcalcio brasiliana per le preghiere in campo, dopo la vittoria in Confederations Cup
ROMA, 3
luglio - «Sono d'accordo con chi prega e non lo considero un gesto
esagerato. Se pregare Dio è un gesto esagerato, mi chiedo allora quali siano i
gesti condivisibili. La Fifa dovrebbe condannare gesti più esagerati o cattivi».
L'arringa di
Nicola Legrottaglie,
centrale difensivo della Juventus e della Nazionale, è appassionata. Al
giocatore, che da qualche anno si professa appartenente alla compagnia
evangelica degli atleti di Cristo, non è andata giù l'ammonizione che la Fifa ha
inviato alla federcalcio brasiliana per la preghiera collettiva fatta in campo
da giocatori, commissione tecnica, staff medico ed addetto stampa dopo la
vittoria nella finale della Confederations Cup, in Sudafrica.
LA RIFLESSIONE - A muovere la protesta contro i brasiliani inginocchiati
è stata la Federcalcio danese. «Se questo è un gesto sbagliato, allora c'è da
riflettere molto. Io penso che ognuno possa ringraziare Dio come crede -
sottolinea Legrottaglie -. Anche gli egiziani hanno fatto la stessa cosa:
come mai i giocatori dell'Egitto non sono stati ammoniti? È proprio questo che
mi fa riflettere. Tutto forse alla fine è da ricondurre a un pensiero umano, mi
sembra esagerato prendere provvedimenti, perché magari non si è d'accordo. Se si
criticano i gesti da parte di persone che ringraziano Dio, evidentemente non ci
si vuole avvicinare ai valori positivi. Se quello che si fa è nelle regole, nel
rispetto e nella civiltà non ci sono problemi».