PARLANO DI NOI: 


(3 Luglio 2009)

Legrottaglie alla Fifa: «Pregare in campo non è esagerato»

Il difensore della Juventus non ha gradito l'ammonizione della Fifa alla federcalcio brasiliana per le preghiere in campo, dopo la vittoria in Confederations Cup

ROMA, 3 luglio - «Sono d'accordo con chi prega e non lo considero un gesto esagerato. Se pregare Dio è un gesto esagerato, mi chiedo allora quali siano i gesti condivisibili. La Fifa dovrebbe condannare gesti più esagerati o cattivi». L'arringa di Nicola Legrottaglie, centrale difensivo della Juventus e della Nazionale, è appassionata. Al giocatore, che da qualche anno si professa appartenente alla compagnia evangelica degli atleti di Cristo, non è andata giù l'ammonizione che la Fifa ha inviato alla federcalcio brasiliana per la preghiera collettiva fatta in campo da giocatori, commissione tecnica, staff medico ed addetto stampa dopo la vittoria nella finale della Confederations Cup, in Sudafrica.

LA RIFLESSIONE - A muovere la protesta contro i brasiliani inginocchiati è stata la Federcalcio danese. «Se questo è un gesto sbagliato, allora c'è da riflettere molto. Io penso che ognuno possa ringraziare Dio come crede - sottolinea Legrottaglie -. Anche gli egiziani hanno fatto la stessa cosa: come mai i giocatori dell'Egitto non sono stati ammoniti? È proprio questo che mi fa riflettere. Tutto forse alla fine è da ricondurre a un pensiero umano, mi sembra esagerato prendere provvedimenti, perché magari non si è d'accordo. Se si criticano i gesti da parte di persone che ringraziano Dio, evidentemente non ci si vuole avvicinare ai valori positivi. Se quello che si fa è nelle regole, nel rispetto e nella civiltà non ci sono problemi».