PARLANO DI NOI: 


(10 settembre 2008)
Legrottaglie: Difensore per mestiere, predicatore per passione

Massimiliano Nerozzi

Difensore per mestiere, predicatore per passione, Nicola Legrottaglie mica poteva peccare sotto Natale. Buca di testa l’Atalanta, s’alza la maglietta in un religiosissimo strip e mostra al mondo la parola del Signore: «Gesu vive», scritto giallo su nero, le tinte dello sponsor. Mescolando sacro e profano, il suo colpo volante e l’icona (sacra) della Juve, che ha piazzato cinque gol di testa nelle ultime tre partite: la potenza nell’alto dei cieli. Nel cammino della ripresa, lo imitera Amauri, praticamente un aviere, che pero preferisce il samba e un bacio alla fede coniugale.

«Me lo sentivo che avrei fatto gol - racconta Legrottaglie - anche se una maglietta sotto me la infilo sempre, sperando di farla vedere». In fondo, per bacino di fedeli, ormai un prato da calcio e meglio di una cattedrale: «Volevo ricordare a tutti che Gesu vive, e non e una persona che sta nei presepi. Questo e il mio messaggio, e sono stato contento di averlo mostrato sotto Natale». L’anno scorso, dopo un gol segnato, ne aveva fatta vedere un’altra, bianca: «C’era scritto "Io appartengo a Gesu", ed e una maglietta con le maniche corte. Questa nera, invece, e quella invernale». Un corredo come fosse l’Ecclesiaste: a ogni stagione la sua predica. E pazienza, se poi nel sottopassaggio rivela un paganissimo amuleto, Gigi Del Neri, che a questi livelli lo battezzo: «Mi porta fortuna - aggiunge il difensore bianconero - e lui s’e messo a ridere dicendo che gli faccio gol nonostante mi faccia marcare da due giocatori».

L’arma da scasso della Juve viaggia ormai tre metri sotto al cielo: con questo strumento puoi sfruttare il fisico che hai, e che invece, spesso, agli altri manca. La via bianconera alla salvezza, quando le fortezze non hanno varchi: semplicemente, le sorvoli. Come Amauri, all’ultimo tuffo a Lecce, o contro il Milan. Come Chiellini, contro i rossoneri, o ieri, non fosse stato in fuorigioco. Contano i centimetri che puoi piantare in area, e in aria, ma conta pure il disporre di piedi in grado di armarli. Si puo fare in molti modi, spedendo il pallone da fermo, come in territorio atalantino: corner di Del Piero, deviazione di Legrottaglie; punizione di Marchionni, testata del brasiliano. Oppure puoi affrancare la palla in corsa, alla De Ceglie, contro Lecce e Milan, per le fiondate volanti di Amauri. Meglio ancora, imbastire qualche tattica, soprattutto sui calci da fermo, come da tempo fanno Ranieri e il suo vice, Damiano: l’ultima opzione e il corner lungo, lontano dal traffico dell’area piccola. Centro di Chiellini, contro la difesa di Ancelotti, ieri replay di Legrottaglie. Da settembre, sono gia otto i gol fabbricati cosi. Per questo, Amauri sta segnando come mai prima: «Conta il lavoro che si fa in settimana - spiega il brasiliano - e poi alla Juve ti capitano tante opportunita di segnare». E, alla fine, ti potrebbe capitare pure di vincere qualcosa: «Se l’Inter e la davanti - chiude Legrottaglie - vuol dire che se lo merita, ma noi dovremo fare i punti necessari per prenderci lo scudetto, se loro rallentassero». Affidandosi al cielo, in tutti i sensi.