PARLANO DI NOI: 


(16 novembre 2007)

Legrottaglie: «Guzman mi ha fatto diventare un altro»

PIACENZA - «L'incontro con Guzman e gli Atleti di Cristo mi ha cambiato la vita». Parole di Nicola Legrottaglie, difensore della Juventus, per spiegare cosa ci sia dietro il suo cambiamento: da giocatore in lista di trasferimento in Turchia, a pilastro del reparto arretrato bianconero, in gol domenica scorsa a Parma. Gli "Atleti di Cristo" sono di casa, o quasi, a Piacenza. Già l'anno scorso si erano radunati in un'occasione nella nostra città, esattamente il 7 dicembre scorso all'Euro Hotel. Incontro organizzato da Ricardo Baia Pinto, brasiliano allora in forza alla Pontolliese Libertas. Erano intervenuti, fra gli altri, proprio Legrottaglie e Guzman, ma anche Julio Gonzalez, il paraguaiano del Vicenza, i biancorossi Coppola, Nocerino, Pellicori e Rantier. Il gruppo è nato in Brasile nel 1984.
A Guzman (che dovrebbe rientrare nei ranghi biancorossi la prossima settimana dopo l'infortunio che lo ha tenuto ai box nelle ultime settimane) le parole di Legrottaglie hanno fatto ovviamente piacere.

«Avevamo cercato di contattarlo già da tempo - dice l'attaccante biancorosso - perché sapevamo che Nicola aveva forti radici cristiane, trasmessegli soprattutto dalla madre, ma i diversi impegni ce lo avevano impedito. Poi, lo scorso gennaio, io sono passato dal Crotone al Siena, sono diventato suo compagno di squadra e ho avuto modo di conoscerlo. Una parabola dice che un seme può germogliare o morire in base al terreno, noi sapevamo che quello di Nicola sarebbe stato decisamente fertile. E così è stato. Abbiamo cominciato a leggere insieme la Bibbia, ad essere attenti alla parola di Cristo».

Quali sono i principi ai quali vi ispirate?
«Il rapporto diretto con Gesù Cristo il Signore, che oltrepassa tutto quello che può essere ricondotto a una struttura umana, come la Chiesa. Siamo di diverse professioni, anche se la maggior parte di noi fa parte della Chiesa Evangelica Protestante. L'insegnamento della parola di Dio deve sovrintendere al nostro modo di vivere».

Anche in un ambiente come quello del calcio?
«È illusorio pensare che chi fa questo mestiere sia a posto in tutto e non abbia bisogno di niente. La nostra scelta ci impone di dimostrare questo con i fatti, non solo con le parole. Anche se, essendo fatti di carne, anche noi possiamo sbagliare nei comportamenti sul campo, ad esempio. L'importante è riconoscere l'errore e rialzarsi subito».

Che vantaggi ne ricavate?
«Normalmente, troviamo più pace e serenità, siamo più pazienti e abbiamo più autocontrollo».

L'appuntamento si rinnova. Lunedì prossimo a Piacenza, stavolta al Park Hotel, adunata degli Atleti di Cristo. Oltre a Guzman e Legrottaglie, sono attesi anche Rubinho, portiere del Genoa, il centrocampista Bondi dell'Arezzo, Vidigal, centrocampista del Livorno e Zè Maria, attualmente senza squadra, dopo avere avuto (novità) contatti con il Piacenza in un passato recente.