PARLANO DI NOI:

"Sono Legrottaglie, atleta di Cristo"
Paolo Laurenti
“Ciao
sono Nicola, vengo da Torino e gioco nella Juventus. Quindi se per favore gli
interisti potessero uscire…”
Inizia con una battuta l’intervento di Nicola Legrottaglie. Il calciatore della Juventus domenica sera era a Pazzallo. Ha partecipato ad una serata organizzata dal Centro del Pieno Vangelo “Il Buon Seme”. È arrivato assieme ad altri tre sportivi, tra cui il suo amico ed ex compagno di squadra a Siena Tomas Guzman (già giocatore della Juventus e in questa stagione a Piacenza, ndr). Tutti atleti di Cristo. Un movimento (vi appartiene anche il neo pallone d’oro Kaká) nato in Brasile nel 1984, fondato proprio da due giocatori di calcio, João Leite e Baltazar. Attraverso lo sport diffondono il messaggio del Vangelo. Legrottaglie ha parlato di come, grazie alla fede, la sua vita sia cambiata. Prima fama, soldi e donne che lo avevano pure allontanato dalla Juve. Ora la fede e una forma sportiva ritrovata.
Da un paio di anni a questa parte
Nicola Legrottaglie è un altro calciatore, un altro uomo.
“Il Signore ha cambiato la mia vita. Ero un calciatore famoso. Mi sono fatto
attrarre da tanti piaceri che mi facevano sentire forte, invincibile. Pensavo di
poter fare tutto con la mia notorietà e con i soldi. Andavo in discoteca, uscivo
con le ragazze. Poi sono iniziati i guai fisici, le brutte prestazioni con la
Juve, le critiche.”
Dal Chievo alla Juve, poi Bologna e
Siena dove ha incontrato Tomas Guzman.
“Ho capito che la vita che conducevo mi lasciava vuoto dentro. Poi il
Signore ha messo sulla mia strada delle persone che mi hanno aiutato. A Siena ho
incontrato Tomas che mi ha parlava di Gesù e grazie a lui ora faccio parte degli
atleti di Cristo.”
Un periodo difficile che stava per
culminare, questa estate, all’addio dalla Juve.
“Quest’estate ero a un passo dalla Turchia (Besiktas, ndr) poi Dio ha
fermato tutto e sono rimasto a Torino.”
Oggi (domenica 9 dicembre, ndr)
avete giovato contro l’Atalanta e appena finita la partita è partito per venire
qui a Pazzallo. Cosa ti ha portato in Ticino?
“L’auto! Scherzi a parte, sono venuto innanzitutto per salutare un
fratello in Cristo che conosco da un paio di anni (Tomas Guzman, ndr).
Visto che c’era questa bella manifestazione evangelica in cui si parla di Gesù e
di Dio, avrei fatto anche 1'000 chilometri per questo. Non sentirei mai la
stanchezza per una serata speciale dedicata ad un messaggio speciale, al
messaggio di Gesù e del Vangelo.”
La riscoperta della fede ha cambiato la
tua vita.
“Si mi ha aiutato in tutte le cose, non solo a livello calcistico. Da quando ho
conosciuto Gesù è come se fossi rinato. Vivo in funzione di qualcosa di speciale
che è la vita eterna.”
Calciatori come voi sono un esempio per
molti giovani.
“Sicuramente se ci troviamo in questo ambiente non è un caso. Siamo stati
chiamati per essere un esempio nel mondo del calcio, un ambiente particolare e
criticato sotto diversi punti di vista. Attraverso il nostro comportamento e
quello che diciamo vogliamo essere un esempio per tanti giovani e per le persone
a cui manca qualcosa. Noi atleti di Cristo dobbiamo essere in grado di proporre
a queste persone quello che abbiamo nel cuore.”
Una nuova vita anche dal punto di vista
sportivo. Non è detto che Legrottaglie non possa tornare in Svizzera nel giugno
del prossimo anno…
“A giugno ne riparleremo… Sarebbe veramente il massimo riuscire a
riconquistare la Nazionale e partecipare agli Europei che si disputeranno vicino
all’Italia. Sarebbe anche un modo per poter portare il nostro messaggio a tanti
tifosi e calciatori di tutto il mondo. Sarebbe una bella vetrina anche per
questo scopo.”
Il vostro movimento sta crescendo?
“Si, il nostro gruppo s’impegna a farsi conoscere in tutta la Italia. Lo
facciamo appena ne abbiamo l’occasione partecipando, ad esempio a serate come
quella di questa sera.”
Uno sguardo al campionato della
Juventus, che dire?
“Bello! Mister Ranieri ha fatto una battuta, ai giornalista ha detto: <<Pensate
che siamo lì (al terzo posto in classifica, ndr) per opera dello Spirito
Santo?>>. Io gli avrei voluto rispondere si! Forse è proprio così! Sta andando
bene. Siamo veramente contenti. Siamo una squadra molto operaia, grintosa.
Abbiamo un carattere che non tutti hanno e questo ci porterà ad avere grandi
successi.”