PARLANO DI NOI:

Nicola Legrottaglie: Dio mi aiuta anche a giocare a calcio
Annalia Venezia
«Le
chiedo un favore, non parliamo della guerra in Israele. Sono stato frainteso e
non vorrei tornare sull’argomento». Lei però ha detto che Israele non
riconobbe Dio e per questo ora paga... «Mi creda, soffro per questa guerra.
Israeliani e palestinesi sono fratelli, la guerra fa male a tutti. Dio dice:
“Pregate per il popolo d’Israele”. E questo io faccio. Oltre che giocare a
calcio, con il massimo impegno».
Nicola Legrottaglie
si tocca il cuore con la mano destra quando parla di Dio. Ha mani lunghe e
curate, è vestito con la divisa elegante della Juventus. Arriva puntuale al
media center di Vinovo, a pochi chilometri da Torino, parcheggia la sua
Mercedes Ml, scende e saluta tutti. Solo qualche minuto prima del suo arrivo
un addetto ai lavori non riesce a trattenere la battuta: «A Torino è nevicato
ma Nicola non scivola perché Dio lo sostiene». Legrottaglie dal gennaio 2006
mette Dio al primo posto nella sua vita e da allora, chissà perché, gli sfottò
negli spogliatoi si sprecano. Tra i suoi compagni di squadra alcuni lo
rispettano, altri non resistono e quando arriva lui si scambiano sguardi
maliziosi. Nel ritiro estivo della Juventus a Hong Kong gli assistenti della
squadra cercavano di accontentare tutte le richieste private degli atleti.
C’era chi voleva mangia
È vero che anche in trasferta ha sempre bisogno di una
chiesa?
A Hong Kong la cercavo perché ero curioso di vedere un tempio evangelico
dall’altra parte del mondo, però non vorrei passare per un baciapile. Io prego
anche da solo, più volte al giorno. La verità di tutta questa storia è che
sono talmente felice della mia condizione spirituale che non riesco a tenerla
per me. Dio mi rende felice ed è inevitabile che gli altri se ne accorgano.
Il suo comportamento non corrisponde al cliché classico del
calciatore.
Ne sono consapevole. Fino a 28 anni anch’io conducevo una vita sbagliata.
Sbagliata in che senso?
Ero vuoto dentro. Uscivo con i compagni, andavo alle feste, facevo tardi ma
poi, una volta tornato a casa, mi chiedevo: cosa mi è rimasto di questa serata?
Sentivo che qualcosa stava cambiando quando sono approdato alla Juventus.
Stavo realizzando il sogno della mia vita, avevo lavorato sodo tutta la vita
per arrivare fino lì. Eppure, mi sentivo solo. Forse non avrei trovato Dio se
non avessi toccato il fondo.
Anche Gianluigi Buffon, suo compagno di squadra, ha detto
più o meno la stessa cosa. Che cosa vi accomuna?
Avere i soldi e la fama non basta per essere felici. Io non ero depresso come
Gigi, però mi sentivo incompleto, non mi piacevo. Ho imparato a mie spese che
il dolore è una strada per arrivare alla felicità.
C’è stato un motivo scatenante?
Forse la mia dipendenza dal sesso. Vedevo una donna e la desideravo
sessualmente. Poi però, quando l’avevo ottenuta, non m’importava più di lei e
questo mi faceva stare male. Oggi ringrazio Dio per avermi aiutato. Avrei
potuto sposare la donna sbagliata e mettere al mondo figli che sarebbero stati
degli infelici. E a loro volta avrebbero creato altra infelicità.
Chi l’ha aiutata ad avvicinarsi a Dio?
Ero in prestito al Siena. Un compagno,
Tomas Guzman, e sua
moglie mi hanno aiutato a ritrovarmi. Ho cominciato a pregare, a leggere la
Bibbia, e passo dopo passo sentivo che seguendo le parole del Vangelo colmavo
quel vuoto. Non è un caso se sono migliorato anche in campo. Oggi ne sono
certo: se segui l’insegnamento di Dio non sbagli, fai sempre la cosa giusta. E
sei felice.
Come passa le sue serate?
Con un gruppo di amici di Torino ci troviamo a leggere la Bibbia, a
organizzare cene in pizzeria o a casa. Cantiamo pure. E ho scoperto di essere
intonato.
Si dice che da tre anni lei pratichi l’astinenza dal sesso.
Non mi piace parlare del mio privato, però è vero. Donne e uomini sono
sulla Terra per un unico fine, sposarsi e procreare. Nient’altro. Oggi invece
non fai in tempo a dirti ciao che hai già consumato, e dopo non hai più niente
da dirti. Amando Dio sento che il desiderio viene meno, posso resistere senza
il sesso. Io so che Dio ha già scelto la persona giusta per me, la sto solo
aspettando. Per questo la rispetto fin d’ora. Spero che anche lei faccia lo
stesso con me e si stia comportando bene.
E come scoprirà qual è la donna giusta?
Quando non riuscirò più a tenere a bada il desiderio, allora sarà quella la
donna che sposerò.
Complicato...
Invece è bellissimo imparare a conquistare una donna.
I suoi colleghi cosa ne pensano?
Non m’importa di quello che pensano, rido alle loro battute, anch’io ero
come loro. Dio mi dà la serenità per affrontare al meglio la mia vita. Negli
ultimi anni sono cresciuto anche in campo perché ho una tranquillità che prima
non avevo. In questo senso Dio è con me.
Nel calcio chi predica Dio rischia di venire emarginato.
Come chi è gay. Con lei si è mai confidato qualcuno?
No, però mi fa male sapere che c’è qualcuno che soffre della propria
condizione e viene escluso. Lancio un appello: se ci sono colleghi gay che
cercano una parola di conforto, io sono pronto ad ascoltarli.
Tra i suoi compagni chi è quello che la comprende di più?
Amauri, è molto sensibile e religioso.
E il compagno di squadra che le piacerebbe convertire?
Cristiano Zanetti.
Perché?
(
Lei bestemmia mai in campo?
Mai. E quando qualcuno lo fa gli chiedo se può evitare.
Ai fedeli della Chiesa evangelica viene chiesto più denaro?
Non ci sono obblighi. Quando faccio un’offerta per me è un grande piacere.
Ha cambiato stile di vita ma la passione per le belle
macchine rimane.
Da tre anni ho la stessa auto, voglio cambiarla con una più piccola ma non ho
ancora deciso quale comprare. I soldi spesi nelle macchine sono soldi buttati.
Come si vede fra qualche anno?
Data la mia popolarità cercherò di portare la parola di Dio in giro per il
mondo. Qualcuno ha scritto che farò il sacerdote ma non credo di esserne
all’altezza. Il mio primo viaggio sarà in Terra Santa. Poi mi piacerebbe
trasferirmi in Africa. Seguo due associazioni, Missione possibile onlus e
Compassion. Entrambe si occupano di adozioni. Mi piacerebbe fare di più per
loro.
Ha adottato a distanza bambini?
Sì, nove. Li vedo crescere, mi mandano le foto, quando posso vado a trovarli.
Calcisticamente cosa sarà di lei?
Fino al 2011 sono legato alla Juve, la squadra più bella del mondo. Poi non
so. Potrei andare negli Stati Uniti per qualche anno e finire lì la mia
carriera.
Lei è arrivato alla Juve perché l’ha voluta Luciano Moggi.
L’ha più sentito?
Due volte dopo che ha lasciato la squadra. Poi non più.
Che ne pensa della sentenza?
Io a lui devo molto, con me è stato grande e lo difenderò sempre. Se ha
delle colpe, questo non sta a me dirlo, però in Terra tutti siamo peccatori e
tutti possiamo sbagliare. E dobbiamo essere perdonati.
Diplomatico. Ora sia sincero: se dovesse vincere lo
scudetto, una serata sopra le righe non se la concederebbe?
Non vorrei averle dato l’impressione sbagliata. Mi piace bere del buon
vino, se qualcuno m’invita vado a ballare e se trovo la donna giusta posso
anche baciarla. Passando però prima per l’amicizia. Per il resto la strada per
la vittoria si percorre con fatica e umiltà. Fuori e dentro il campo.