PARLANO DI NOI: 


(21 giugno 2008)

Nicola Legrottaglie: La fede oltre lo sport

MOTTOLA - “Portare la mia esperienza tra i miei concittadini, tra quelli che mi hanno visto crescere”. Con questo spirito nasce l’incontro che il calciatore della Juventus, Nicola Legrottaglie ha organizzato alla sala Pentima martedì 24 giugno alle 21. Un abbraccio con i mottolesi per parlare di calcio, della Juventus, della stagione appena conclusasi, ma soprattutto di fede, che l’ha salvato negli ultimi anni dall’inutilità delle cose materiali.

La fede che l’ha aiutato ad uscire dal periodo di crisi coinciso con l’arrivo a Torino, nel 2003, ed i primi travagliati anni in bianconero. La rinascita nel 2006 quando, durante la stagione al Siena, Tomás Guzmán lo avvicina al movimento “Atleti di Cristo”. Ora frequenta la chiesa evangelica ed una comunità di Beinasco e la fede in Gesù gli ha permesso di cambiare vita e tornare a giocare ad ottimi livelli. La stagione appena conclusa lo ha visto tra i protagonisti della splendida cavalcata, sino al terzo posto, della Juve neo promossa.

Nicola Legrottaglie ha incontrato le comunità evangeliche di diverse località italiane per diffondere, tramite il racconto della sua esperienza, il vangelo. Ora con l’incontro di Mottola vuole portare a conoscenza i suoi concittadini dell’esperienza di fede che l’ha visto protagonista. Divulgare l’esperienza di un uomo che arrivato ai minimi della sua carriera sportiva, è rinato grazie alla fede. Per questo il titolo della manifestazione “Orgoglio di una fede” assume il valore di un invito a legarsi maggiormente ai valori meno materiali della vita che allontanano l’uomo dal capirne il significato.

Nicola Legrottaglie nasce a Gioia del Colle in provincia di Bari il 20 ottobre 1976 ma da sempre vissuto a Mottola. Inizia la sua vita calcistica nei pulcini dell’Inter Club Mottola, poi diventato Altritalia Mottola. Esordisce da professionista in Serie C1 con la Pistoiese.

Nelle due stagioni di militanza al Chievo è uno dei protagonisti della “favola” che accompagna la squadra presieduta da Luca Campedelli, tanto guadagnare la convocazione in Nazionale. Nella stagione 2003/04, viene acquistato dalla Juventus, che lo strappa alla Roma.

Giunto a Torino però, complice anche una fastidiosa pubalgia, non riesce ad esprimersi al meglio, vivendo una stagione avara di soddisfazioni. Nella stagione 2004/05 la società bianconera, che nel frattempo ha acquistato Fabio Cannavaro e ha da poco ingaggiato il nuovo tecnico Fabio Capello, decide di mandarlo in prestito, dapprima al Bologna, nel gennaio 2005, e poi al Siena, nella stagione 2005/06, riportandolo in bianconero solo nel luglio del 2006.