PARLANO DI NOI:

Il bomber brasiliano si racconta tra sport e religione
Vissotto ‘atleta di Cristo’: «La fede mi aiuta in campo»
Valeriano Cervone
Leandro Vissotto, mister 212 centimetri è il giocatore più alto del campionato. Domenica sera, nella sfortunata gara contro la BreBanca Cuneo è stato anche il miglior realizzatore del match davanti ad un fuoriclasse assoluto come Giba. A fine gara, poi quando l'agonismo ha lasciato il campo e, come al solito, sul rettangolo di gioco del PalaBianchini si sono riversati i tifosi in cerca di autografi e foto ricordo, Leandro ha sfoggiato una maglietta che è il simbolo della fede di molti atleti brasialini. 'Gesù ti ama', questo il messaggio che Vissotto porta ad ogni incontro della Maggiora sotto la maglia da gioco. Un messaggio accompagnato anche ad un versetto del Nuovo Testamento: Giovanni 3-16 'Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunquecrede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna'. Un gesto che testimonia la profonda fede di Vissotto, che come molti suoi connazionali ha abbracciato il credo evangelico degli 'atleti di Cristo' «Per me è stata quasi una folgorazione - racconta il bomber carioca della Maggiora -, due anni fa la mia carriera e la mia vita privata erano ad un punto molto basso e alcuni amici mi convinsero a partecipare ad uno di questi incontri religiosi di preghiera. Io non conoscevo quasi nulla delle scritture religiose, ma mi trovai subito a mio agio. Poi il sabato successivo la mia squadra affrontava una partita di campionato e subito ci trovammo sotto per due set a zero. Io ero in panchina, reduce da un brutto infortunio che mi era costato una frattura. Il mister disperato mi chiede di entrare in campo per provare a dare una mano ai compagni e io all'improvviso mi sono ritrovato a disputare una delle mie migliori partite, tanto che vincemmo e io fui eletto miglior giocatore del match. La domenica successiva tornai a pregare per ringraziare e da quel giorno non ho più smesso. Devo dire che la mia vita e la mia carriera ne hanno beneficiato molto, e se oggi mi trova a giocare in Italia e sono nel giro della nazionale brasiliana lo devo anche alla mia fede». Una fede che Leandro ha voluto gridare al mondo così come prima di lui hanno fatto tanti altri campioni del calcio e dello sport in generale. «Credo che il messaggio di Gesù - spiega il gigante della Maggiora - possa e debba essere ascoltato da una società che troppo spesso se ne dimentica». Un messaggio che Leandro non si stanca di testimoniare anche sul campo cercando di fare del proprio meglio. «Ora penso a giocare e a dare il massimo con la maglia della Maggiora, il campionato è ancora lungo e poi c'è ancora la Coppa Italia. Poi in estate penserò alla nazionale».