PARLANO DI NOI:

Mario Salvini
L' ora di Vissotto, opposto di Dio
L'
anno scorso, con Taranto, è stato il miglior realizzatore dell' A-1. In estate
lo hanno cercato in tanti, fino a quando la scelta per lui si è fatta semplice:
lo voleva Trento campione d' Italia e lì è andato. Ora finalmente è arrivata la
nazionale, per una convocazione che non è di complemento come erano state quelle
del passato. Bernardinho, c.t. dell' ex imbattibile Brasile, chiamandolo, ha
dato un segnale molto chiaro. Ha certificato che l' opposto del futuro è lui:
Leandro
Vissotto Neves. Doppie Con due cose da chiarire. La prima riguardo il
cognome che - caso molto insolito in Brasile - è anche il suo apelido, ovvero il
modo in cui viene chiamato ufficialmente. «Lo so che in Brasile i siti lo
riportano con una sola "t", ma è sbagliato. Veramente non è giusto nemmeno
Vissotto, sarebbe Vizzotto, ma quando i miei nonni arrivarono dal Veneto, all'
immigrazione di Rio sbagliarono la trascrizione. Secondo chiarimento, la
convocazione alla coppa America (22-28 settembre in Brasile), alla quale Trento
gradirebbe che lui non rispondesse. Non tanto perché perderebbe la prima di
campionato (con Forlì), quanto perché Leandro è infortunato. Al primo
allenamento all' Itas si è distorto una caviglia e solo da pochi giorni ha
ripreso. «Preferirei non dire nulla», taglia corto lui. Il fatto stesso che non
sapesse dell' esistenza della Coppa America, però, la dice lunga sull'
importanza della cosa. Quel che conta è il segnale di Bernardinho. Paura Conta
che questo Atleta di Cristo («Mi piace dividere con la gente la gioia di giocare
dando un messaggio di speranza») cresciuto nel Flamengo stia arrivando dove
voleva arrivare. Tanto più se si pensa che aveva persino rischiato di lasciare.
Tra i 20 e i 21 anni ha perso una stagione e mezzo per un problema a una spalla
e aveva pianificato di trasferirsi negli Usa, alla Università Usc di Los Angeles
(come le sorelle, dirigenti alla Ibm e alla Procter and Gamble Brasile) per
giocare («il livello me lo avrebbe permesso nonostante il dolore») e laurearsi.
Ora invece è in competizione con André e ha la responsabilità di confermare
Trento campione. «Non c' è rivalità: André è il mio miglior amico in nazionale.
Al centro federale di Saquarema passiamo ore insieme a pescare nel laghetto. In
quanto a Trento non ho nessun timore: la paura vera è quella di retrocedere che
ho provato a Latina e Taranto».