
Il
“nano malefico” (190 cm per la pallavolo sono pochini ma le sue schiacciate
perfide fanno davvero male) ed il “gigante buono”( 211 cm , il giocatore più
alto in A/1, buono come il suo essere fuori dal campo e a Taranto sperano
anche dentro il campo), Anderson Rodrigues e
Leandro
Vissotto Neves, il passato recente ed il futuro immediato della Prisma.
La staffetta tra i due schiacciatori opposti brasiliani, entrambi nati a Belo
Horizonte, oltre che in rossoblu, tra non molto potrebbe concretizzarsi anche
nella nazionale più forte del globo.
Anderson a 33 anni ha deciso di ritagliarsi l’ultima stagione agonistica da
giocatore e dopo aver girato il mondo (è stato anche in Giappone) sia a
livello di club che di nazionale ha pensato bene di starsene vicino la sua
famiglia e di non onorare l’ultimo anno di contratto con la Prisma.
Vissotto a 24 anni è in rampa di lancio; la nazionale maggiore, dopo i
successi giovanili con pre-juniores e juniores, lo attende. Per cominciare a
fargli respirare l’aria dei grandi, il commissario tecnico Bernardinho lo aveva
convocato per la Coppa America (dal 13 al 19 agosto) ma il giocatore ha dovuto
rinunciare perchè è fermo da marzo anche se il fatto che lo staff tecnico
della selecao lo segue non può che dargli soddisfazione : “Giocare in
nazionale è il mio sogno. So che lo staff tecnico mi segue molto da vicino.
Spero di entrare presto in pianta stabile nel gruppo della nazionale. Tutto
dipende da me questo lo so. La Prisma avrà a disposizione per tutta la
preparazione Vissotto in modo da recuperarlo definitivamente dai guai fisici
avuti alla spalla (una fastidiosa borsite) sul finire della scorsa stagione.
Leandro intanto è già a Taranto da qualche giorno ormai ed ha avuto modo di
fare un giro in città che, come accaduto per i suoi predecessori connazionali
Felizardo e Anderson, gli è subito piaciuta tanto da ricordargli il suo
Brasile: “Mi sono innamorato a prima vista di Taranto, per via del mare e del
clima caldo. Mi sembra di stare a Rio de Janeiro”.
Intanto di confronto con il suo illustre predecessore, vincitore la scorsa
stagione della classifica dei bomber di serie A/1, non ne vuol sentire parlare:
“Non sarà un’ombra ingombrante quella di Anderson. Lui è un campione da
rispettare e da prendere a modello, ha fatto la sua bella carriera, ha vinto
tutto con la nazionale. Ora tocca a me dimostrare tutte le mie potenzialità.
Ma non mi piace che si facciano dei paragoni. Ognuno ha le sue caratteristiche
e io le mie spero di metterle a disposizione della nuova squadra. Ho voglia di
fare bene e di togliermi delle belle soddisfazioni”.
Vissotto è nato 24 anni fa a Belo Horizonte, figlio di una famiglia agiata (
il padre lavora in una multinazionale, la madre fa la dentista) in un Paese in
cui la forbice tra ricco e povero è molto ampia. A sedici anni era già
titolare nella Superliga brasiliana nella quale ha giocato vestendo le maglie
del Wizard Sudano, dell’Esporte Pinheiros di San Paolo, nel Telemig Minas e
nell’Unisul.
Ama guardare i film ed andare a pesca, adora il sushi ed è molto appassionato
di basket (NBA) ed il suo idolo è Micheal Jordan. Ma non sono queste le reali
peculiarità della vita fuori dal parquet di Vissotto, bensì il suo far parte
del movimento religioso denominato “gli
atleti di Cristo”, fondato nel
1978 dai giocatori brasiliani di calcio e del quale si sentì parlare in Italia
a cominciare dalla fine degli anni ’80 con l’arrivo di giocatori-testimonial
come l’attaccante Amarildo od il portiere Taffarel. Attualmente Leandro è in
buona compagnia in quanto in Italia ci sono i calciatori Kakà, Vidigal e
Guzman e persino il mottolese Legrottaglie , i colleghi pallavolisti
Ricardinho e Sergio e la cestista Prado che milita proprio a Taranto nelle
file del Cras basket.
La scorsa stagione a Latina, Vissotto sotto la maglia da gioco portava spesso
una canotta con la scritta sul fronte “Gesù ti ama”. Si definisce un
predestinato del volley: ”Credo fortemente in un segno divino. Mi sento
predestinato come se il Cielo mi avesse donato l’altezza per seminare il bene
nel mondo attraverso lo sport. La fede mi aiuta molto in campo. La nostra
missione è rendere pubblico l’amore di Dio facendo piccole cose per il
prossimo nel quotidiano. Penso che ce ne sia tanto bisogno nel nostro mondo”.
E Vissotto si può dire che a Taranto si sia trovato nel posto giusto al
momento giusto dato che potrà giocare a pallavolo e fare volontariato a favore
dei minori a rischio di devianza che risiedono presso le comunità familiari
Prisma delle quali Antonio Bongiovanni ( massimo dirigente della squadra di
volley) è il presidente ed Elisabetta Zelatore ( direttore generale del club
jonico), la coordinatrice.