Aldo Redivo

Aldo Redivo

Action 21 Charleroi Calcio a 5

Brasile

Raccontaci chi è Aldo, dove e come sei cresciuto?

Sono cresciuto a Pato Branco, una piccola città in Brasile.

Com’è iniziata la tua carriera calcistica?

Quando avevo 5 anni ho iniziato a giocare nel club di cui mio padre era presidente. Si chiamava Gremio Pato Branquense.

In quali squadre hai giocato? E perché ad un certo punto hai deciso di approdare nel campionato italiano?

Quando avevo 17 anni sono andato a Foz do Iguaçu per giocare li in una squadra  che si chiamava Foz Futsal e poi a Cascavel, poi sono tornato al Foz Futsal e poi sono sbarcato in Italia. Ho giocato con la Reggiana calcio A5, il Pescara calcio A5, il Cagliari calcio A5 e adesso sono all’Arena calcio A5

Raccontaci brevemente come Gesù è entrato nel tuo cuore?

Ho conosciuto Gesù quando ancora giocavo nel Foz Futsal in Brasile un amico che giocava con me, Juruna, mi ha parlato di Gesù e del suo amore. Ho iniziato ad andare in chiesa con lui e sua moglie. Così dopo un anno io e mia moglie ci battezzammo. 

Che differenza c’è tra Aldo prima dell’incontro con Cristo e Aldo di oggi?

Aldo prima di conoscere Gesù era una persona molto nervosa, non accettava sentirsi dire di “no” come risposta ed era sempre pronto a rispondere in maniera aggressiva. Oggi con Gesù ho imparato che devo pensare mille volte prima di fare qualsiasi cosa, che devo mettere al primo posto la volontà di Dio in ogni cosa e non dimenticare mai la mia testimonianza, anche se a volte è difficile. Ma la nostra forza viene da Gesù. Ho imparato che la nostra testimonianza vale più di mille parole e oggi posso dire che nelle squadre dove arrivo tutti sanno che sono cristiano e molti vengono a interrogarmi sulla mia fede e io gli parlo dell’amore di Gesù verso tutti.

Ti capita di parlare con i tuoi compagni dell’amore di Cristo? Come reagiscono al messaggio dell’Evangelo?

A volte faccio dei culti a casa mia, in cui parlo di Gesù e in questa maniera più di 50 persone hanno accettato Gesù in questi anni qui in Italia e più di 10 si sono battezzati e attraverso questi 10 molti altri hanno conosciuto Gesù nella stessa maniera e così anche loro si sono battezzati. In realtà oggi in Italia sono tanti i calciatori che conoscono Gesù proprio grazie a queste riunioni in casa. Dio ha fatto grandi cose.

Come svolgi la tua vita fuori dal campo di gioco?

Quando non gioco cerco di stare con la mia famiglia, andare in chiesa. Faccio dei viaggi, mi riposo e gioco con i miei figli. Ho una vita normale: “churrasco” con gli amici...cose che chiunque fa nel tempo libero.

Come hai conosciuto il gruppo degli Atleti di Cristo? Come pensi di poter raggiungere degli obiettivi cristiani con loro?

Ho conosciuto gli Atleti di Cristo in un culto a Piacenza, dove mi aveva invitato un amico. Mi è piaciuto molto e ho fatto tante amicizie e grazie al gruppo degli Atleti di Cristo nel 2009, quando giocavo ancora nel Pescara, Dio mi ha dato l’opportunità di fare un culto con gli Atleti e l’aiuto del pastore Pablo e di Tomas Guzman.

Che messaggio vorresti lasciare a chi sta leggendo la tua intervista?

Il messaggio che mi piacerebbe lasciare è che: la mia vita è cambiata dopo che ho conosciuto Gesù e in modo particolare nel momento in cui ho iniziato ad evangelizzare. Ho iniziato a vivere Gesù molto più intensamente. In questi anni ho imparato che servire Dio non ti toglie niente, anzi ti dà cose meravigliose come la salvezza. Gesù ha cambiato la mia vita e gliene sono grato. Lui è il signore e il salvatore della mia vita.

 

(Intervista tradotta da Giulia Chaves)