Edmílson Gomes de Moraes

Edmílson Gomes de Moraes

Cearà Calcio

Brasile

Io sono nato in un’umile famiglia di San Paolo, nella parte più interna del Brasile. Qui lavoravamo trasportando le arance dalle piantagioni. Quando iniziai a giocare a calcio con i XV de Jau (SP), le cose non andavano molto bene. La squadra stava attraversando una cattiva stagione, a tal punto che non poteva nemmeno permettersi di pagarci gli stipendi nei tempi previsti. Pensai anche di lasciare il calcio per lavorare in modo diverso, in quanto avevo davvero bisogno di aiutare economicamente la mia famiglia. In quel periodo, un mio amico (e compagno di club) mi invitò a partecipare ad un incontro degli Atleti di Cristo. Accettai l’invito e proprio lì imparai che Dio voleva avere una relazione personale con me. Sebbene avevo sentito parlare tante volte di Dio, solo lì realizzai che conoscerlo “per sentito dire” non era abbastanza. Decisi poi di cercare una relazione più intima con il Signore e Gli permisi ti diventare la mia guida in tutte le circostanze. Da quel momento le cose iniziarono ad andare bene nella mia vita e vi era una sensazione di pace: fui mandato a giocare in prestito per il San Paolo S. C., dove velocemente arrivai a diventarne un titolare dell’undici di partenza. Giocavo bene e la società mi propose un contratto. Era iniziata la mia carriera professionistica, che, oltre alla vittoria di tanti titoli, include la partecipazione ai Mondiali del 2002.

Giocare il Mondiale di calcio era un grande desiderio della mia vita, quindi, lo reputo come un regalo di Dio per me. Oltre a segnare il goal che la FIFA ha votato come il più bello dell’intera competizione, io ho vinto quel Mondiale, cioè ho vinto il più importante evento sportivo del mondo. Quando l’arbitro fischiò la fine della partita contro la Germania, capii che se non fosse stato per il fatto che Dio era dentro di me, io non sarei mai arrivato fino a quel punto. Mi inginocchiai, insieme ad altri due giocatori, e glorificai Dio con tutto me stesso, affinché tutto il mio ringraziamento arrivasse a Lui, che mi aveva dato la forza per superare tutte le difficoltà della vita e per arrivare a quella vittoria. Comunque, noi possiamo vincere tante coppe nella nostra vita, ma sono tutte temporanee. Al torneo successivo, il gradino più alto del podio sarà sempre vuoto e starà già aspettando un nuovo campione. Ma nel gioco della vita solo Uno ha ottenuto una vittoria definitiva, contro il quale non può esserci partita: Gesù. Egli ha ottenuto ciò e oggi ti invita a condividere con Lui la Sua vittoria: la vita eterna con Dio.

Giovanni 11:25: “Gesù disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà»”.