Flavia Prado

Flavia Prado

Alcamo Basket

Brasile

Come sei approdata alla pallacanestro?

Da giovani sono sempre stata la più alta delle ragazze della mia età, cosi mia famiglia, principalmente la mia zia, mi dicevano di approfittare questo vantaggio e provare a fare qualche sport, allora ho cominciato a giocare a basket, anche se non mi piaceva più di tanto… Però con il tempo le cose sono cambiate e ho preso la decisione sul serio facendo del basket il mio lavoro, un vero piacere!

Perché hai scelto l’Italia per la tua carriera atletica? 

Ho giocato gran parte della mia carriera in Brasile, piu o meno 9 anni, però nei ultimi anni i problemi di mancanza di soldi, sponsor, ecc., la vita per una atleta è diventata più difficile, instabile. Con aiuto di un procuratore ho cominciato a valutare la idea di venire in Europa, visto che per me sarebbe facile avere un passaporto europeo (italiano), visto che avevo dei parenti 100% italiani. Ho cominciato a cercare i documenti e ad aspettare una proposta di alcuna squadra italiana. Questo mi è successo in 2002 ad Agosto, quando sono arrivata in Italia per cominciare una nuova fase della mia vita.

Tu sottolinei sempre che Gesù ha cambiato la tua vita. Ce ne vuoi parlare?

Alcune persone hanno l’abitudine di basare la loro vita in quello che fanno (lavoro, hobby, passione, raporti, ecc.),  però io penso: che cosa posso essere o fare senza l’aiuto del Signore, è Lui che mi capacita e per La Sua misericordia sono arrivata fino a qua. E' Lui che mi da la forza ogni giorno per fare bene il mio lavoro. Quando dico che Gesù ha cambiato la mia vita voglio dire che Lui ha dato un senso alla mia vita. Mi piace molto quello che faccio, però non è il basket che mi riempi il cuore di gioia o mi da soddisfazione, il basket non è la mia vita, ma uno dei mezzi per dimostrare agli altri quello che ho di più importante nella mia vita, Gesù. E sono sicura che niente in questo mondo possa essere paragonato alla amore che Gesù ha per ogni uno di noi! E questo è già stato dimostrato!

Come pensi che la fede possa essere di supporto per gli atleti e per le nuove generazioni?

Lo sport in generale richiede molto impegno, disciplina, concentrazione, e tutto questo genera lo stress, la preoccupazione , ecc. Ci dobbiamo allenarsi fisicamente, mentalmente e spiritualmente, e è qui che entra la fede, di credere che il Signore è con noi, e ci da la forza per superare ogni ostacolo, sia fisico, tecnico, mentale, psicologico, ecc. E che la sfida più grande non è esterna, ma si quella dentro di ogni uno di noi. E solo Lui puoi aiutarci, poi solo Lui conosce veramente il nostro cuore.

Cosa significa far parte degli “Atleti di Cristo”? Non rischiate di diventare settari nel vostro intento?

Per me significa far parte di un gruppo che fa dello sport un canale per parlare di Gesù. E' anche una grande responsabilità far vedere la diferenza nel nostro comportamento dentro in campo, dove proviamo delle situazione difficile, però è li che comincia la testimonianza, la diferenza degli Atleti di Cristo. Non solo dentro ma anche fuori campo è importante mantenere una postura coerente a quello che predichiamo. Gli Atleti di Cristo non difendeno una chiesa, una religione, o una setta, ma si il nome del Signore Gesù, il Suo amore e la salvezza che solo Lui può dare all'uomo.

Come vedi il tuo futuro da atleta, da donna e da cristiana?

Da atleta lo so che ho ancora qualche anno e voglio dare il mio meglio. Mi piacerebbe molto partecipare ai Giocchi Olimpici, vincere uno scudetto qui in Italia, sarebbe bello finire una carriera con un curriculum cosi. Da donna voglio avere presto una famiglia, diventare mamma e condividere miei “doti casalinghi” con una persona speciale. Da cristiana voglio fare la volontà di Dio. Sia come atleta, donna, voglio condividere con gli altri quello che il Signore è per me, TUTTO! La mia vita!!!