Francesco Favasuli

Francesco Favasuli

Vibonese Calcio

Italia

Teramo, 21 maggio 2007. Francesco Favasuli, di professione calciatore, ci racconta qualcosa della sua vita sportiva, ma soprattutto, ci racconta dell’incontro che ha stravolto la sua vita: l’incontro con il Signore Gesù.

Dicci in due parole chi è Francesco Favasuli

Francesco è un ragazzi semplicissimo, normale e alla mano. Sono molto legato alla famiglia, ai valori e alla fede in Dio.

Come è iniziata la tua carriera calcistica?

Io ho iniziato a giocare a calcio fin da piccolo. Giocavo per le strade del mio piccolo paese, nella parte meridionale della Calabria. Ringrazio Dio, perché, sebbene fosse un paese molto piccolo, già da lì ebbi l’occasione di poter essere osservato mentre giocavo. A 13 anni decisi di andare via da casa, per poter giocare a calcio in realtà maggiori e, a soli 19 anni, era a giocare in serie B con la squadra dell’Ascoli. Ora ormai, dopo aver giocato in diverse squadre, sono tre anni che faccio parte della squadra della città di Teramo.

Che cosa speri per il tuo futuro lavorativo?

Come tutte le persone, qualsiasi lavoro esse svolgano, si spera sempre di raggiungere i massimi i livelli. Il mio grande sogno sarebbe quello di giocare in serie A con la Reggina, che è la squadra più importante della mia regione d’origine.

Qaul’è il tuo rapporto con Dio?

Il mio rapporto con Dio è qualcosa di molto intimo. Quando sono a casa da solo trascorro molto tempo con Lui. Essendo nato in una famiglia cattolica sono cresciuto con i quei principi lì, perciò ora posso dire che avere una fede così forte è una cosa meravigliosa. Nel mio Signore, infatti, posso vedere amore, pace e gioia.

Raccontaci brevemente come Gesù è entrato nel tuo cuore?

Circa tre anni fa, grazie a Dio, conobbi Marco Aurelio e Renato Bondi. In quel periodo, non stavo vivendo un bel momento per quanto riguardava la mia vita professionale. Facendo due chiacchiere con loro, mi invitarono a casa loro. Accettai l’invito e iniziarono a farmi leggere la Bibbia. Prima di allora non l’avevo mai letta in un modo così approfondito. Essa parlava davvero al mio cuore e, così, grazie a Dio per questo, conobbi il Signore Gesù Cristo, facendo di Esso il mio personale Salvatore. E’ stata un’esperienza bellissima, praticamente indescrivibile.

Che differenza c’è tra il Francesco prima dell’incontro con Cristo e il Francesco di oggi?

Sono due persone completamente diverse. Prima ero una persona che non ragionava e istintiva. Pensavo solo a fare successo nel mondo del calcio e a realizzare tutti i miei desideri materiali, come le belle macchine. Ora, invece, capisco che ogni cosa è nelle mani di Dio e ci sono cose molte più importanti del possedere una bella macchina. Sul piano personale, Gesù mi ha fatto molto maturare, sono diventato molto più riflessivo e, prima di reagire impulsivamente, rifletto attentamente su ciò che sto per fare.

Come svolgi la tua vita fuori dal campo di gioco?

Mi piace molto leggere. Naturalmente, le mie letture preferite sono la Bibbia, che leggo ogni giorno, e letteratura cristiana in generale. Amo moltissimo della Bibbia i Vangeli. Inoltre, tutti i giorni prego. 
Al di fuori del campo, ho anche molti cari amici, con i quali trascorro il mio tempo libero. Anche se faccio un mestiere particolare, svolgo davvero una vita normalissima, passando il mio tempo giocando alla Play Station o mangiando un gelato in compagnia.

I tuoi compagni di squadra sanno che sei un cristiano? Hai mai parlato loro di Cristo?

Certamente sanno che sono un cristiano. Ogni tanto gli parlo della mia fede. Proprio per questo motivo, mi rispettano e cercano di comportarsi meglio se sono presente davanti a loro, evitando, perciò, gli atteggiamenti sconvenienti e le bestemmie. Quando bestemmiano in mezzo al campo non manco di rimproverarli, cercando di fargli capire che è una cosa sbagliatissima.

Come hai conosciuto il gruppo degli Atleti di Cristo? Come pensi di poter raggiungere degli obiettivi cristiano con loro?

L’ho conosciuto grazie al caro amico e fratello in Cristo Marco Aurelio. Spero, tramite gli Atleti di Cristo, di poter portare il Vangelo a quante più persone possibili, soprattutto nel mondo dello sport.

Cosa vuoi dire a quanti non hanno ancora conosciuto Gesù nella loro vita?

Amico, voglio dirti solo solo una cosa: quando qualcuno ti parla della fede non scappare sempre, perché Dio ti ama davvero. Vorrei che tu lasciassi fare a Dio nella tua vita tutto ciò che ha fatto nella mia. Non importa se hai un lavoro come il mio o no, infatti conoscere Cristo personalmente è la cosa più bella che possa capitarti. Non guardare con diffidenza l’essere credente. Dio possa benedirti grandemente.

Intervista di Simon Pietro de Liso