Joe Crispin

Joe Crispin

Basket

Stati Uniti

Ci racconti dove nasce la tua passione per la pallacanestro?

Mio nonno, mio padre e mio zio erano allenatori quando io ero bambino. Ciascuno di loro si divertiva attraverso il basket e così sono sicuro che loro sono stati la mia più grande influenza. Mio fratello più piccolo spendeva ore intere a giocare a pallacanestro ai loro campi di allenamento. E mentre succedeva tutto ciò, sia io che lui abbiamo cominciato a sviluppare il sogno di diventare cestisti professionisti. Senza dubbio, il Signore ha usato la passione della mia famiglia in questo gioco per ispirare la mia.  

Da quanto tempo sei un giocatore professionista? Per quali squadre hai giocato e come sono state queste esperienze per te?

Questa è la mia nona stagione da professionista. Ho giocato il mio primo anno di NBA con i Los Angeles Lakers e con i Phoenix Suns. Dopo di loro, ho giocato in CBA, in ABA, e infine andai oltreoceano. Ho avuto belle soddisfazioni in Grecia, Polonia, Italia (Teramo Basket, Enel Brindisi), Spagna e Turchia.

Sono grato di poter dire che la maggior parte della mia carriera è stata positiva. Ci sono state solo due situazioni che non furono molto belle e che mi portarono a non ricevere paga, e per un professionista non è mai bello.

Qual è stato il momento più memorabile della tua carriera?

È stato giocare in NBA. Ho trascorso dei momenti stupendi a giocare in Europa e qui ho giocato sicuramente partite migliori e segnato di più, ma niente può eguagliare il fatto di giocare nella migliore lega del mondo. In modo particolare, ricordo di avere messo a segno un canestro da tre punti nell'overtime grazie al quale siamo riusciti a battere i Minnesota Timberwolves durante la mia prima stagione da pro. Come giocatore di basket, mi piace giocare fino alla fine le partite. Quella fu una delle poche volte in cui fui capace di farlo, perciò per me rimane un ricordo particolare.

Come sei finito in Italia? Hai avuto difficoltà ad ambientarti qui?

Questa è la mia seconda esperienza in Italia. Firmai un contratto la scorsa stagione per tornare in Turchia, ma la mia squadra ebbe un cambio di allenatore e il nuovo coach volle prendere un cambio di direzione, così grazie a Dio, sono tornato qui in Italia. 

Ci piace davvero tanto l'Italia. Il meteo qui a Brindisi è sempre bello e il mio club, Enel Brindisi, è un bel posto per il quale giocare. La mia famiglia ed io amiamo la pizza e la pasta e per questo, ovviamente, ci è stato molto facile apprezzare l'Italia.

Come è entrato Gesù nella tua vita?

Sono cresciuto essendo sempre molto coinvolto nelle attività della chiesa locale della mia famiglia, ma tra tutte le altre distrazioni, sono sempre rimasto io il padrone della mia vita.  Credevo in tutto ciò che c'era da credere, ma in una sorta di modo intellettuale, e il mio cuore non era cambiato. Non ero nato di nuovo. Tra il mio secondo e terzo anno di college, Dio cambiò tutto questo. Egli usò semplicemente una conversazione con mio zio e con mia zia per risvegliare in me la vera fede in Gesù Cristo.

Come è cambiata la tua vita da quando sei diventato un discepolo di Cristo?

Beh, un sacco di cose sono cambiate. Ma ogni cambiamento che è avvenuto, è stato il frutto del solo cambiamento di fede. L'interesse principale della mia vita una volta era concentrato sul fare qualcosa di speciale per me stesso. Ma dopo avere riposto la mia fede in Gesù, Egli ha preso il centro di tutto. È diventato il Sole nel sistema solare della mia vita, così tutti gli altri pianeti girano intorno alla sua orbita.

Per ciò che si può vedere, le mie abitudini sono cambiate (purtroppo, molto lentamente!). Ogni cosa ha preso una giusta collocazione, mentre una volta era messa a caso. Faccio ancora progetti per la vita, e un giorno mi piacerebbe diventare allenatore, ma il mio motivo ora è incentrato sul Signore. Egli è in definitiva la passione della mia vita. Quando la sua gloria è messa al primo posto, al centro di tutto, qualsiasi altra cosa è capace di essere piacevole se intesa come Dio la vuole. Ci è voluto un sacco di tempo ed è stato faticoso per me, ma la fatica ha avuto un suo motivo.

Cosa significa essere un atleta di Cristo nel mondo del basket? Ti è mai stato chiesto in cosa sei "diverso"?

Suppongo che essere cristiano nel mondo del basket è lo stesso che essere cristiano in qualsiasi altro posto, a parte forse che in un ruolo legato a un ministero o a qualcosa del genere. Spesso, sono l'unico per il quale la propria vita è centrata su Gesù. Sono in inferiorità numerica, per così dire, e per questo risalto più facilmente agli occhi di tutti, anche se non penso di essere tanto fedele e fruttuoso come vorrei essere. Quando vivi per uno scopo o per un obiettivo totalmente diverso da quello di qualsiasi altro, credo che esso si veda più facilmente.

Vorrei tanto poter dire di rappresentare il Signore sempre, in ogni circostanza, ma questo non è sicuramente il caso. Ma mi sforzo nella sua potenza di giocare e vivere pienamente nella fede in un modo che possa onorare il Signore. A causa di questo, mi arrivano domande. E  io cerco di rispondere in modo fedele.

Quale messaggio ti piacerebbe lasciare a chi sta leggendo questa intervista e non conosce ancora che Cristo Gesù è il salvatore?

Beh, dipende da chi è che sta leggendo. Alcuni di coloro che stanno leggendo, possono essere in qualche modo religiosi, ma  purtroppo fanno affidamento sulla loro religiosità proprio per guadagnarsi la grazia di Dio. Se tu sei tra quelli, vorrei incoraggiarti a stare davanti al Dio dell'universo e di comprendere che non importa quello che fai, perché non potrai mai fare abbastanza. Non importa quanto tu possa essere una persona a modo, quando morirai e ti troverai faccia a faccia con il Signore, riconoscerai che anche colui che è stato buono non è stato buono abbastanza. Tu hai bisogno di un Salvatore. Tu hai bisogno di mettere la tua fede in Cristo per la tua salvezza di fronte a Dio. Non fare affidamento su quello che farai. Fai affidamento solo su quello che Gesù ha fatto per te.

Altre persone tra coloro che stanno leggendo, non si preoccupano per nulla di Dio.  Oppure credono anche che esista. Vorrei dire loro che, che voi lo sappiate o meno, state adorando qualcosa. E qualunque cosa state adorando, essa non potrà mantenere le sue promesse. Forse potrai credere che se raggiungere una certa libertà economica o se troverai la sposa o il lavoro giusto o i bimbi che tanto desideri o qualsiasi altra cosa, tu sarai felice e soddisfatto. Beh, se tu credi questo, stai facendo di quelle cose la fonte della tua felicità. Le stai adorando. Qualunque cosa che tu credi possa rendere davvero felice e sicuro il tuo futuro, quella è il tuo Dio.

Puoi provare queste cose, ma non funzioneranno. Almeno non per molto. Come una droga, la felicità può durare per un po', ma nel momento di una notte tranquilla, puoi realizzare che ti manca qualcosa. E quel qualcosa è in Gesù Cristo. Per grazia di Dio, io ho capito che avevo bisogno di Lui. È stato proprio durante un periodo nel quale ho avuto tutto quello che volevo (il successo nel basket). Ma realizzai che senza di Lui ero vuoto lo stesso. Spero che leggendo tu riconoscerai lo stesso e che porrai la tua fede in un futuro felice e sereno basato solo su di Lui e sulle sue promesse. 

Se lo fai, o se vuoi farlo, assicurati di avere al tuo fianco qualcuno che crede lo stesso. Sono sicuro che le persone che curano questo sito possono aiutarti in questo.