Jonatas Moro Soldera

Jonatas Moro Soldera

Manfredonia Calcio

Brasile

Raccontaci chi è Jonatas Moro Soldera, dove e come sei cresciuto?

Sono nato a Josè do Rio Preto , nello stato di San Paolo, in Brasile, in una famiglia cristiana. Il mio primo regalo di compleanno me lo fecero i miei genitori: una palla da calcio, che non avrei mai più abbandonato!

Com’ è iniziata la tua carriera calcistica?

Avevo soltanto quattro anni quando chiesi a mio padre di iscrivermi ad una scuola di calcio a 5, e dopo nove anni passai a giocare calcio a 11. Ebbi la mia prima esperienza fuori casa a tredici anni, quando fui chiamato a giocare nella categoria di base del Santos Futebol Clube. Dopodiché continuai a lottare per veder realizzato il mio sogno. 

In quali squadre hai giocato? E perché ad un certo punto hai deciso di approdare nel campionato italiano?

Ho giocato per l'Esporte Clube Rio Branco dell'Americana-SP, Mirassol Futebol Clube del Mirassol-SP, e diverse altre squadre. Inizialmente il mio piano era recarmi a Verona e ottenere la mia cittadinanza italiana, dopodiché mi sarei dato da fare a cercare una squadra di calcio, ma il piano di Dio per la mia vita era completamente diverso: addirittura prima di mettermi in viaggio ricevetti addirittura la proposta di un procuratore brasiliano, ma una volta arrivato nella città di destinazione, mi accorsi che quella proposta era un inganno e che avrei dovuto affrontare situazioni difficili. Dal momento però che Dio ha sempre avuto il controllo di tutto, aprì una grande porta usando altri credenti come me. Questi ultimi mi aiutarono e mi sostennero durante quel periodo difficile. Non dimenticherò mai ciò che fecero per me. Grazie a loro imparai che la nazionalità non conta quando apparteniamo a Cristo, perché serviamo lo stesso Dio di amore e siamo un solo popolo. Credo anche che Colui che ha iniziato una buona opera in me è fedele da portarla a compimento.  Attualmente gioco nel S. S. Manfredonia Calcio.

Raccontaci brevemente come Gesù è entrato nel tuo cuore?

A sette anni d'età decisi di dare la mia vita a Gesù e di accettarlo nel mio cuore come mio Signore e Salvatore. Accadde durante un servizio di culto una domenica sera nel 1994, dopo l'appello del pastore della Primeira Igreja Batista di Sao Jose do Rio Preto. Da allora non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me!

Che differenza c’è tra il Jonatas prima dell’incontro con Cristo e il Jonatas di oggi?

Prima di quella domenica del 1994, davo sempre grattacapi ai miei genitori e non volevo mai andare in chiesa. Ma dopo aver accettato Gesù, pur essendo ancora piccolo, il mio atteggiamento verso la chiesa cambiò: cominciai ad interessarmi alla parola di Dio ed a voler leggere la Bibbia. Continuavo a crescere percorrendo il cammino tracciato per me dal Signore Gesù, chiedendo a Dio di farmi vivere un’esperienza che mi permettesse di testimoniare quanto Lui sia grande, e quanto grande sia il suo amore verso coloro che lo servono. Alla fine, con la mia venuta in Italia ho toccato con mano quanto Lui sia potente: per Lui niente è impossibile!

Ti capita di parlare con i tuoi compagni dell’amore di Cristo? Come reagiscono al messaggio dell’Evangelo?

Sì, ogni volta che si presenta l’occasione. Alcuni si dimostrano interessati, altri no, ma Dio ha i suoi tempi e i suoi modi di procedere...Tutto ciò che dobbiamo fare è piantare un seme nei cuori di chi ci ascolta, e lo Spirito Santo farà il resto!

Come svolgi la tua vita fuori dal campo di gioco?

Quando ho del tempo libero amo trascorrerlo da solo con Dio. Ne approfitto anche per stemperare la nostalgia nei confronti della mia amata futura moglie e di coloro che sono tutto nella mia vita (i miei genitori, mia sorella, mio cognato e la mia bella nipotina), contattandoli in rete. Gloria a Dio per questo mezzo di comunicazione! E la domenica, quando sono libero, vado in chiesa.

Come hai conosciuto il gruppo degli Atleti di Cristo? Come pensi di poter raggiungere degli obiettivi cristiani con loro?

Fu un mio grande amico e fratello nella fede di Manfredonia a parlarmi per la prima volta di questo gruppo, anzi di questa famiglia, in Italia. Dobbiamo lasciare che Cristo si manifesti nella nostra vita, mettendolo al centro di tutto. Dobbiamo amare la nostra professione, e farne un mezzo per portare la Parola di Dio a chi ne ha bisogno.

Che messaggio vorresti lasciare a chi sta leggendo la tua intervista?

Nella Bibbia leggiamo che la nostra vita è come un vapore, che appare per un momento e poi svanisce (Giacomo 4:14).
Perciò dobbiamo viverla intensamente, e viverla per il Signore Gesù: perché è in Lui che troviamo la vera felicità, la pace di cui abbiamo bisogno.
Ma la vita con Cristo, su questa terra, non è facile, né sempre costellata di vittorie. Lo stesso Gesù ci ha avvertiti che nel mondo avremmo avuto afflizioni, ma che dobbiamo farci coraggio perché Lui ha già vinto il mondo: sappiamo che Dio combatte per noi e ci dà sempre il coraggio per continuare. Avere Gesù è essere certi di non esser soli.
Abbiamo un Dio che vive e regna per sempre, e i suoi occhi sono su coloro che lo servono.
Se ora aprite il vostro cuore e dichiarate con la vostra bocca che Gesù è il Signore e Salvatore della vostra vita, vedrete le grandi opere di cui è capace e non sarete mai più la stessa persona. Inoltre, Dio vi promette che sarete salvi voi e i vostri familiari. Che il Signore Gesù benedica la vostra vita!