Kakà Izecson dos Santos Leite

Kakà Izecson dos Santos Leite

Orlando City Calcio

Brasile

Com'è stato il tuo incontro con Gesù?

Sono nato in una famiglia cristiana, i miei genitori erano già convertiti, erano della chiesa battista.  Il momento principale della mia conversione è stato il mio battesimo quando avevo 12 anni, nella chiesa "Rinascere", in quel tempo ho avuto liberazione. Dio ha fatto questo per me: ha sofferto di una forte contusione! Era una cosa molto seria, infatti nell'ottobre del 2000 sono andato a visitare e miei nonni e dopo sono andato in un club dove c'è una piscina. A bordo piscina c'era uno scivolo ed io sono andato a giocare sullo scivolo e quando sono entrato in acqua ho sbattuto con la testa sul fondo, uscii dall'acqua e sentii molto dolore. Mio fratello mi disse che usciva del sangue. La prima cosa che i miei genitori hanno fatto è stata una preghiera, mia madre diceva che in quel momento c'era una battaglia spirituale. Dopo siamo andati al pronto soccorso e dalla lastra risultava che tutto era a posto. Due giorni dopo, mentre giocavo a calcio, sentii un dolore insopportabile e riandai al pronto soccorso, rifeci la lastra e questa volta i medici dissero che avevo una frattura alla sesta vertebra, mi dissero: "Sei stato fortunato! Potevi rimanere sulla sedia a rotellee finire la tua carriera!". In questo ho visto la mano di Dio, sono rimasto due mesi a casa a riposo e in quel periodo sono cresciuto molto nelle vie del Signore.

Qualcuno si è convertito attraverso la tua testimonianza? Com'è successo?

Credo di sì, conosco tante persone e calciatori. Ho un amico che considero come un fratello, lo chiamano "IL GALLO", giocavamo insieme nei juniors, oggi lui sta diventando un professionista nel San Paolo. Lui è venuto a Santa Catarina, e quando è arrivato non era ancora convertito. Siccome la sua famiglia abitava lontana lo invitavo sempre a venire a casa mia il sabato e la domenica, e piano piano lui ha cominciato a venire in chiesa insieme a noi. Oggi lui è una benedizione.

Pregavate prima delle partite di calcio del mondiale insieme ai suoi compagni? E come vedevano questa situazione i non convertiti?

Ci riunivamo io, Lucio ed Edmilson pregavamo sempre prima e dopo le partite e invitavamo anche gli altri. Denilson qualche volta è venuto alle riunioni, ma anche Junior e Roberto Carlos. L'ambiente era molto bello, pregavamo sempre, poi parlavamo e leggevamo la Bibbia. Questi incontri si svolgevano in una saletta.

Quella maglietta con la scritta "I Belong to Jesus" (Io appartengo a Gesù) che hai usato in finale di Coppa del Mondo, l'avevi portata dal Brasile? Eri sicuro di vincere?

Porto sempre con me tre maglie, una era quella che avete visto, sull'altra c'è scritto "Dio è fedele" e sulla terza "Gesù ti ama". La FIFA aveva vietato di mettere queste maglie sotto le casacche, ma in finale nessuno poteva impedircelo e così senza dire niente a nessuno io, Lucio ed Edmilson ci siamo messi tre maglie diverse. L'anno prima avevo rilasciato un'intervista in occasione di una premiazione ed avevo detto che il mio sogno era quello di gridare al mondo durante il mondiale che appartengo a Gesù, insomma è stato il compimento di una promessa.

Il momento principale per noi cristiani è stata quella preghiera di gruppo, com'è cominciato? Chi ha iniziato? I giocatori hanno capito l'effetto che aveva quelle preghiera?

In tutto il mondo si è detto che quello è stato un momento speciale. E' successo così: ho visto Edmilson che si avvicinava e ci siamo inginocchiati a terra, poi lo Spirito Santo ha mandato anche Lucio che era dall'altra parte del campo. Tutte le televisioni del mondo hanno visto quelle immagini e per noi è stato veramente speciale!

Pensi che quella sia stata una manifestazione della potenza di Dio?

Penso di sì. Perchè noi avevamo pregato prima del mondiale per questo. Avevamo detto che il nostro proposito con Dio era che la squadra che vincesse quella onorasse il nome del Signore. Se era il Brasile lo avremmo fatto noi altrimenti qualcun altro di altre squadre. Ringraziamo Dio che lo abbiamo fatto noi.

Qual'è l'importanza di Gesù nella tua vita?

Dico sempre che non esiste un'altra forma, la sua importanza è totale, lui sta al primo posto nella mia vita!

Che messaggio dai ai giovani coinvolti nella droga e nell'alcool?

Di lasciar perdere! Questa è una mancanza di responsabilità, sia nei confronti di Dio che in tutto il resto. Ad esempio nessuno si sposa più! Nessuno vuole più la responsabilità e così si finisce nell'alcool e nella droga che per loro è allegria e felicità ma non è così! Per essere felici bisogna prendersi degli impegni con Dio!

Lancia un messaggio per chi vuole fare il calciatore come te.

Abbiate pazienza, è importante perseverare, se è nella volontà di Dio tutto di avvererà!