Kurt Warner

Kurt Warner

Football Americano

Stati Uniti

Subito dopo la vittoria dei Rams al Super Bowl, un intervistatore chiese: “Kurt, partiamo dalla cosa più importante: dimmi del decisivo passaggio da touchdown per Isaac”. Kurt rispose: “Bene, partiamo dalla cosa più importante: devo ringraziare il mio Signore e Salvatore lassù; grazie, Gesù!”

“Credo che, per ognuno di noi, il Signore abbia un piano migliore di qualunque cosa possiamo immaginare, anche se quel piano non ci è sempre così chiaro. Mi ha preparato a tutto questo in un periodo di tempo molto lungo: da spogliatoi tutt’altro che decorosi a vendere frutta e verdura, poi in Europa e, ancora, attraverso tutte le tragedie personali e nonostante tutti coloro che, nel mio percorso, dubitavano di me”, ha spiegato Warner. “Che io sia campione del Super Bowl o un ragazzo ordinario che vende cibarie all’Hy-Vee, condividere la fede e glorificare Gesù resta l’impiego centrale del mio tempo su questa terra. E non credo che essere sul podio in questo momento sia una coincidenza. Voglio essere un modello comportamentale per Cristo in qualunque cosa faccio. Vivere per Lui e mostrare alla gente la bellezza di questa realtà è la missione della mia vita”.

“Prima di poter consacrare la mia vita a Gesù e iniziare a vivere per Lui, ho dovuto affrontare tante battaglie personali, incluso un periodo, qualche anno fa, in cui mi sono fatto un po’ trascinare da cose che non sono importanti: fama, soldi, lussuria...”

Warner ha subito una serie di tracolli disastrosi nella sua carriera: problemi finanziari, problemi di famiglia, poi l’improvvisa e tragica morte dei genitori di sua moglie. Tutte le ferite e i dispiaceri hanno portato Kurt a rivalutare seriamente la sua vita e ciò che gli mancava. “Crescendo, avevo sempre messo la mia vita da un lato e il mio rapporto con Dio dall’altro. Sapevo che Dio c’era, ma Lo cercavo solo quando avevo bisogno di Lui o mi sentivo costretto a ringraziarLo. Alla fine, ho capito che avevo bisogno di vivere ogni giorno per Lui”.