Leonardo Massoni

Leonardo Massoni

Carrarese Calcio

Italia

Leonardo Massoni, raccontaci brevemente chi sei.

Sono una persona semplice, legata ai valori della famiglia, che fin da piccolo i miei genitori hanno saputo trasmettermi. Sono una persona che ringrazia Dio per tutto ciò che ha ricevuto e che riceve quotidianamente. Mi ritengo una persona benedetta.

Com'è nata la tua passione per il calcio?

È nata da piccolo, con gli amici di scuola o i vicini di casa, tirando i primi calci al pallone per trascorrere i pomeriggi in compagnia. Poi è diventata una passione sempre più grande, poi un sogno da coltivare, fino a diventare il mio lavoro.

Che cosa rappresenta per te il mondo del calcio?

Il calcio è il luogo dove ora posso dare maggiormente gloria a Dio. Ma è qualcosa che oggi c'è e domani non ci sarà più. Perciò ricordo sempre a me stesso che, in tutto quello che faccio, devo essere guidato dallo Spirito Santo. Mi ritengo benedetto per quello che sto facendo sui campi di gioco, sento che è Lui che mi ha chiamato in quello che sto facendo. In ogni cosa, anche in campo, voglio dare il massimo per glorificare il Signore. 

La partita che ricordi con più piacere?

La finale con il Trapani lo scorso anno. Prima di giocarla, ebbi l'occasione di trascorrere tre giorni di ritiro con tutti i miei compagni di squadra. Fu un momento importante per riflettere sulla parola del Signore. E leggere la Bibbia prima di quella partita mi fece arrivare carico all'incontro. Non sentii minimamente la tensione agonistica del match, che invece di solito provo, per via della mia emotività. Nella Bibbia troviamo noi stessi e perdiamo ogni paura. Noi Atleti di Cristo non preghiamo il Signore affinché ci faccia segnare o vincere, ma lo preghiamo per ringraziarlo del fatto che ci ha salvati e per tutto quello che ci dà ogni giorno. 

La maglia alla quale ti senti più legato?

Posso dirne due? A Viareggio sono cresciuto calcisticamente; a Lanciano ho conquistato la Promozione e conosciuto persone stupende che hanno contribuito alla mia conversione.

Come è avvenuto il tuo incontro con il Signore?

Fin da bambino ho avuto la possibilità di conoscere la parola del Signore. Avevo una Bibbia in casa, e ogni tanto la leggevo, soprattutto da ragazzo. Capivo il valore dei suoi insegnamenti, ma facevo fatica a metterli in pratica. Li condividevo, ma non li vivevo. A 18 anni, diventato maggiorenne, pensai: "Finalmente ora posso considerarmi indipendente e fare le mie scelte senza rendere conto a nessuno". Ma poi mi resi conto che quel pensiero era alquanto superficiale. I miei genitori mi avevano sempre lasciato libero di scegliere, pur indicandomi sempre la giusta via. E io cosa ero in grado di fare ora? Mi resi conto che, per scegliere bene, avrei dovuto dare conto a qualcuno. Avere una guida. E quel qualcuno capii che doveva essere Dio. Tuttavia la mia vera conversione attese un po' prima di verificarsi...

Raccontaci.

Fu solo quando la mia compagna rimase incinta che capii che avrei dovuto considerare la mia vita un po' più seriamente. Così mi misi a leggere la Bibbia con più frequenza e interesse. Finché decisi finalmente di mettere tutta la mia vita nelle mani del Signore: non solo a parole, ma con il cuore. Capii l'esigenza di costruire la mia casa sulla roccia. Nello stesso periodo - allora giocavo a Lanciano - conobbi Ilyas Zeytulaev, già Atleta di Cristo. Egli fu un ottimo testimone dell'amore di Cristo. La sua testimonianza fu importantissima per farmi fare il passo decisivo. Vedevo nei suoi occhi una serenità incondizionata e riconoscevo che i suoi comportamenti erano sinceri, liberi.

Come va la vita con la tua compagna?

Dopo un percorso di fede, lei ora si è battezzata. E ora ci siamo sposati e abbiamo un figlio. Vorrei lanciare un messaggio positivo per chi cerca pace in famiglia. Le persone oggi si lasciano facilmente, Satana ci tenta ogni giorno. Ma Matteo 7:24-29 ci ricorda come fondare la casa sulla roccia. Anche la vita familiare, se mette il Signore al centro, è fondata sulla roccia. E una corda a tre capi (moglie, marito, Dio), è difficile da spezzare.

Quale gioia ci puoi testimoniare ora?

Il Signore ci da forza, Lui è la nostra autorità. Quando seguiamo la sua parola, non sbagliamo mai. Poi noi lo tradiamo spesso, con i nostri peccati, ma lui ci corregge sempre e ci dona con amore anche ciò che non meriteremmo secondo le nostre azioni. Senza di Lui, saremmo mancanti e incapaci di fare ogni cosa, anche quando ci sforziamo di dare il massimo. Con Lui, possiamo ogni cosa. Ora mi piace anche vedere il mio passato e riconoscere la mano buona del Signore su eventi trascorsi, vedo come ha lavorato (e sta lavorando) nella mia vita. Lo ringrazio sempre.

Come parli di Gesù in campo e nel tuo vivere quotidiano?

Ogni incontro, ogni amicizia, ogni relazione è un'occasione per testimoniare il messaggio del Vangelo. Io cerco di farlo più che posso, ma sempre nel rispetto della situazione della persona che ho di fronte. Prima di cominciare a parlare, è importante conoscere chi sto parlando, capire i suoi dubbi, le sue problematiche. È importante fare capire che la parola è libertà e non condizionamento. A volte ci vuole tempo e pazienza ma poi sarà il Signore a compiere ogni cosa. Con chi invece incontro una volta soltanto, cerco di lanciare un messaggio semplice e chiaro, sempre fiducioso che poi sarà Dio a lavorare nella sua vita. È Lui la nostra unica risposta.

Cosa dire a chi sta leggendo la tua intervista e vuole conoscere il Signore?

Dico: il Signore guarda il cuore. Tutti noi abbiamo bisogno di Lui, perché tutti noi abbiamo un cuore vuoto, senza di Lui. Solo il suo amore può riempire questo vuoto. Lui ci vuole così bene che noi, nella nostra limitatezza, non riusciamo nemmeno a capire la vastità del suo amore. A proposito, vi lascio con un passo del Salmo 34, versetto 8: "Provate e vedrete quanto il Signore è buono! Beato l’uomo che confida in Lui".

Il tuo passo della Bibbia preferito?

Geremia 15:16 - "Appena ho trovato le tue parole, le ho divorate, la tua parola è stata per me la gioia e l'allegrezza del mio cuore, perché il tuo nome è invocato su di me, o Eterno, DIO degli eserciti."

 

A cura di Silla Gambardella