Luca Viglietti

Luca Viglietti

Savoia Calcio

Italia

Luca Viglietti, descriviti in una frase. 

Sono un ragazzo semplice. 

Com'è nata la tua passione per il calcio? 

Ho iniziato a giocare in una scuola calcio all'età di sei anni. A differenza di tanti “italiani”, vengo da una famiglia dove non si è mai parlato di partite. Né mio papà né mia mamma sono appassionati di pallone. Però ho due fratelli più grande, che già giocavano, e che mi hanno fatto da “apripista”.  

Dopo l'esperienza a Pomezia, che ti ha visto anche nel Berretti Nazionale, eccoti al Savoia 1908. Come ti trovi? 

Sono molto contento. È una grande società, non mi fa mancare nulla, e ha un grande tifo. Per me è la prima volta che ho l'opportunità di giocare davanti a 7-8.000 spettatori ogni domenica. E poi, grazie a un mio gol nel derby, i tifosi si sono già innamorati di me... 

Raccontaci. 

6 ottobre 2013, Savoia-Cavese. Derby “storico” per i campani del nostro girone di Serie D. Tra l'altro, quella domenica c'era in palio la testa della classifica. La partita era ferma sull'1-1, eravamo già entrati nei minuti di recupero e... al 91' sono riuscito a segnare. Io che sono difensore. Lo stadio è esploso in un boato, hanno cominciato a cantare il mio nome. È stata un'emozione indescrivibile. 

Che cos'è per te il calcio?

Un gioco bellissimo, dai valori forti. Ma al primo posto c'è Dio. Il calcio è solo una parte di me, ma non la più importante.  

Come sei diventato cristiano? 

Ho avuto un'istruzione basata sui principi cattolici, come tutti gli italiani, sebbene i miei genitori non fossero credenti. Mio padre fu il primo ad accettare il Signore, poi lo accettò anche il secondo dei miei fratelli. Io rimasi colpito soprattutto dal cambiamento di mio fratello. Prima della sua conversione, era quello che noi definiamo “una testa calda”. Sono stato testimone della sua vita “rivoluzionata”. Tuttavia, rimasi un testimone silenzioso. Lo ammiravo, ma non lo imitavo. Continuavo la mia esistenza da adolescente che vive a pieni giri: ragazzi, feste, a volte anche qualche sbronza... 

Poi? 

Poi ricordo che una sera esagerai un po' con l'alcool e tornai a casa ubriaco. Mia madre mi aprì la porta, mi fissò per un attimo, con gli occhi che intanto si riempivano di lacrime, ed esclamò: “Figlio mio, ma come ti sei ridotto?”. Io entrai in camera mia e cominciai a riflettere. Gli occhi sofferenti di mia madre risvegliarono la mia coscienza. Sentivo che avevo fallito e allora... allora cominciai a pregare. Chiesi a Gesù di cambiare il mio cuore. Gli dissi che volevo affidarmi soltanto a Lui, che da solo non ero capace di nulla. E Dio rispose a quella mia preghiera. Da quel momento, cominciai a frequentare la chiesa, a leggere la Bibbia, a capire tante cose. Ho capito quanto è grande il suo amore e quanto è bella la nostra vita, se solo la viviamo nella sua Parola. 

Com'è cambiata la tua vita? 

La cosa meravigliosa è che, nonostante abbia smesso di fare tutte le cose sbagliate che facevo, ho mantenuto gli amici di sempre. Dio non ci toglie dal mondo, ma ci fa capire che, pur non essendo DEL mondo, siamo NEL mondo e abbiamo la responsabilità di annunciarLo e costruire il suo Regno. Così ora posso dare una “luce” diversa ai miei amici di sempre. A volte mi prendono in giro, soprattutto per il mio modo “controcorrente” di concepire l'esclusione di rapporti intimi con le ragazze prima del matrimonio. Ma so che in fondo in fondo mi stimano e mi rispettano e osservano curiosi il mio comportamento. Uno dei miei amici d'infanzia, ad esempio, si è convertito dopo di me. 

E in campo? 

In campo c'è sempre chi mi guarda come un alieno, ma questo è normale. Però nello spogliatoio ho spesso l'occasione di parlare con i compagni di temi importanti. Un mio compagno mi ha chiesto se potevo regalargli un Vangelo, un altro mi ha chiesto se potevo pregare per lui. Ciascuno di noi ha bisogno di Dio. Ma tanti non lo sanno.  

Come ti trovi all'interno del gruppo degli Atleti di Cristo? 

Un bellissimo gruppo, che racchiude tanti sport. Siamo molto visibili e possiamo fare tanto insieme. Finora, ho avuto la possibilità di incontrarmi con alcuni Atleti solo una volta, a Salerno. Ma conto di avere presto una seconda possibilità. Intanto fa piacere leggere di loro. Sono un incoraggiamento e un esempio anche per me, per crescere nel mio cammino di fede. 

Qual è il tuo versetto della Bibbia preferito?

Isaia 40:30-31 - “I giovani si affaticano e si stancano; i più forti vacillano e cadono; ma quelli che sperano nel Signore acquistano nuove forze, si alzano a volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano.

Sperare e confidare nel Signore: è questo il segreto per trovare pace e forza; è questo quello che Dio, in quanto Padre in cerca di relazione con i suoi figli, vuole da noi. Ho scoperto che la preghiera è l'arma più potente che abbiamo. Davvero, com'è scritto, essa può muovere le montagne. 

Che messaggio lasci a chi leggerà la tua intervista e vuole conoscere Dio? 

Dico: caro lettore, se vuoi trovare risposte, non cercarle nella religione, nei culti istituzionalizzati degli uomini, ma leggi la Parola di Dio, leggi la Bibbia. Se non ti senti amato, se credi che la tua vita sia vuota di significato, ricordati che sei fatto a immagine di Dio e perciò solo Dio può riempire il tuo vuoto, con il suo amore. 

 

A cura di Silla Gambardella