Michel Platini Petriaggi

Michel Platini Petriaggi

Club Azzurri Calcio

Brasile

Raccontaci chi è Michel Platini Petriaggi, dove e come sei cresciuto?

Sono nato a Itaporanga nello stato di Sao Paulo, ma compiuto solo 1 anno di età io e la mia famiglia ci siamo trasferiti a Taquarituba sempre nello stato di Sao Paulo, dove sono cresciuto e ho cominciato a tirare i primi calci al pallone.

Com’ è iniziata la tua carriera calcistica?

Con un nome cosi si immagina ben presto, infatti é cosi. Mio padre,il quale mi ha chiamato cosi, e ha dato ai miei fratelli i nomi Maradona e Rivelino, gia nei primi anni di età ci portava a fare allenamenti. Lui era il nostro allenatore. La mia prima esperienza importante é stata a 8 anni dove ho potuto cominciare a giocare in una società importante come il Sao Paulo FC, quando però a quella età c' era solo la squadra di calcetto.

In quali squadre hai giocato? E perché ad un certo punto hai deciso di approdare nel campionato italiano?

Nel 2000 il procuratore di mio fratello Rivelino, che allora giocava nell' Udinese, ci aveva avvisati che un osservatore del Brescia sarebbe andato a Rio de Janeiro ad osservare i ragazzi. Allora mio padre prese me e mio fratello Maradona e ci portò a Rio per giocare insieme a quei ragazzi, dove ci siamo conquistati il posto per venire in Italia a provare, e siamo stati entrambi approvati dalla società.

Raccontaci brevemente come Gesù è entrato nel tuo cuore?

Quando sono andato in Brasile per le vacanze del 2006, ho trovato due miei amici che mentre ero in Italia si erano convertiti. Ho avuto l' opportunità di sentirli parlare di Gesù, e sono rimasto meravigliato di ciò che Cristo aveva fatto nelle loro vite. Nel mio cuore è nata una grande voglia di conoscere questo Gesù, e l' ho cercato, pregando, andando nelle chiese evangeliche , e posso dire di essere tornato in Italia trasformato, dopo che ho accettato Gesù come mio Signore e Salvatore, e mi sono battezzato.

Che differenza c’è tra il Michel prima dell’incontro con Cristo e il Michel di oggi?

Sicuramente una grande differenza di vita, per chi mi conosceva prima, e mi rivede oggi. Per loro é qualcosa veramente difficile da credere. Prima cercavo di soddisfarmi con quello che il mondo poteva offrirmi, come i giovani di oggi fanno, e pensano ...discoteca,sesso,soldi ecc. Ma solo oggi capisco di essere felice veramente, la mia vita é vivere per l' onore, la gloria e la lode, di Colui che ha vinto il mondo per me, morto al posto mio e risuscitato al terzo giorno, Gesù Cristo. E lo faccio cercando di fare la differenza in questo mondo, praticando i suoi comandamenti, dando la mia testimonianza, e cercando di portare altre persone a conoscere questa gioia.

Ti capita di parlare con i tuoi compagni dell’amore di Cristo? Come reagiscono al messaggio dell’Evangelo?

Il desiderio di un vero credente é portare altre persone a credere, quindi spesso mi capita di parlare di Dio dentro e al di fuori del calcio. Alcuni ascoltano ma preferiscono le "ricchezze" di questo mondo per la poca fede, altri non vogliono nemmeno ascoltare, altri ancora si interessano e cercano Dio. Sono vari i casi; Dio ci ha dato un libero arbitrio di fare e credere in quello che vogliamo. Purtroppo non possiamo decidere anche per loro, possiamo solo fare quello che Gesù ci ha chiesto: predicare. La scelta la faranno loro.

Come svolgi la tua vita fuori dal campo di gioco?

Prima di tutto, devo dire di sentirmi previlegiato avendo conosciuto Gesù cosi presto nella mia vita, e posso dire di vivere la mia gioventù a Suo servizio.Cerco di mettere Dio al di sopra di ogni cosa. Sono membro della Chiesa Cristiana Evangelica Battista di Brescia, e frequento le riunioni settimanali, studi biblici che mi aiutano a crescere nella conoscenza di Dio; faccio anche parte del gruppo di lode della chiesa, e al di fuori della chiesa cerco di vivere con i miei fratteli nella fede.

Come hai conosciuto il gruppo degli Atleti di Cristo? Come pensi di poter raggiungere degli obiettivi cristiani con loro?

Ho conosciuto il gruppo attraverso un missionario del Niger che era a Brescia, e ha chiamato Marco Aurelio, uno dei parecipanti del gruppo dei ADC, e ha parlato di me. Ho avuto l' oppotunità di frequentare qualche riunione a Piacenza, e anche a Milano. Penso che insieme possiamo raggiungere grandi obbiettivi, e lo penso per fede. Come? Sarà Dio ad aiutarci. L'opera é Sua.

Che messaggio vorresti lasciare a chi sta leggendo la tua intervista?

Guardate, se state leggendo questa testimonianza, e non vi siete ancora consegnati veramente a Cristo, vi faccio un appello di farlo oggi, perchè domani potrebbe essere troppo tardi. Dio sicuramente ha tanto da darti. Quanto? Non puoi immaginarlo. Tutto quello che vivi in questo mondo é solo illusione di una falsa felicità; chiedi a Dio di aiutarti a trovarLo. E per te che segui gia i passi di Cristo, rimani forte, non svoltare ne a destra ne a sinistra, poichè solo in Lui siamo più che vincitori. Dio sia lodato!