Michele Cosci

Michele Cosci

Biliardo

Italia

Michele Cosci, campione nazionale di biliardo, come ci si appassiona al tuo sport?

Ci si appassionava al mio sport quando... non si aveva tanta passione per la scuola... (sorride). Da ragazzo mi recavo a giocare a biliardo quando saltavo le lezioni. Non è una bella cosa da dire, ma vi assicuro che il mondo del biliardo mi ha salvato da certe brutte amicizie. Frequentando gente più grande di me, ho evitato il giro della droga. Ero in un mondaccio. Il problema non era la dipendenza dalla droga, era la dipendenza dalle persone che giravano intorno alla droga. Oggi ci si appassiona guardando i campioni in Televisione o frequentando corsi nelle strutture federali (CSB) o nelle scuole con progetti mirati in cui si configura un percorso formativo atto a coniugare il biliardo sportivo con le materie tradizionali insegnate nelle scuole che molto spesso rappresentano i ferri del mestiere del giocatore agonistico insieme a stecca, biglie e gessetto: la matematica, l'algebra e soprattutto la fisica e la geometria hanno trovato nel tavolo verde un valido alleato per dimostrazioni pratiche di nozioni che spesso risultavano ostiche ai giovani . Inoltre ci si può avvicinare partecipando ai Campus che la Federazione indice e organizza nel centro CONI di Formia lo stesso che è anche Campo Scuola di Atletica Leggera e Centro di Preparazione Olimpica.

E nel biliardo, cosa hai trovato?

Beh, inizialmente anche il biliardo non era un bel mondo. Meglio di quello della droga, sì, ma sempre sbagliato. C’era il giro delle scommesse. Poi in Federazione con l'avvento di una nuova classe Dirigente, molto svecchiata, c'è stata un inversione di marcia con due precisi obbiettivi : il primo di rendere il Biliardo uno Sport a tutti gli effetti e il secondo creare un albo di Istruttori Federali che potessero profondere le loro energie nell'insegnamento e nella divulgazione di questa disciplina sportiva. Non per caso sono nati progetti interessantissimi per gli Juniores e per inserire il biliardo sportivo nelle scuole. Io stesso stavo facendo il percorso sbagliato. Finché un giorno non incontrai colei che poi sarebbe divenuta mia moglie. Eleonora mi portò in una chiesa evangelica,il suo nome è “Fonte di Vita” di Livorno, con il pastore, ora anche amico, Dante Bernarducci, e da lì cominciai a farmi tante domande. Fu il primo passo verso la mia conversione. 

Come fu quell’esperienza?

Ti dirò: io ero già credente. Ma credevo in modo superficiale, diciamo che credevo a modo mio, non accettavo infatti alcuni sacramenti, come il battesimo dei neonati, la confessione al sacerdote ecc..  A Livorno invece feci la mia prima esperienza reale con il Signore. E a quel punto misi Lui al centro della mia vita. La prima cosa che feci, fu pregare per sapere se avessi dovuto continuare a giocare a biliardo – che era un mondo “del diavolo” – oppure smettere. Scoprii che la mia missione era proprio rimanere in quel mondo, facendomi testimone della sua Parola.

Ci fu un evento in particolare che ti fece capire questo?

La risposta mi arrivò in tanti modi: visioni, sogni, discorsi intrapresi con i pastori e ovviamente preghiere...
E poi ti confesso una cosa: da quando ho cominciato a mettere in pratica la parola del Signore, ho cominciato a vincere. Ora gioco in categoria nazionale, e mi trovo nei primi 30 giocatori migliori d'Italia. Non vinco solo nel biliardo, ma ho vinto anche nella vita. Con Gesù infatti una vita che poteva essere perduta è stata ritrovata, rigenerata e assapora il gusto della vittoria quotidiana, al di là di tutte le vittorie sportive.

Come ti rendi testimone di Gesù nel tuo sport?

Parlo molto di Dio alle persone che mi stanno intorno. Sia a parole, sia con i gesti. Vorrei comunicare loro che il Cristianesimo giusto è quello di chi crede in Gesù. Sai, è un po’ come nel biliardo. Il biliardo sarebbe uno degli sport più giocati al mondo se lo si giocasse allo stesso modo in tutti i paesi. Invece, in Italia si gioca a goriziana e all'italiana, in America si gioca il pool, in Inghilterra si gioca lo snooker, in Russia il Pyramid. Ci sono biliardi senza buche, biliardi con buche larghe, con buche strette e con buche a rete. E così sono le religioni: ciascuna vuole arrivare a Dio, ma per strade diverse. Così c’è la Chiesa Cattolica, quella Protestante, quella Pentecostale, quella Ortodossa,... Io vorrei comunicare alla gente che il vero Cristianesimo è quello che crede in Gesù e nel messaggio del Vangelo. 

Come lo si può dire mentre si gioca a biliardo?

Recentemente ho fatto realizzare un gilet con il logo e la scritta “Atleti di Cristo”. Ma la vera testimonianza è nel comportamento. Un telecronista della Rai mi ha fatto i complimenti per il mio fair-play. La fede senza le opere è vuota. Non sempre è facile, ma questo è quello a cui siamo chiamati e che ci rende persone “nuove”.

Il tuo passo preferito nella Bibbia?

Adoro i Salmi, e in particolare il Salmo 23. Ogni passo della Bibbia è importante, ma finché non avremo deciso di metterlo in pratica non gli avremo dato il giusto peso. Per questo dico a chiunque mi legge: che impegno hai deciso di prendere con Dio? Ricorda che con Dio non puoi prendere impegni a metà!

A cura di Silla Gambardella