Paulo Sergio do Nascimento

Paulo Sergio do Nascimento

Calcio

Brasile

Il sogno più grande, per quasi tutti i calciatori è, di diventare una volta campione del mondo. Allora mi devo sentire felice che questo sogno si realizzò per me il 17 luglio 1994. Devo ammettere che era ben un regalo incomprensibile da Dio, di tenere in alto la coppa del mondo, e questo davanti a milioni di telespettatori. Ma col tempo questa vittoria sarà storia. Fra vent'anni più nessuno si ricorderà chi erano quei giocatori che nell'anno 1994 avevano vinto la coppa del mondo per il Brasile.

Il calcio è uno sport di tipo veloce, e verrà un tempo in cui tutti i titoli, onori e vittorie saranno dimenticati - that's life! Per questo penso che non vale la pena di cercare la felicità e il senso della vita nella brillantezza di titoli e vittorie, perché neanche una di queste cose me la posso tenere.

Da adolescente invece ho letto nella Parola di Dio, cioé nella Bibbia, di una vittoria che non finirà mai: la vittoria di Gesù Cristo sulla morte. Il Figlio di Dio ama gli uomini così tanto, che è morto volontariamente per noi, per poter toglierci i peccati e i falli che facciamo. Così possiamo essere ilberati dalla nostra colpa. (lo puoi leggere nel vangelo di Giovanni 3:16) Ogni anno a Pasqua ci ricordiamo di questo fatto; Lui non è rimasto nella tomba, ma Iddio Lo ha risuscitato dopo tre giorni, ed Egli vive ancora oggi. Gesù disse allora: Io sarò con voi fino alla fine del mondo.

Quando giocai ancora nel Brasile, un amico nella mia squadra, mi raccontò quanto gli aiuta il fatto di credere in Dio, e questo gli aiuta in ogni ambito della sua vita. Questa testimonianza mi fece molta impressione e ai tempi di allora trovai la via per arrivare a Dio. Dopo di che incominciai di fidarmi sempre di più a Gesù. Prego a Lui sia nei tempi brutti che nei tempi belli. In Gesù ho trovato un'amico per tutta la mia vita – uno che non mi pianterà mai in asso. Potei imparare da Lui che cos'è vero amore e vero perdono.

Il rapporto con Gesù ha cambiato molto la mia vita, in tal punto che posso dire che sono un uomo felice, perché so che Dio mi ama. Insieme a mia moglie Merli e i nostri due figli Felipe e Caroline, ogni domenica frequento un'assemblea brasiliana e così impariamo sempre di più qualcosa sul carattere di Dio. Egli è il nostro Padre che ci ama.