Ricardo Alemão

Ricardo Alemão

Calcio

Brasile

Sono nato in una famiglia povera. Ho dovuto fare qualunque tipo di cosa per sopravvivere: cercare metalli nei rifiuti, vendere concime, imbiancare. Nel 1980, ho giocato da dilettante a Lavras, nello Stato del Minas, Brasile orientale, e lì, per la prima volta, ho avuto la possibilità di giocare a calcio a livello professionale. Ho provato a entrare nel Botafogo (Rio), passando i test. Ma dovevo ancora affrontare due anni difficili prima di riuscire a diventare un calciatore professionista. Un atleta cristiano, vedendomi in difficoltà, mi ha portato in chiesa. Beh, lì per lì ho fatto un patto con Dio: avrei accettato Gesù, se mi avesse dato tutto ciò che poteva. Non ero capace di dare a Dio il giusto posto nella mia vita. La mia fede in Lui era molto superficiale. Ma Dio è stato misericordioso con me e mi ha salvato da tre diversi incidenti che avrebbero potuto mettere fine alla mia vita, condannandomi a un’eternità senza di Lui!  

Nel 1983, sono stato selezionato per giocare per il Brasile, partecipando a due tornei di Coppa del Mondo (nel 1986 in Messico e nel 1990 in Italia). La mia carriera prendeva il via. Avevo tutto ciò che i soldi potevano offrirmi, eppure non sentivo di essere felice. Anche nel mezzo di folli feste e di cose del genere, mi sentivo depresso. Era come se Dio mi stesse chiedendo se avevo trovato ciò che realmente cercavo.

“Che gioverà a un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi l’anima sua? O che darà l’uomo in cambio dell’anima sua?” (Matteo 16:26).

Nel 1991, tornando a casa da Lavras verso Rio per prendere un aereo diretto in Italia, mi sono fermato a un semaforo rosso, proprio di fronte a una piccola chiesa. All’interno, il pastore recitava ad alta voce il suo sermone. Non ricordo una singola parola di ciò che diceva, ma proprio in quel momento Dio mi ha detto che mi aveva dato ogni opportunità per essere salvato da Gesù e trovare la vera felicità. Quella frase ha penetrato il mio cuore molto profondamente. Sull’aereo ho iniziato a leggere la mia vecchia Bibbia, che non avevo mai usato. Subito mi sono inginocchiato, chiedendo a Gesù di entrare nel mio cuore, perdonare i miei peccati e cambiare la mia vita. La gente mi guardava, era strano che un ragazzo come me si inginocchiasse per terra così, all’improvviso. La mia preghiera fu rapida, ma sincera. Finito di pregare, ero una persona diversa. Ho provato un’enorme gioia nel cuore. Nessuno riusciva a capire perché stessi ridendo… 

Dopo quell’esperienza, ho dovuto affrontare diverse difficoltà, sia in Italia che in Brasile. Ho imparato che la vera felicità non dipende dai soldi o dal calcio. Sono felice perché Gesù vive in me. Senza di Lui, non c’è vita, non c’è gioia…   

Voglio servire Dio in qualunque posto mi trovi. Egli continuerà a perfezionarmi in questo desiderio. Renderà chiara la Sua volontà per me, affinché io e la mia famiglia possiamo esserGli fedeli.

Voglio essere alla presenza di Gesù. Sempre.   

Per capire come puoi salvare l’anima, leggi Matteo 16:26 e Atti 16:27-34.