Serena Amato

Serena Amato

Esercito Italiano Atletica Leggera

Italia

Raccontaci chi è Serena, dove e come sei cresciuta?

Mi chiamo Serena, sono nata a Mantova nel dicembre del 1987, sono cresciuta con la mia famiglia, mia mamma, mio papà e mio fratello (più grande).

Come è iniziata la tua passione per l’atletica? Come sei diventata una saltatrice in lungo?

Ho iniziato con i giochi della gioventù quando andavo all'elementari e ho sempre praticato la stessa specialità, ossia il salto in lungo. Iniziata la prima media decisi di iscrivermi per far parte di una squadra e gareggiare seriamente.

Raccontaci brevemente come Gesù è entrato nel tuo cuore?

Il 2006 è stato un anno importante per me, avevo come obbiettivo i mondiali a Pechino e avrei fatto di tutto pur di andarci. E' stato anche un anno molto impegnativo, lavoravo 8 ore al giorno in ufficio e verso le 18.30 di sera andavo ad allenarmi per almeno 4 giorni alla settimana e non ero mai a casa prima delle 22.00. Per andare ai mondiali avrei dovuto superare una misura, ovvero m6.10. Ho gareggiato un paio di volte prima di riuscire a fare una buona prestazione, infatti nel maggio del 2006 ho vinto una gara con la misura di m6.28, il salto che mi ha portato ai mondiali. E' stato un anno “d'oro”, pieno di soddisfazioni, oltre al mio nuovo personale, ho vinto un campionato italiano di categoria (junior), e sono arrivata 4° con un ottima misura ai campionati italiani assoluti.E' stato un ottimo anno per quanto riguarda l'atletica, ma ho avuto parecchi problemi in famiglia e avendo il moroso che abitava da solo andai a vivere con lui.
Partii per i mondiali i primi di agosto con tutta la mia squadra, eravamo una trentina di ragazzi più i tecnici e i dottori. Mi dissero che le camere erano già state predisposte dai tecnici ma arrivati a Pechino decisi di cambiare compagna di camera e andai con l'unica ragazza rimasta sola. Poco dopo aver posato le nostre cose, vidi sul tavolino in camera una bibbia. La mia compagna nel frattempo andò a rinfrescarsi, ma quando tornò le chiesi di che religione fosse e lei mi rispose che era evangelica. Il mio cuore cominciò a battere forte, sorrisi e le dissi che anche la mia famiglia lo era. Qualche giorno prima della gara mi feci male e lei pregò per me. La gara non andò molto bene, ma al ritorno a casa vidi le cose in modo diverso. 
Non avevo più voglia di convivere, cominciai a cercare il Signore; ero triste perchè sapevo di essere nel peccato. Chiesi aiuto a Dio e nel gennaio del 2007 ritornai a vivere con mia mamma e lasciai il mio moroso. Cominciai ad andare in chiesa con mia mamma e mio fratello e cominciò a piacermi. La chiesa organizzò un ritiro verso marzo, mi chiesero di andarci ma sapendo che non potevo saltare gli allenamenti decisi di non andare anche se nel mio cuore c'era il desiderio di partecipare. Proprio una settimana dopo l'annuncio del ritiro, la mia allenatrice mi disse che in quel periodo doveva partire per le ferie, quando invece sarebbe dovuta andare via a dicembre del 2006, ma non essendoci più voli, le spostarono il volo a marzo. Allora approfittai e partii con gli altri. Sono stata via solo 3 giorni, ma sono stati i giorni più belli della mia vita, dove lì ho accettato il Signore.

Che differenza c’è tra la Serena prima dell’incontro con Cristo e la Serena di oggi?

Penso che come tutte le persone senza il Signore, ero vuota ed ero sempre in cerca di qualcosa che riempisse quello spazio buio, pensando che riempiendolo fosse il divertimento, gli amici, gli uomini e soprattutto l'atletica... Ma rimasi delusa da tutto. Da quando ho conosciuto Gesù ho trovato la vera gioia.

Ti capita di parlare con i tuoi compagni dell’amore di Cristo? Come reagiscono al messaggio dell’Evangelo?

Ho già avuto la possibilità di parlare con alcuni miei amici del Signore, soprattutto nello sport, ricordo molto bene la faccia stupita di un ragazzo che mi disse. “Ti preferivo prima”. Mi aspettavo una reazione simile, anche se non avrei voluto sentirmelo dire, ma ho fatto finta di niente e ho continuato a parlargli di Gesù. Chiedo sempre al Signore di usarmi e i momenti migliori per evangelizzare nel mio sport sono i raduni, c'è molto più tempo di parlare di Gesù.

Come hai conosciuto il gruppo degli Atleti di Cristo? Come pensi di poter raggiungere degli obiettivi cristiani con loro?

Se non sbaglio sono venuta a conoscenza del gruppo degli ADC da qualche fratello della mia chiesa e la prima persona che ho conosciuto è stato Tomas Guzman che mi aveva poi invitata all'incontro di Pasqua nel 2008.

Che messaggio vorresti lasciare a chi sta leggendo la tua intervista?

Quando pensavo di non avere più speranze, che tutto girava storto, niente andava come volevo, il Signore mi ha chiamata e ha cambiato ogni cosa. Se prima vedevo grigio ora vedo a colori, se prima ero sempre triste, ora ho motivo di essere felice. Solo con Gesù ho ritrovato la vera gioia di vivere.