Stefano Di Berardino

Stefano Di Berardino

Celano F.C. Marsica Calcio

Italia

Ho deciso di scegliere Gesù!

Mi chiamo Stefano ho 27 anni, sono sposato con una bellissima donna di nome Anna, gioco a calcio da 15 anni e nel marzo del 2010 ho avuto il privilegio di aver conosciuto Gesù e ho deciso liberamente di camminare insieme a Lui mano per la mano.

Fin quando ero bambino, credevo, sia dagli insegnamenti dei miei genitori che nel mio cuore, in quelli che sono i veri e sani valori della vita (sincerità, amicizia, rispetto, amore, pace, serenità, libertà).

Al finire di ogni giornata quando mi ritrovavo nella mia cameretta tra le coperte del mio letto facevo una preghiera semplice e amorevole a Dio, abitudine che sicuramente i miei genitori mi avevano insegnato, accompagnata comunque anche da un pizzico di volontà personale (Proverbi 22:6) e la mattina seguente il pensiero di aver parlato con il Signore mi riempiva il cuore e l'anima tramutando le giornate in positivo.

Con il passare degli anni la mia passione per il calcio è diventata quella che ancora oggi è la mia professione lavorativa, ho viaggiato in parecchi posti d'Italia giocando in 9 regioni differenti conoscendo molta gente di classe sociale e culture differenti con la possibilità di avere una discreta disponibilità economica, notorietà, un bell'aspetto, ho tralasciato ciò che mi distingueva e rendeva unico agli occhi di Dio (l'essere me stesso) e cosi di conseguenza, anche agli occhi delle persone a me più vicine.

Cosi il mondo mi aveva preso, con tutte le sue vie e scorciatoie apparentemente gradevoli: sesso, vita notturna, bugie, spese inutili, cattiverie, giudizi; nella Bibbia tutto questo viene paragonato ad una “larva”, una delle tante definizioni del male.

Quella larva stava soffocando la mia libertà, ferendomi e ferendo attraverso di me gli altri, stava divorando tutto ciò che di bello avevo veramente al quale non davo più alcun valore....la vita stessa. Quell'animale stava “mangiando” anche il desiderio e il rispetto che avevo per Dio.

In quel periodo smisi di pregare, cominciai a leggere alcuni libri contro la Chiesa, contro il Cristianesimo, contro Gesù, insomma più tardi capii che andavo alla ricerca della “soluzione”.

Venivo e vengo da una famiglia con conoscenza di dottrina cattolica ma sentivo dentro me che in una religione qualsiasi non potevo e neanche sarei riuscito a trovare “la Via, la Verità e la Vita”, tre dogmi che più tardi avrei ritrovato nella persona di Gesù.

Dio, ascoltando il grido del mio cuore, mi rispose attraverso un ragazzo di nome Daniele Avantaggiato, ex-compagno di squadra che non rivedevo da 4 anni e che rincontrai a Vasto, squadra dove avrei militato da febbraio a giugno.

Prima di una partita di campionato di questa nuova avventura ci ritrovammo io e lui a passeggiare sul campo da calcio, mi chiese: “ Stefano, cosa ne pensi della fede di Nicola Legrottaglie? Tu che sei stato nella Juve lo avrai anche conosciuto, giusto?”

Tre anni prima, infatti, ebbi l'opportunità di far parte della Primavera della Juventus avendo modo di allenarmi con la prima squadra dove conobbi anche Nicola.

Gli risposi (ovviamente giudicando): “Per me ha fumato qualcosa!”.

Mi sembra strano Stefano, credo che Nicola abbia tutto dalla vita. E' un calciatore della Juventus, della Nazionale italiana, ha soldi e cosi macchine, case, donne, è famoso, è un bel ragazzo, ecc..., come può mettere in gioco tutto questo senza vergogna parlando di Gesù?”.

Evitai di rispondere raccontandogli un episodio: “Veramente ho in mente un atteggiamento di umiltà da parte di Nicola che mi è rimasto impresso: un giorno fui chiamato in prima squadra per un allenamento e durante una partitella lui si scusò con me per aver sbagliato un movimento difensivo, non credevo alle mie orecchie, rimasi esterrefatto”.

Con quelle parole fece crollare un'idea sbagliata che mi ero fatto, consideravo infatti i campioni persone piene di sé e poco umili, anche a causa della visione distorta che ci offrono i media.

Quella chiacchierata tra me e Daniele si concluse così e non parlammo più di fede.

Dopo un mese circa, era sabato sera ed eravamo in ritiro, il mio compagno di stanza scese nella hall a vedere una partita di serie A in tv, bussarono alla porta della mia stanza, credevo fosse lui che tornava, invece era Daniele che entrando mi disse: “Stefano, sai, stavo pregando nella mia stanza e Dio mi ha mandato da te a chiederti se ti andava di pregare insieme”. Io, non molto entusiasta, risposi dopo qualche secondo: “va bene Dani”. Lui mi disse: “ok, vado a prendere la Bibbia e torno”, ed io, con sguardo perplesso lo lasciai andare; intanto la “larva” continuava a rosicchiare tutto in me.

Tornò, ci sedemmo sul mio letto ed iniziammo a parlare. Gli raccontai la mia vita fino a quel giorno, come ho fatto fino ad ora scrivendo queste righe, lui ascoltò pazientemente e mi disse: “ora vorrei solo leggerti una parabola di Gesù, si chiama; il Seminatore e i vari terreni” (Luca 8:4-15).

Aprì la Bibbia con un gesto e uscì la pagina dove c'era quella parabola, si girò verso di me e fece un sorriso compiaciuto, io non capii subito, non ero neanche a conoscenza che la Bibbia avesse circa 1300 pagine, gli domandai: “che ridi?”, mi rispose con una frase che sempre vivrà in me: “se oggi tu deciderai di vivere per fede nulla più sarà attribuito al caso o destino, è il piano di Dio per te!”.

Così pregammo insieme seduti su quel letto, Daniele che a voce chiara comunicava con Dio come se realmente Lui fosse li con noi, pronunciando parole semplici, piene d'amore e ringraziamento, a tal punto da farmi desiderare di nuovo quel Dio che fin da piccolo, con ingenuità e libertà, con spensieratezza e costanza, pregavo e che io stesso avevo deciso di allontanare.

Mentre lui continuava nella preghiera, io con lo sguardo lo sbirciavo, con un occhio chiuso e uno aperto, curioso di quello che stesse facendo; a fine preghiera mi chiese se volevo pregare ma per vergogna gli risposi di no.

Lo feci dopo, quando lui andò via, come ai vecchi tempi disteso sul letto, con le mani sul petto, parlai finalmente anche io con Dio, avevo tante cose da dirgli, avevo fatto passare troppo tempo, avevo accumulato gioie, dolori, successi, insuccessi, rabbia, rancore, ecc....mettendolo sempre da parte e non comprendendo che invece Lui voleva contribuire alla mia vita, a tutte le mie esperienze positive e negative.

Un fuoco nel petto mi riscaldava, una liberazione, un senso di pace indescrivibile, sentivo Gesù vivo dentro di me.

La mattina seguente mi svegliai gioioso, sereno, leggero, pronto a dare consigli positivi a chi mi fossi trovato di fronte (al prossimo).

Da quel giorno ad oggi Dio mi ha parlato in molti modi, tra alti e bassi, tra difficoltà e gioie posso dire che Lui esiste e Gesù è venuto ha donarci qualcosa di incredibilmente bello e raggiungibile solo con il Suo aiuto.

Ad oggi ho fame della libertà da ogni schiavitù della carne, perché grazie a Gesù ho capito che quello è il principio di ogni male su questa terra e soprattutto per la vita di ogni uomo.

Ho sperimentato ed ho fame di gioia, pace, serenità, amicizia vera, amore, rispetto, verità, unione, equilibrio, aiuto concreto agli altri, la Bibbia descrive tutto questo come, “la vita in abbondanza”.

Ho avuto questo grande dono e privilegio da Dio e ci tengo a raccontare un'esperienza che ho vissuto negli anni successivi il mio incontro personale con Gesù, che ha fatto solo in modo da rafforzare il mio cammino con Lui.

Durante una partita a Catanzaro, in quell'anno ero con la Vibonese, presi una forte testata sulla tempia destra, caddi per terra privo di sensi, gli occhi girarono all'indietro diventando bianchi, la lingua mi stava rientrando in gola e poi anche gli attacchi epilettici, mi hanno soccorso e portato in ospedale in ambulanza, non ricordo nulla di quell'ora, il dottore mi disse che in futuro avrei tentato di ricordare ciò che mi era successo ma non sarei mai più riuscito a riavere il ricordo di quell' ora della mia vita.

La prima cosa al quale pensai al mio risveglio, mentre i dottori procedevano a farmi tutti gli accertamenti del caso, è stata la mia ragazza ed oggi attuale moglie.

La chiamai, lei era preoccupata perché era passato troppo tempo dalla fine della partita e cosi aveva capito che c'era qualcosa che non andava. Al suono della sua voce, le lacrime mi attraversarono il viso, e subito la rincuorai.

Dopo avermi fatto la tac mi distesero su un lettino nel corridoio del reparto perché quella notte non c'erano camere disponibili. Nel vano tentativo di ricordare cosa fosse realmente accaduto, chiusi gli occhi …..un flash chiaro: io guardavo la scena dall'alto dello stadio, un riflettore puntato in mezzo al campo, come in un film, mi vedevo io a terra e Gesù di profilo in piedi, avanti a me, di una luce splendente, mi faceva una sensazione indescrivibile, era coperto da una veste bianca, mi tese la mano, io sorrisi, in quel momento mi svegliai e pian piano ripresi le forze, mi alzai afferrando la sua e, mentre mi tirava su, il buio di nuovo riempi la mia mente.

Questa, oltre ad essere stata un esperienza personale che oggi posso felicemente raccontare, è stata una grande promessa da parte Sua nei miei confronti e spero lo sia anche per te che stai leggendo.

Gesù ci sarà sempre accanto e non ritrarrà mai la mano sopratutto nei momenti in cui ci ritroveremo a terra. Una bellissima frase dice: “Dio è lontano quanto tu vuoi sia lontano e vicino quanto tu vuoi sia vicino”.

Ringrazio Dio per mezzo di Gesù Cristo per tutto questo, 4 anni fa ho deciso di seguirlo, di servirlo con amore portando questa speranza viva nel mondo.

La Parola dice che Gesù è “la Via, la Verità e la Vita”, Lui su quella croce ha fatto morire quella “larva”, il male, per poi resuscitare e stare vicino a noi, anzi, desidera essere dentro di noi perché sa di poter colmare quelle ferite, quelle mancanze dell'animo, quel vuoto che è dentro al cuore di ognuno.

Non so per quale motivo oggi sei qui a leggere le mie parole, la mia storia.

Di mio già ho detto abbastanza, allora chiederò aiuto al mio stesso racconto e ti dirò con certezza: “non è un puro caso che oggi tu stia leggendo tra queste righe, ma questo rientra nel piano perfetto d'amore che Dio ha già disegnato per te”.

Non aver paura, prova a non indurire il cuore e non chiudere la mente giudicando come io stesso ho fatto, Dio ti ama e ha molto più che da offrirti e sopratutto farti vivere, perché ti ha creato a Sua immagine e somiglianza.

Nella tua unicità, particolarità, bellezza esteriore o no, TU sei perfetto hai Suoi occhi.

Non importa ciò che la società vorrebbe metterti a credere o imporre per far si che tu ti senta accettato, TU sei molto più di tutto questo.

Ti invito a comprare una Bibbia se già non ce l'hai in casa, da te stesso “liberamente” potrai leggere, conoscere, riflettere su quello che è stato il messaggio di Gesù.

Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il Suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede il Lui non perisca, ma abbia vita eterna (Giovanni 3:16).

Ti starai chiedendo, cosa devo fare di particolare, di speciale, di buono, di impossibile, per incontrare Gesù???.....Semplicemente.....Credere in Lui.

Stefano