Thiago Polcaqui Grippi

Thiago Polcaqui Grippi

Luparense Calcio a 5

Brasile

Raccontaci chi è Thiago, dove e come sei cresciuto?

Mi chiamo Thiago Grippi, ho 23 anni e sono di Campinas, São Paulo. Mio papà si chiama Silvio e mia mamma Rosangela. Ho un fratello, Raphael, anche lui Atleta di Cristo, in Brasile. I miei genitori, quando avevano 15 anni, hanno trovato l’amore di Dio e per questo motivo sono nato e cresciuto nella chiesa Evangelica. Tuttavia, ho scelto da solo di stare sempre vicino a Dio, perché ho imparato che la salvezza è “individuale”.

Com’ è iniziata la tua carriera calcistica?

Ho cominciato con il calcio a cinque quando avevo quattro anni, disputando campionati nello stato di São Paulo. Quando avevo 9 anni mi sono trasferito alla squadra Guarani FC e ho cominciato a giocare anche a calcio a undici.

In quali squadre hai giocato? E perché ad un certo punto hai deciso di approdare nel campionato italiano?

Come ho detto prima, ho giocato nel Guarani FC sia a calcio a 5 che ad 11. Poi, mi sono trasferito ad una squadra di calcio a 5, la Esporte Clube Pulo do Gato. Ad una finale regionale, mi ha visto giocare un osservatore italiano di calcio a 5 e così, sono arrivato in Italia - nell’ ASD Regalbuto - una squadra siciliana di “A2”. Dopo tre anni di militanza ed un titolo di capocannoniere con 38 reti, mi sono trasferito alla squadra più vincente d'Italia, la Luparense. Attualmente sto giocando in prestito alla squadra siciliana Augusta C5, quindi al massimo livello di calcio a 5. Ho deciso di venire in Italia per crescere sia come giocatore, che come persona.

Raccontaci brevemente come Gesù è entrato nel tuo cuore?

Sono cresciuto già nella chiesa Nazareno Central di Campinas e, una volta, durante una predica, ho sentito - nel mio cuore - il desiderio di dichiarare Gesù come il mio unico Salvatore, e così, mi sono battezzato nell'acqua.

Che differenza c’è tra Thiago prima dell’incontro con Cristo e Thiago di oggi?

Prima, rispettavo gli insegnamenti dei miei genitori, che volevano che io percorressi il mio cammino di fede con Dio. Oggi, sono io che lo voglio! 

Ti capita di parlare con i tuoi compagni dell’amore di Cristo? Come reagiscono al messaggio dell’Evangelo?

Prima di parlare dell’amore di Dio, cerco di dimostrarlo con il mio modo di vivere, con il mio atteggiamento, con il mio esempio. Così, quando i miei compagni notano che ho uno stile di vita diverso rispetto al loro, mi chiedono il perché e così, io comincio a parlare di  Gesù, di colui che mi sostiene e guida la mia vita.

Come svolgi la tua vita fuori dal campo di gioco?

Cerco di vivere in maniera coerente con ciò che leggo nella Bibbia. Mi impegno ad amare il prossimo e ad aiutare i bisognosi. Come tutti sbaglio, ma cerco sempre di fare la cosa giusta secondo la volontà di Dio.

Come hai conosciuto il gruppo degli Atleti di Cristo? Come pensi di poter raggiungere degli obiettivi cristiani con loro?

Ho conosciuto il gruppo degli Atleti di Cristi quando ero ancora un bimbo. Mio zio Paulo Silas Do Prado Pereira (ex giocatore di calcio a 11 della nazionale brasiliana e oggi allenatore di una squadra in Qatar) è stato uno dei responsabili degli Atleta di Cristo in São Paulo. Ho già partecipato a diversi incontri degli Atleti di Cristi in Brasile e desidero partecipare anche agli incontri in Italia.

Che messaggio vorresti lasciare a chi sta leggendo la tua intervista?

Non è solo nel mondo dello sport che la vita cristiana e difficile da vivere. Gesù stesso ci ha detto che nel mondo avremo avuto afflizioni ma, che dovevamo avere un animo buono per potere vincere il mondo. Dobbiamo essere luce del mondo e sale della terra; solo così potremo fare la differenza, in qualunque posto ci troviamo, in ogni paese, città o nazione.