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José Alencar Leite (calcio) Brasile

Reggio Emilia, 10 settembre 2007 – Stazione ferroviaria. In attesa del treno che ci accompagnerà a Viadana (MN) per incontrare gli altri Atleti di Cristo, Alencar ci racconta qualcosa del suo passato e del suo presente.

In due parole: chi è Alencar?
Sono un ex calciatore professionista. Oggi sono un uomo che lavora per il Signore.

Sei nato a tanti chilometri di distanza dall’Italia. Dicci qualcosa della nazione in cui sei cresciuto.
Io sono nato in Brasile. In Brasile ci sono tantissime persone di fede evangelica. Preghiamo sempre Dio e aspettiamo le Sue risposte. Per cultura, confidiamo in Dio.

Come sei arrivato nella nostra nazione?
Io avevo qui in Italia tre sorelle, pertanto avevo già un appoggio. Inoltre, cinque mesi prima di partire per l’Italia, ricevetti anche per una chiamata da parte di Dio. Tramite le prediche di un pastore con cui ero in contatto, Dio mi fece capire che dovevo venire qui perché voleva compiere una grande opera nella mia vita. 

Oggi che lavoro svolgi?
Oggi sono un pastore evangelico. Curo una comunità a Reggio Emilia e,da poco, anche una a Modena. Inoltre, lavoro anche con i calciatori. Aiuto i giocatori sudamericani ad arrivare in Italia e a sbrigare le prime pratiche burocratiche. Approfitto del mio lavoro per evangelizzare.

Raccontaci qualcosa della tua carriera lavorativa.
All’età di 11 anni ho cominciato a giocare a calcetto. Dopo all’età di 13 anni ho iniziato a giocare a calcio. A 17 anni giocavo nella nazionale brasiliana giovanile. Nel giugno del 1980 sono stato anche convocato nella selezione degli stati di San Paolo e di Rio de Janiero.  Dopo ho giocato in diverse squadre brasiliane (America de Rio, Botafogo de San Paolo). Successivamente sono passato a giocare in Belgio con il Royal Fleauborreaux. Qui ho conosciuto davvero il Signore. Successivamente sono andato a giocare in Germania con una squadra di serie B. Nel paese di questa squadra in cui militavo nacque una chiesa tramite l’opera di un pastore a cui ero molto legato; proprio qui ho cominciato a pregare sinceramente e sentivo tanto la Parola del Signore che toccava il mio cuore. Ho lavorato anche con calciatori professionisti, alcuni dei quali oggi sono diventati famosi (Bogdon, Adema, Kourani). All’età di 34 anni, quando ero ancora in Germania, decisi di smettere di giocare. A quel punto ho cominciato ad evangelizzare e lavorare con calciatori professionisti e amatori, in particolare aiutando chi arrivava dal Sud America. Comunque, il consiglio più importante che ho dato loro è sempre stato quello di frequentare una chiesa in cui si predica sinceramente la Parola di Dio. Poi mi sono spostato nel sud della Germania, dove nacque una nuova chiesa. Tempo dopo, sono ritornato in Brasile dove ho potuto frequentare una Scuola Biblica. Terminato l’anno di Scuola sono arrivato in Italia. Tutt’ora, dopo quasi 4 anni, sono ancora qui e vivo nella città di Reggio Emilia.

Quando e come hai conosciuto il Signore?
Ho conosciuto il Signore quando avevo 28 anni. Mi fu parlato dell’Evangelo da degli amici excalciatori, in particolare da Jorginho, il quale, oggi, lavora nello staff del ct del Brasile Dunga.

Perché non ci racconti qualche esperienza che hai fatto con Dio?
Prima di diventare un credente, già conoscevo molte cose del Signore perché provenivo da una famiglia cattolica tradizionalista. Mia mamma mi consigliava sempre di pregare Dio. Successivamente, però, ho sentito la necessità di conoscere personalmente Dio e lui ha cambiato completamente la mia vita, perché ha riempito tutto il vuoto che avevo nel mio cuore. Lì ho cominciato a conoscerlo molto bene in quanto parlavo con Lui. Quando pregavo Lui rispondeva sempre. In particolare ricordo una volta in cui ero in una situazione molto difficile e Lui non tardò a rispondere. Stavo frequentando la Scuola Biblica e, quindi, non potevo lavorare. Avevo, tuttavia, già una famiglia, perciò, in qualche modo, dovevo mantenere mia moglie e permetterle almeno di mangiare. Purtroppo, un giorno mi resi conto che il frigo e i mobili erano completamente vuoti e non sapevo come procurarmi del nuovo cibo da darle. Proprio poco tempo prima avevo sentito la testimonianza di un pastore che, trovandosi in una situazione simile a quella che stavo vivendo in quel momento, pregò Dio di provvedergli il cibo ed Egli non tardò a provvedere in modo al quanto miracoloso. A quel punto decisi di fare anche io la stessa cosa, perciò piegai le mie ginocchia e pregai il Signore affinchè provvedesse il cibo da dare alla mia famiglia. Il giorno successivo, mentre ero in camera a studiare, venni chiamato in portineria da alcuni ragazzi. Questi mi diedero un grosso pacco dicendomi che gliel’avevano lasciato degli uomini che non conoscevano specificando che era per Alencar. Aprendo il pacco, trovai al suo interno ogni sorta di cibo, dalla carne alle verdure, dai legumi al pesce. Lo stesso pomeriggio, venne a trovarmi una mia parente, alla quale, però, non avevo detto nulla del mio problema. Ebbene era venuta a visitarmi perché doveva lasciarmi in dono 10 buste di generi alimentari appena comprati al mercato. Il Signore aveva miracolosamente provveduto e dal quel giorno davvero non mi manco mai il cibo da dare alla mia famiglia, nonostante non potessi lavorare perché avevo deciso di dedicare quell’anno allo studio della Parola di Dio.

Alencar prima dell’incontro con Cristo e Alencar oggi: quali differenze?
Adesso nella mia vita non seguo più la mia volontà, ma è la volontà di Dio a guidare la mia vita. Il vecchio Alencar è morto, non è più lui che vive ma è Cristo che vive in me. Ora vivo con i pensieri di Cristo. Non vivo più la mia via, ma vivo la via dello Spirito Santo di Dio. Come il vento soffia, così è la mia vita nelle mani del Signore. Lui detta tutte le regole che devo seguire. Oggi, inoltre, sono un pastore di due chiese pentecostali delle Assemblea di Dio: una è a Reggio Emilia, l’altra a Modena. Predico l’Evangelo in Italia, avendo anche un occhio di riguardo per il mondo dello sport, dove, nonostante il benessere materiale esistente, c’è anche un gran bisogno di conoscere Cristo e il Suo amore.

Ricordi di qualche sportivo che si è avvicinato a Cristo tramite la tua testimonianza?
Il Signore si è usato di me per portare a Cristo diversi ragazzi. L’anno scorso nella riunione degli Atleti di Cristo abbiamo tredici giovani calciatori che sono venuti a Cristo. 

Come mai hai deciso di collaborare con gli Atleti di Cristo? In Brasile già collaboravi con loro? C’è qualche ragazzo del gruppo che ti ha particolarmente colpito per una qualche qualità?
Quasi si può dire che io sono cresciuto negli Atleti di Cristo. La mia prima esperienza col Signore l’ho fatta nel gruppo degli Atleti di Cristo in Brasile.

Nel gruppo italiano degli ADC ci sono da soli due anni. Il rapporto più profondo l’ho avuto con Marco Aurelio e con Ze Maria. Ora che entrambi sono fuori dall’Italia, ho legato molto con Tomas Guzman e con Pablo.

Hai qualche passo della Parola da condividere con i lettori?
C’è un verso della Bibbia che mi ha sempre colpito molto. Questo passo si trova nel libro dei Salmi al capitolo 37, verso 5. Così dice: “Riponi la tua sorte nel Signore; confida in Lui ed Egli agirà”. Questo verso l’avevo fatto stampare sulle cartoline con la mia foto che regalavo ai tifosi quando ero ancora un calciatore. Su questa cartolina c’era anche la testimonianza dell’opera che Cristo ha compiuto nella mia vita. 

Un messaggio finale per quanti ancora non conoscono Cristo?
Voglio dire a quanti non conoscono il Signore e che sono stanchi e pieni di dubbi che nella Bibbia, al Salmo 119:105, c’è scritto: “La Tua Parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero”. Dio possa benedirti e possa diventare la luce della tua vita. Affidati a Lui solo e ti meraviglierà grandemente.



José Alencar Leite

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