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Miguel Alonso (RUGBY) Argentina

Com’è iniziata la tua carriera?
A dire il vero volevo solo fare un po’ di moto, a 17 anni, quando, verso la fine della scuola superiore parlando con i miei compagni di questo mio desiderio, uno di loro mi disse di provare con il rugby. Io ho risposto: "Rugby… ma cos’è?"... poi mentre l’ insegnante spiegava la geografia, il mio caro amico Adonai mi spiegava il rugby.  Poi una settimana dopo cominciai ad allenarmi.

Come mai un argentino non ha scelto il calcio ma bensì il rugby come sport?
Avevo scelto il calcio, ma poi era diventato più faticoso con troppi allenamenti pesanti… diciamo che a 14 anni non ero uno a cui gli piaceva faticare, quindi avevo mollato e nella mia testa c’era solo la mia cara batteria (e c’è ancora)

Cosa pensa la tua famiglia di questa tua scelta?
Ringrazio Dio perché mi ha messo in questa famiglia. Loro sono contenti di questo mio lavoro ma, mia mamma fino ad oggi continua a preoccuparsi quando gioco e non si calma finché non mi sente e capisce che tutto è a posto (penso che sia normale, è una mamma!!). Comunque avevamo pregato tanto e chiesto delle conferme a Dio per capire la sua volontà.

Raccontaci quali emozioni e quali difficoltà hai incontrato venendo a giocare in Italia e in quale squadre hai giocato prima di arrivare a Viadana:
Dopo aver giocato 4 anni nel Old Resian Club (Il mio club del cuore) mi era stata proposta l’opportunità di venire a giocare in Italia. Volevo venire, ma era solo per fare un’esperienza e dopo un anno tornare. Poi quell’anno a Parma mi è piaciuto e capii che potevo fare di questo il mio sport e di questa mia passione una carriera, un lavoro.
Dopo Parma, sono rimasto un anno in Argentina infortunato (ma ringrazio Dio per quel anno, perché mi è stato di benedizione. Insieme alla mia famiglia e chiesa mi sono avvicinato di più a Dio in quel anno).
Poi ritornai in Italia, però questa volta a Silea in prestito (perché ero rimasto fermo un anno) e gli ultimi Due anni a Venezia Mestre (dove go dei bei ricordi cio…)

Sappiamo che sei un uomo di gran fede, puoi raccontarci come hai vissuto le difficoltà alla squadra Venezia Mestre Rugby?
Amen… La prima la ebbi nel maggio del 2005 nella semifinale d’andata. Avevo preso una botta sulla gamba a 20 minuti dell’inizio della partita e sono dovuto uscire (c’ero rimasto male perché era una partita molto importante e volevo esserci, subito dopo Dio mi fece capire che dovevo stare tranquillo e che per qualche motivo lui lo aveva permesso) poi la settimana prima del ritorno non mi ero allenato neppure un giorno perchè mi faceva male. Addirittura la sera prima della partita tornai zoppicando a casa, poi a casa ho pregato e avevo detto a Dio che mi andava bene così se questa era la sua volontà e rimasi tranquillissimo. A 15 minuti dal riscaldamento, il mio caro allenatore Eugenio (eccellentissima persona) mi chiede di provare almeno perchè aveva bisogno di me per almeno 40 minuti.
Zoppicando salii le scale per entrate in campo e appena pestai l’erba il dolore sparii e potei fare la mia migliore partita di tutto quel anno (poi la finale l’abbiamo vinta
... haha…). In quell’opportunità capì che quanto più calmi restiamo e facciamo fare a Dio tanto meglio vengono le cose, e che Lui mai ci abbandona. Isaia 26:3,4 A colui che è fermo nei suoi sentimenti tu conservi la pace, la pace, perchè in te confida. Confidate per sempre nel Signore, perché il Signore, sì il Signore è la roccia dei secoli.
La prova più grande è stata nella stagione 05/06. Dopo avere vinto il campionato di serie A siamo saliti in super 10 (nuovi compagni e allenatore), davanti a me avevo un giocatore della nazionale Argentina, sapevo che quel anno sarebbe stato un anno duro e con poche partita, però mi piaceva la sfida.
Ma giocare poco non piace a nessuno, tra l’altro all’ allenatore non piacevo e mi trattava sempre male e mi incolpava di tutto. Perciò ho cominciato a pregare, perché mi sentivo male e non potevo fare niente, niente tranne pregare, chiedevo a Dio pace, e solo pace. Non sapevo cosa fare, ero arrivato a pensare di andarmene via.
Dopo qualche settimana questo pilone ha dei problemi con la società e se ne va via (avevo pensato che i miei problemi fossero risolti), però l’allenatore non mi faceva giocare lo stesso.
Poi anche l’ allenatore ha dei problemi con la società e se ne va via anche lui(“adesso si, non ci sono più problemi!” ho detto)
 Ma con il nuovo allenatore arriva un altro pilone e danno l’ opportunità di giocare a lui anziché a me, io vado in tribuna, neanche in panchina! non potevo crederci, in quel momento stavo per chiamare il mio procuratore per andarmene via.
Ma tutto questo Dio lo aveva permesso perchè lui voleva che io mi avvicinassi di più a lui, io gli chiedevo forza per diventare più forte, ma non  avevo capito che quando vogliamo essere più forti e lo chiediamo a Dio, Lui delle volte non ci dà la forza, ma ci dà le prove per diventare più forti o  ad esempio quando chiediamo amore delle volte ci fa conoscere persone che non ci stanno simpatiche e ci fa crescere in questo. Per questo bisogna sempre stare attenti per capire cosa vuole il Signore con le cose che ci accadono nella vita, che sicuramente Lui permette.
Avvicinandomi di più ho cominciato a  capire non cosa succedeva, ma che quello che succedeva era nei piani da Dio e questo mi dava una pace grandissima
Dopo una settimana il nuovo giocatore ha dei problemi a va via, però subito ne portano un altro che non è rimasto neanche una settimana, scappa prima che gli facciano il doping.
A Questo punto comincio a giocare e capisco che è Dio che mi fa giocare e che lui aveva preparato tutto, tutto era nei suoi piani e mi ha fatto capire che quando nessuno aveva fiducia in me (e questo non è per niente bello) lui mi trovò una soluzione che solo Lui poteva trovare.
Da lì, novembre 05 non ho smesso più di giocare e quel ritmo mi ha fatto migliorare tanto, e adesso non mi rimane che godere e ringraziare il Signore perché mi ha messo nel Viadana che è stato sempre un sogno e oggi sono già arrivato.
Colgo l’occasione per chiarire che io pregavo solamente per una soluzione, per avere pace e non perché se ne andasse via qualcuno, ero cosciente che c’era la possibilità di andare via, ma Dio si è manifestato cos’.
Sappiate tutti che dopo una gran prova c’è una grande vittoria in Gesù, non vorrei neanche immaginare cosa sarebbe accaduto se avessi mollato tutto subito    Isaia 43:16 Così parla il Signore, che apre una strada nel mare e un sentiero fra le acque potenti.

Come è entrato Gesù nella tua vita?
Sono nato in una famiglia di credenti, da piccolo sento parlare di Dio, del peccato, dell’inferno e del paradiso. Ma a 14 anni ho capito che era necessario che io accettassi Gesù come l’unico Signore della mia vita e salvatore, che più di 2000 anni fa è venuto ed è morto su una croce per pagare per i nostri peccati e dopo tre giorni è risorto vincendo così anche la morte.
Adesso so che dopo questa vita ci sarà una vita eterna e io sarò in cielo insieme a tutti coloro che hanno creduto e accettato Gesù come unico e sufficiente salvatore.

Qual è il tuo scopo qui in Italia tramite lo sport?
Sicuramente lo sport è un mezzo per arrivare a delle persone che delle volte sono difficile da raggiungere, penso che Dio mi ha dato il privilegio di lavorare nello sport, per raggiungere e parlare di Dio alle persone non sempre con le parole, ma anche con i fatti (inutile parlare di una cosa se poi fai tutto il contrario)

Ora, giocando con Rugby Viadana, sei contento? Come ti trovi con la squadra? Ci sono altri cristiani evangelici nella tua squadra oltre a te?
Contentissimo…è da quando sono arrivato in Italia che sento parlare di Viadana come una delle migliore società e dei suoi tifosi.
Con i miei compagni mi trovo benissimo. Tutti sono dei professionisti, in tutti sensi, come la società. Veramente un bel gruppo (così è bello lavorare)
Ci sono tre cristiani, parlano inglese non italiano, e comunicare non è sempre facile. Però ci sono ed è questo l’importante, ringrazio Dio per questo e perché mi ha dato una chiesa vicina.

Cosa ha cambiato nella tua vita Gesù Cristo?
Tantissime cose…Per prima cosa ha cambiato la mia eternità, ha fatto crescere tanto la mia fede, tramite le sue opere e tramite le cose che ha permesso che avvenissero nella mia vita mi ha fatto avvicinarmi di più a Lui.
Il mio carattere, mi ha dato più pace, Lui e chi mi guida e mi fa vedere le cose nel modo giusto. Dio e la sua parola (la Bibbia) sono il mio punto di riferimento.

Che messaggio vorresti lasciare ha coloro che non conoscono ancora Gesù Cristo come unico salvatore?
La cosa più importante in questa vita e sapere che c’è ne un’altra ed è eterna e che in questa vita eterna puoi essere in cielo o all’inferno.
Noi siamo per natura peccatori, quindi non possiamo grazie ai nostri mezzi arrivare in celo, l’unica modo per arrivare è accettare che Gesù è venuto a morire sulla croce per pagare così per i nostri peccati. Accetta il Signore Gesù come unico e sufficiente salvatore e sarai salvo. Giovanni 3:16 “Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito figlio, affinché chiunque creda in Lui non perisca, ma abbia vita eterna.” Poi ci sono tante benedizioni di cui possiamo godere adesso, prima di morire, però prima dobbiamo ricevere il regalo della salvezza.

INTERVISTA RADIO CON MIGUEL ALONSO


Miguel Alonso
Squadra:
Rugby Viadana

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