Carissimo Atleta di Cristo
L’episodio della Bibbia che esamineremo oggi, ci porta a riflettere e ricordare in quale stato ci trovavamo prima di conoscere la potenza e la misericordia di Gesù Cristo, ciò che abbiamo guadagnato e in quale stato oggi ci troviamo grazie a Gesù!
Leggi Matteo 20:29-34
Abbiamo letto che mentre una grande folla seguiva il Signore lungo la strada, seduti, ci sono due ciechi, proprio dove Gesù sarebbe da lì a poco passato.
La cosa che colpisce è il modo in cui si rivolgono al Signore non con una richiesta di guarigione ma chiedono al Signore: "Abbi pietà di noi".
Misero da parte la loro cecità e chiesero a Gesù di usare misericordia nei loro confronti,la stessa misericordia che Gesù ha usato per ognuno di noi quando abbiamo gridato a lui.
Se proseguiamo la lettura e leggiamo anche il verso 31 però notiamo qual è la differenza di sentimenti che c'è tra Gesù e l'uomo. Infatti leggiamo che la folla li sgridò dicendogli di tacere. Non usò misericordia nei loro confronti e non credeva che il Signore potesse avere misericordia di loro.
È importante non cadere in questo errore,non accontentiamoci di seguire il Signore ma cerchiamo di essere anche una mano che rialza,una voce di speranza per coloro che hanno bisogno di amore e purtroppo ormai difficilmente riescono a riceverne in questo mondo.
Continuando a leggere,riceviamo ancora un altro insegnamento da parte di questi due uomini: Non si stancarono di gridare al Signore ma perseverarono in ciò che chiedevano, così anche noi non dobbiamo stancarci di pregare. Dobbiamo infatti essere perseveranti in ciò che chiediamo al Signore, perché abbiamo la certezza per fede che ciò che chiediamo ci sarà dato per il nostro bene e per la sua gloria. (Matteo 7:7-8)
Se riprendiamo la nostra lettura, ai versetti 32 e 33, vediamo che Gesù si ferma e va incontro al bisogno di questi due uomini.
La stessa cosa possiamo dire noi quando abbiamo chiesto aiuto al Signore e lui con tanto amore si è fermato ad ascoltarci e a prendere in considerazione quanto gli abbiamo presentato in preghiera con fede e perseveranza.
La richiesta dei due ciechi ovviamente era quella di poter ottenere guarigione dalla loro cecità... Grazie a Dio noi non abbiamo avuto bisogno di richiedere guarigione dalla cecità fisica ma quando ci siamo accostati al Signore e abbiamo presentato a lui ogni cosa, il Signore ha visto la cecità spirituale in cui ci trovavamo, e oggi possiamo testimoniare al mondo che Gesù entrando nella nostra vita ci ha aperto i nostri occhi spirituali che ci permettono oggi di vedere cose che prima non eravamo in grado di vedere, ha messo in noi un cuore nuovo in grado di amare come lui soltanto sa amare.
Avviandoci alla conclusione leggendo il versetto 34 ciò che mi ha colpito è appunto la compassione che Gesù ha avuto per i due ciechi e non solo, ma anche per tutti coloro che sono stati visitati e guariti dall'amore del Signore: ciò che ha fatto la differenza nella vita di questi uomini,rispetto a tanti altri di cui leggiamo nella Bibbia e che vediamo anche in questo mondo,che dopo la loro guarigione la bibbia dice: "ed essi lo seguirono".
Questo ci porta a costatare che anche loro furono guariti da una cecità spirituale che gli consenti di seguire il Signore e quindi di ottenere la salvezza per mezzo del suo nome.
Nei Vangeli come nel mondo incontriamo molte persone che sono state beneficiate dagli interventi soprannaturali di Dio ma poi non hanno continuato a seguire il Salvatore per ottenere la cosa più preziosa: La salvezza dell'anima.
La lezione che oggi dobbiamo portare nel nostro cuore è molto semplice e molto importante, se siamo stati beneficiati dalla grazia di Dio, se la sua potenza ha prodotto un miracolo nella nostra vita, dobbiamo rimanere vicini a Gesù per il resto dei nostri giorni, così scopriremo che non c'è esistenza migliore di questa e che essere "salvati per l'eternità" è il più grande miracolo.
Ti auguro un buona settimana nell'amore del Signore e ricordati che la salvezza dell'anima è il più grande miracolo che hai ricevuto da Dio !!!
Un abbraccio in Cristo !
Stefano
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