Due posizioni distinte (parte 2)

UNA CASA STABILE: Un fondamento sicuro, “La roccia”.

“Gesù”! Certamente, Cristo è il fondamento sicuro su cui poggiano le basi della nostra fede della nostra salvezza ma tutto questo rischia di rimanere solo un concetto teorico astratto, se non produce qualche cosa di concreto, se non lo sperimentiamo personalmente, e non solo per sentito dire!

Per raggiungerlo è necessario scavare, e scavare profondo. Certamente quando nel campo della fede si parla di operare, il nostro spirito d’estrazione puramente evangelico si ribella, giammai! Siamo salvati solo ed esclusivamente per grazia, ed è assolutamente vero, ma in questo caso scavare non significa compiere opere meritorie per guadagnare la salvezza, non sono i nostri sforzi umani piacere a Dio, non si tratta di una particolare attitudine al misticismo e alla meditazione profonda, o qualche forma di penitenza religiosa.

Quale significato ha: scavare? Scavare, e scavare profondo significa, per quanto rientra nella nostra competenza, adoperarsi per rendere sicuro il nostro cammino, e portare frutto.

Scavare profondo è paragonato al mettere in pratica la Parola di Dio. "Questo libro della legge non si diparta mai dalla tua bocca, ma meditalo giorno e notte, avendo cura di mettere in pratica tutto ciò che v'è scritto; poiché allora riuscirai in tutte le tue imprese, allora prospererai" Giosuè 1:8. Molti pensano che sia sufficiente conoscere l’Evangelo perché la propria vita sia trasformata, ma se non lo mettiamo in pratica resteremo dei religiosi teorici. Voglio fare l’esempio della prescrizione del medico, sarà idonea alla malattia, sicuramente, la cura indicata, ma se non si và in farmacia per comprare il farmaco e poi non è somministrato secondo le indicazioni, non sarà d’alcun beneficio per il malato. Solo l’ubbidienza alla Parola di Dio rende sicuro il nostro cammino spirituale, "La tua parola è una lampada al mio piè ed una luce sul mio sentiero" Salmo 119:105. Per edificare su di un terreno solido è necessario vivere concretamente l’Evangelo. Non basta ascoltare, conoscere, non è sufficiente sapere che bisogna ravvedersi, dobbiamo ravvederci! Non basta essere informati che Gesù era mite ed umile, ma dobbiamo anche noi manifestare il frutto dello Spirito Santo che è: amore, pace, mansuetudine, non basta sapere che Gesù è morto sulla croce, dobbiamo prendere la nostra croce, rinunciare a noi stessi e seguirlo. Non basta ascoltare, imparare, bisogna mettere in pratica, in altro modo illudiamo noi stessi, "Perciò, deposta ogni lordura e resto di malizia, ricevete con mansuetudine la Parola che è stata piantata in voi, e che può salvare le anime vostre. Ma siate facitori della Parola e non soltanto uditori, illudendo voi stessi" Giacomo 1:21-22. L’ubbidienza è il fondamento della comunione con il Padre, senza la quale siamo privi di vita, "E Colui che mi ha mandato è meco; Egli non mi ha lasciato solo, perché fo del continuo le cose che gli piacciono" Giovanni 8:29.

Scavare profondo è una vera conversione. I frutti del vero ravvedimento sono un terreno stabile e rendono sicuro il nostro edificio spirituale. Non possiamo assolutamente pensare di edificare una casa stabile rimanendo legati a qualche peccato non confessato, mantenendo nel cuore delle impurità, “fate morire le vostre membra che sono sulla terra” dice Paolo, Colossesi 3:5-6. Il peccato indebolisce la nostra vita spirituale, contrista lo Spirito Santo, che è il nostro aiutante, il Consolatore, ci condanna nella coscienza e ci fa sentire colpevoli e lontani da Dio, per tanto mancherà la pace. Se desideriamo una vita spirituale prospera dobbiamo confessare e abbandonare il peccato. Ma la vita del credente non può e non deve essere solo “non fare il male”, deve esserci anche un’azione positiva, dobbiamo imparare a fare il bene, "lavatevi, purificatevi, togliete d'innanzi agli occhi miei la malvagità delle vostre azioni; cessate del far il male; imparate a fare il bene; cercate la giustizia, rialzate l'oppresso, fate ragione all'orfano, difendete la causa della vedova!" Isaia 1:16-17, e più saremo impegnati nel fare il bene, secondo la volontà di Dio, più le radici della nostra fede andranno in profondità.

Scavare profondo è il nostro progresso nella santificazione. La volontà di Dio è che ci santifichiamo, che significa separarsi da ogni forma di contaminazione per consacrarsi a Dio. Non possiamo di conseguenza pensare di eliminare dalla nostra vita i peccati più grossolani, e tollerare una serie di “cattive abitudini”, che guastano la vigna del Signore, "le mosche morte fanno puzzare e imputridire l'olio del profumiere; un po' di follia guasta il pregio della sapienza e della gloria" Ecclessiaste 10:1. Immaginate un costruttore che debba edificare una casa, il quale sapendo che nel terreno si trovano degli ordigni bellici inesplosi, non li faccia eliminare dagli artificieri, sarebbe una follia, prima o poi potrebbero esplodere, così potrebbe essere per tutti quei peccati sottovalutati, quei desideri impuri che a volte restano assopiti nel cuore, non tolleriamoli, non accarezziamoli, gridiamo al Signore che investighi il nostro cuore e che ci liberi, non limitiamoci a “falciare il giardino”, pareggiando erba ed erbaccia velenosa, rendendolo apparentemente ordinato, dobbiamo lasciare che il Signore tolga le radici dell’erbaccia, affinché non ricresca più.

Scavare profondo significa passare del tempo in preghiera. Per ultima cosa, anche se non meno importante, perché la nostra casa spirituale sia sicura, ed abbia solide fondamenta non può assolutamente mancare la preghiera. La Scrittura invita tutti i credenti ad indossare la perfetta armatura che il Signore mette a nostra disposizione per resistere nelle difficoltà e ad ogni sorta d’attacco spirituale, ma se manca la preghiera saremo come un soldato abbandonato a se stesso privo di direttive, ben armato, con delle buone difese, ma che non può ricevere ordini perché a perso il contatto con il proprio comandante e per tanto in difficoltà. "orando in ogni tempo, per lo Spirito, con ogni sorta di preghiere e di supplicazioni; ed a questo vegliando con ogni perseveranza e supplicazione per tutti i santi" Efesini 6:18.

E quindi: Atleta ma quel che è più meraviglioso di Cristo un giorno un uomo che ho sempre riconosciuto un uomo di Dio, è stato un mio insegnante alla scuola biblica e che oggi è col Signore mi diceva: “Ezio ogni volta devi studiare la Parola non farlo mai con superficialità ma prenditi del tempo, siediti e gustala come se stessi sorseggiando e apprezzando un buon caffè in un momento di relax”. Mi auspico di averti offerto un caffè dove attraverso il quale il Signore interpella anche noi per mezzo della sua Parola, chiedendoci su quale terreno vogliamo gettare le fondamenta della nostra vita spirituale? In base alla nostra scelta ed all’impegno con cui siamo disposti a scavare possiamo già fin da ora stabilire se la nostra sarà una casa che resisterà alle intemperie, o se crollerà inesorabilmente alla prima tempesta. Adoperiamoci per costruire sulla roccia, non accontentiamoci di una fede apparente, non affidiamoci a delle semplici emozioni, ravvediamoci e abbandoniamo il peccato che ancora signoreggia sulla nostra vita. Per la grandezza del suo amore, il Signore non permette che tu possa continuare ad edificare su di un terreno così instabile, desidera toglierti dal terreno pericoloso delle facili illusioni, vuole che tu cresca sicuro, forte, e con dolcezza ma con estrema fermezza desidera debellare il peccato che ancora ti rende debole e a volte addirittura dubbioso. Tutto questo non significa che non troveremo più nessuna difficoltà lungo il cammino, prove ne avremo sempre, forse potremmo essere attaccati a motivo della nostra fede e di certo come tutti gli uomini incontreremo difficoltà di vario genere, ma se abbiamo edificato sulla roccia non saremo abbattuti e per mezzo dello Spirito Santo il Signore ci farà udire la sua voce

“ tu, non temere, perché io son teco; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti soccorro, io ti sostengo con la destra della mia giustizia".

 

Ezio Forziati