Getta il tuo pane…

Caro Atleta di Cristo,

 

Quando ci capita di fermarci un attimo dalla continua corsa della nostra vita e pensare al motivo più profondo che ci spinge a fare questa o quell'altra scelta, quando riflettiamo sulle cose essenziali della nostra esistenza, due sono le possibili conclusioni che possiamo trarne: o si è soddisfatti e non si cambia nulla, o si capisce che abbiamo ancora tanto da migliorare e si cerca di fare qualcosa... perché tutto sommato ci teniamo a vivere meglio, più felici, più appagati.

Il re Salomone, rinomato per la sua grande saggezza, scrisse un libro quando probabilmente era già avanti negli anni, in cui, riguardando alla sua vita, quella di un grande sovrano, ricco e potente, ripete spesso una frase che deve farci molto riflettere: “Vanità delle vanità, tutto è vanità”. Riflessione piuttosto pessimista per uno come lui che aveva potuto godere di tutti i piaceri della vita!

Eppure, non possiamo dargli torto, anzi considerando il limite della nostra esistenza sulla terra, sarebbe opportuno dare un senso importante alle nostre azioni, non ti pare ?

 

Leggi: Ecclesiaste 11:1-6 (Libro dell'Ecclesiaste, al capitolo 11 , i versetti 1 a 6)

 

Getta il tuo pane... “ E perché dovrei privarmi del mio pane ?

Se pensiamo al significato del pane, cosa ci viene in mente? Intanto è un alimento, quindi ci nutre. Non so se tu ami il pane o no, se ne mangi tanto opuure no, ma sotto tutte le sue forme: panino, focaccia, pizza, piadina, pan grattato, ecc..., è un alimento essenziale sulle nostre tavole. Ho saputo anche di persone che non mangiano bene se non c'è il pane in tavola. Sarebbe interessante fare un piccolo test, ad esempio: privarci per una settimana del pane e di tutti i suoi derivati... mi chiedo proprio se ne sentiremmo la mancanza, anche se sono certo che per quasi tutti noi sarebbe proprio così!

L'altra cosa che mi colpisce del verso letto è che veniamo esortati a gettare il pane sulle acque, cioè proprio lì dove non possiamo ricuperarlo, infatti se il pane lo butti sul sentiero dove passeggi magari ci puoi tornare e ricuperarlo, e pulito per bene potrebbe essere ancora utilizzabile, ma gettarlo sul fiume che te lo porta via lontano e in fretta, dove si scioglie in pochi minuti e viene mangiato dai pesci o altri animali, che senso ha? Eppure c'è un'affermazione subito dopo in questa frase che assicura: “... perché dopo molto tempo lo ritroverai.”

Insomma, qui Salomone ci sta dicendo di dare via anche di quello che per te è essenziale senza badare neanche tanto a chi e come lo dai, perché vedrai che quando meno te lo aspetti, il bene che hai fatto ti ritorna indietro. Qui la Parola di Dio ci sta invitando a mettere in atto due concetti essenziali alla nostra crescita spirituale:

 

LA FEDE E LA GENEROSITÀ !

 

La Fede, perché ce ne vuole molta per credere che quel pane sciolto in acqua possa tornarci utile, e la generosità o meglio forse parlare di liberalità, perché i versetti successivi ci consigliano di non risparmiarci, né nell'operare e tanto meno nel condividere con gli altri...

Il versetto 2 dice: “fanne parte a sette e anche a otto...” e poi, il seguito del discorso ci spinge proprio a fare ed attivarci anche se le circostanze sono contrarie: “Chi bada al vento non seminerà; chi guarda alle nuvole non mieterà” (versetto 4) ma “Fin dal mattino semina la tua semenza e la sera non dar posa alle tue mani; poiché tu non sai quale dei due lavori riuscirà meglio: se questo o quello, o se ambedue saranno ugualmente buoni.” (versetto 6)

Personalmente non credo si tratti di dare solo cibo o cose materiali al prossimo, bensì cose importanti per noi, come il nostro tempo, denaro, aiuto morale, ecc...

 

Tanto per dare solo un esempio, sono convinto che dovremo rendere conto a Dio per tutti quei disperati che chiamiamo “migranti” o “rifugiati” e sarà pesante quando dovremo conteggiare tutti quelli morti affogati nel mare perché le nostre nazioni benestanti non hanno portato il soccorso opportuno quando era il momento, dandogli magari una possibilità per vivere meglio. Ricordiamo quando Gesù parla del giorno del Giudizio in Matteo 25:31-46 e separa coloro che hanno accolto, nutrito, visitato e consolati gli stranieri e i prigionieri... dagli altri.

 

Inoltre non dobbiamo dimenticare LA cosa più importante e cioè la SALVEZZA IN CRISTO GESÙ ! Eh già, condividere con quanti ancora non lo conoscono il Signore Gesù come il loro personale Salvatore è ovviamente offrire loro il bene più prezioso! Gesù stesso ha infatti utilizzato diverse volte l'analogia del pane parlando della Sua persona quale il pane della vita ! (vedi Giovanni 6:35)

 

La Bibbia parla di pane molto di più di quanto possiamo immaginare, sono quasi 150 i versetti che contengono questa parola. Gesù ha detto di se stesso: “Io sono il pane che è disceso dal cielo” (Giovanni 6:41) con un chiaro riferimento alla manna nel deserto che nutrì il popolo d'Israele per 40 anni.

Sempre il Signore Gesù, moltiplicò per nutrire 5000 e poi 4000 uomini, non carote o mozzarelle, ma pane (e pesci). Infine dico solo che prima di dare la sua vita in sacrificio per la nostra salvezza, il Signore Gesù ha istituito quello che chiamiamo oggi “la santa cena”, con il pane e il vino quale simboli del Suo Corpo e del suo sangue versato per noi.

E ogni volta che prendiamo questi elementi, ricordiamo che sta per tornare !

 

Che il Signore ci aiuti a discernere le cose importanti ed eterne nella nostra vita per dare più spazio ai veri valori dell'esistenza !

 

Sempre vostro con affetto in Gesù!

Sergio