Marco 10 - “Gesù e i bambini”

Carissimi Atleti di Cristo, 

Nel Nuovo Testamento troviamo pochi episodi che ci presentano il Signore Gesù insieme a dei bambini, eppure, nel leggerlo, percepiamo quanto le nuove generazioni occupino un posto importante nel cuore del Maestro. I pochi passaggi che ci relazionano di ciò hanno un enorme valore spirituale! I bambini sono semplici, spontanei e, se educati a dovere secondo i parametri della Parola di Dio, sono normalmente genuini e quindi di grande esempio a noi adulti di quella che deve essere la crescita spirituale.

Dall’analisi dei Vangeli si evince che gli evangelisti hanno dato una particolare enfasi alle interazioni di Gesù con gli adulti. Basta pensare che solo Matteo e Luca raccontano di episodi della vita di Gesù da bambino, dedicando ad essi solo brevi porzioni, per capire che lo scopo principale degli autori dei Vangeli sembra soprattutto quello di raggiungere un pubblico maturo.

Ma che rapporto ha il Signore Gesù con i bambini, cosa ha da insegnarci il Maestro? 

Leggi: Marco 10:13-16: (Evangelo di Marco al capitolo 10, i versetti 13 a 16)

Forse la cosa più importante da considerare in questo passo sono proprio le parole che il Signore, indignato dall'attitudine dei suoi discepoli, rivolge loro: “Lasciate che i bambini vengano da me; non glielo vietate, perché il Regno di Dio è per chi assomiglia a loro. In verità io vi dico che chiunque non avrà ricevuto il Regno di Dio come un bambino non vi entrerà affatto.” Una bella sberla al modo di pensare degli adulti, no? Lo so, quando si è bambini non si vede l’ora di essere adolescenti: la nostra figlia Lorena di 10 anni non accetta facilmente di essere trattata da bambina. Non gradisce che ci siano regole o limitazioni che solo lei debba rispettare. Ne farebbe volentieri a meno. Vuole fare come il suo fratello Benji di 17 anni (ma attenzione, limitatamente alle cose che le convengono:-) che a sua volta non vede l’ora di essere maggiorenne e di poter entrare completamente nel mondo degli “adulti e vaccinati”.

La realtà è che vogliamo rimanere bambini solo quando non lo siamo. Coloro tra di noi che hanno già dei figli possono testimoniare che educare i figli quando sono ancora in tenera età, è già una bella sfida! Anzi, direi che è proprio la sfida più grande, perché solo se si inizia con il piede giusto, con principi corretti e un'adeguata disciplina (questa è la parola adatta per il contesto dei bambini), successivamente sarà molto più facile. Se in una gara prendi un bel vantaggio all’inizio, puoi gestire il prosieguo molto più tranquillamente, no?

Torniamo adesso alla considerazione del Signore: assomigliare ai bambini! Cosa avrà voluto sottolineare Gesù? La semplicità, la spontaneità, la dolcezza, la delicatezza, la fiducia, l’incoscienza? Se pensiamo alle caratteristiche di un bambino di 2-3 anni, senz'altro possiamo aggiungere almeno altre 10 caratteristiche. Se però saliamo appunto ai 10-12 anni forse dovremmo già depennarne alcune. Lascio a voi la riflessione affinché ognuno possa trovare una risposta alla domanda "come posso essere bambino per il Signore?" (e anche "voglio io esserlo per essere parte integrante del Regno dei Cieli?").

In un altro passo il Signore dichiara: “Chiunque riceve uno di questi bambini nel nome mio, riceve me…” (Marco 9:37). Anche qui il contesto riguarda il Regno di Dio. Leggendo i versetti precedenti, dal 33 in avanti, riceverai anche parte della risposta alla domanda che ti ho posto qui sopra.

Alcuni giorni precedenti la Sua Passione, il Signore scacciò i mercanti dal Tempio di Gerusalemme e guarì molti malati. I bambini presenti si misero a gridare di gioia, ma molti religiosi presenti ne furono scandalizzati e criticarono Gesù perché li lasciava schiamazzare, al ché il Signore rispose che Dio trae lode dalla bocca dei bambini e dei lattanti! Questo episodio è riportato in Matteo 21:12-16.

Infine, non dimentichiamoci che prima di tornare al Padre, Gesù ha una significativa conversazione con Pietro che puoi leggere in Giovanni 21:15-19. Per tre volte il Signore chiede al Suo discepolo “Simone di Giovanni, mi ami tu?” e per tre volte l’apostolo risponde di sì. Gesù affida quindi il Suo gregge a Pietro, ma se ci fai caso, la prima richiesta di Gesù fu: “Pasci i miei agnelli”, cioè i piccoli, gli indifesi, i cuccioli !!!

Se vogliamo anche noi essere di quelli che assomigliano a Gesù, dobbiamo dare una parte importante ai bambini, ai piccoli, ai più giovani. Abbi sempre in mente che in qualità di atleta, tu sei nel mirino di questi occhi curiosi, piccoli ma appassionati di grandi gesta! Anche nel tempio furono i bambini ad acclamare Gesù! Essi riescono a stupirsi e ad esultare senza farsi troppi problemi. I bambini sono straordinari e meritano la nostra attenzione. Tanti piccoli purtroppo soffrono e non vivono un'infanzia serena e spensierata come invece dovrebbe essere. Tanti, troppi, sono abbandonati o schiavizzati, perché indifesi e deboli. Vogliamo fare qualcosa per loro e per assomigliare sempre più al nostro Maestro? Possiamo certo pregare ed è importante; possiamo considerare la possibilità di adottare uno di questi piccoli a distanza (come già alcuni Atleti fanno) e questo sarebbe meraviglioso perché aiuterebbe a salvare vite concretamente. Ma ricordati che nel quotidiano, quando i ragazzini ti chiedono un autografo, un sorriso, rispondendo loro stai regalando un sogno. Una delle cose che più mi tocca a bordo campo è vedere i bambini ammirare il loro “idolo” e riceverne una stretta di mano, un abbraccio, una carezza. Proprio come faceva, e fa ancora, Gesù quando benedice i più piccoli!

Ti auguro una buonissima settimana con una missione in più: regalare uno sguardo e un sorriso ai tuoi piccoli ammiratori.

Sempre Vostro con affetto in Gesù

Sergio