Padre

Caro Atleta di Cristo,

 

Leggendo il libro di Isaia spesso siamo messi davanti a situazioni estreme. Il profilo drammatico e urgente che l'autore vuole accoratamente trasmettere ci fa pensare a circostanze prive di lieto fine. Ma non è così, anche se sembra di essere in un tunnel senza fine, ci sono spesso segnali di luce e di speranza lungo il cammino, proprio come quando attraversi una di quelle gallerie molto lunghe e poco illuminate. Questi segnali ti dicono che sei sulla strada giusta e perseverando arriverai in fondo... e poi finalmente arriva lo sbocco, l'uscita, la luce!

Per alcuni la vita è po' come questo tunnel, sembra una situazione chiusa, non molto variegata, buia... eppure il Signore è vicino, magari proprio lì nella notte, e vuole tenerti per mano per portarti fino in fondo, ma...

 

Leggi: Isaia 64:1-12 (Libro di Isaia, al capitolo 64 , i versetti 1 a 12)

 

Il versetto centrale di questo brano, il versetto 8 più esattamente dice: “Tuttavia, Signore, Tu sei nostro Padre...” E questo non solo perché Dio ci ha creati, infatti Isaia continua dicendo “... noi siamo l'argilla e tu colui che ci formi; noi siamo tutti opera delle tue mani.” ma proprio perché il Signore desidera ardentemente questo ruolo di Padre verso i Suoi figli. Ma se è vero che siamo tutti stati creati da un unico Dio, purtroppo non tutti rientriamo nella categoria di figli... e qui il problema non viene da parte del Padre, come succede troppe volte nella nostra società dove un padre biologico non riconosce il proprio figlio come suo, qualificandolo così di “illegittimo”... Abbiamo invece la situazione inversa, dove le creature non riconoscono Dio come padre e quindi non sono figli.

Il cuore amorevole e paterno di Dio desidera ardentemente adottare figli e figlie, abbracciarli e coccolarli teneramente, ma affinché ciò sia possibile, lo sai come me, dobbiamo rinunciare al peccato e questo è possibile solamente se Gesù, diventa il Signore a tutti gli effetti del nostro cuore e della nostra anima... della nostra vita!

Questi versetti di Isaia 64, e quelli successivi al capitolo 65, ci fanno vedere come due scene di un film, nella prima il profeta descrive un popolo lontano dal suo Dio, povero e miserabile, colpevole di non pentirsi o di provare a tornare al suo Dio e Padre. Nella seconda scena vediamo il Signore che aspetta un popolo che ha attorniato della Sua massima attenzione, tende le Sue braccia nella speranza che questo corra da Lui e invece arriva un'altra nazione, che non conosce il Suo nome, ed è stato trovato da chi prima non chiedeva di Lui...

Un padre rifiutato dai Suoi figli e ricercato dai stranieri... paradossale no?

 

Lo vediamo bene attorno a noi, molti rifiutano di avere un qualsiasi interesse o tempo da dedicare a Dio, per varie ragioni, magari pensando di essere a posto e quindi di non avere bisogno di questa relazione. Altri sono convinti che ci sia ancora molto tempo davanti per pensarci e al momento vogliono solo godere della “piena libertà” che offre il mondo e quindi il nemico di Dio, di nascosto naturalmente...

Un padre amorevole, degno di questo nome e ruolo, non dice sempre sì e amen a tutto, a volte deve intervenire anche duramente nella vita di un suo figlio o figlia. Fare i complimenti spesso è la parte più facile, anche se qualcuno si dimentica di fare anche questi. Il padre come l'allenatore è lì per correggere e raddrizzare in tempo quelle cose che non vanno bene. Quando questo non avviene... si perde la partita, non è così?

 

Concludo qui con una piccola nota pratica, rispetto alla nostra vita spirituale: il Signore nella Sua immensa saggezza ha costituito la famiglia nel Suo Corpo. L'Apostolo Paolo scrive spesso sui figli che egli ha generato nella fede e che il Signore gli aveva affidato, esiste infatti nella Chiesa una relazione tra padri e figli spirituali, oltre a quello tra i fratelli. Chi vuole crescere spiritualmente non esita a ricorrere al proprio padre spirituale per confidarsi o chiedere consiglio. Certo Dio è il nostro Padre e chi meglio di Lui? Tuttavia, qui sto parlando del rapporto tra credenti e per la crescita del Corpo di Cristo. Tocca a noi onorare e nutrire questa rapporto, proprio per crescere nelle Sue vie e far sì che la famiglia nel Signore rifletta il Suo carattere principalmente fatto di amore.

 

Buona settimana a tutti! E la mia preghiera per te questa settimana è che l'amore del Padre sia tangibile nella tua vita e attorno a te. Dio ti benedica grandemente.

Sempre vostro con affetto in Gesù!

 

Sergio