Cagliari, Gabriel: “Qui per vincere e ritrovare la nazionale brasiliana”

Cagliari, Gabriel: “Qui per vincere e ritrovare la nazionale brasiliana”

venerdì 13 gennaio 2017
"Sono al Cagliari per contribuire a un grande girone di ritorno: a San Siro contro il Milan ho visto una squadra che ha impressionato. Hanno giocato bene, e Montella ci aveva avvertito, senza concedere tante occasioni". Gabriel Vasconcelos Ferreira sposa il progetto della società di Giulini. Julio Cesar e Dida come modelli, chiuso al Milan dall’enfant-prodige Donnarumma, in rossoblù come trampolino per riprendersi il Brasile: "Giocando poco e difficile trovare la nazionale. Sono qui per lavorare, ho tanto entusiasmo e umiltà".

CHE PALMARES — Classe ’92, palmares di pregio (titolo col Cruzeiro, campione sud-americano e mondiale con il Brasile Under 20, argento alle Olimpiadi di Londra, protagonista del balzo in A del Carpi), il portierone (1.93 m. per 90 kg) racconta un episodio curioso: "Sono dei pochissimi ad aver esordito con la nazionale brasiliana, nella partita di Solna contro la Svezia e in tribuna c’era Pelè, senza giocare da titolare nel club". Gabriel si proietta sull’immediato futuro: "Domenica troviamo il Genoa, squadra tosta dal calcio intenso. Avranno tanta voglia, noi ne avremo di più. Ci stiamo preparando bene, vogliamo sfruttare la gara in casa per migliorare la striscia positiva al Sant’Elia. Rastelli? Ci ho parlato, ottima impressione".

ACCOGLIENZA CALDA — Maglia 28, determinato e soddisfatto: "Sono sbalordito per l’accoglienza e la serenità dell’ambiente. Il gruppo? Sereno, pulito e coeso. Anche Storari, che ho incrociato durante le visite, mi ha parlato bene di Cagliari e del Cagliari". In casa rossoblù la colonia brasiliana lievita ("Con noi c’è anche Bruno Alves, ho trovato uno spogliatoio forte") e si apre il ballottaggio con il connazionale Rafael. "Mi preparo sempre al meglio, deve essere pronto chi gioca e chi sta fuori. Con Rafael e Colombo c’è già grande armonia, siamo uno lo stimolo per l’altro". Un mezzo passo indietro porta al periodo di inattività del portiere: "Sono stato in panchina per un anno e mezzo dopo un anno positivo, ma mi è servito per imparare tanto. Anche a Napoli ho avuto molto da Reina e Sarri".

ATLETA DI CRISTO — Pacato e diretto: "Nella vita si fanno scelte, si acquista saggezza anche dagli errori. Carpi? Una bella realtà, mi ha dato l’opportunità di farmi vedere. Ma Cagliari è di un altro livello: penso a lavorare e a tenere i piedi per terra". In verdeoro assieme a Neymar ("Ragazzo eccezionale, si diverte giocando, per lui una gara del mondiale o della Champions è come una partitella di calcetto con gli amici"), Atleta di Cristo ("La fede mi aiuta a crescere e gestire gioie e dolori"), inquadra il Cagliari. La squadra di Rastelli ha una delle peggiori difese in Europa. "I numeri dicono che la difesa deve migliorare, lavoreremo duro, tutti assieme per difendere meglio. Ma, ripeto, contro il Milan tutti abbiamo visto come è difficile fargli gol". Gabriel è stato avvertito: come accade da sempre ad Asseminello, i novizi cantano a cena in ritiro: "Scelgo Celentano o Morandi. Mi faccio aiutare da mia moglie Ana che fa la musicista".

Mario Frongia
Gazzetta dello Sport