Castan: «Che voglia di rinascere! Il Torino è come me: cadere e risalire»

Castan: «Che voglia di rinascere! Il Torino è come me: cadere e risalire»

giovedì 8 settembre 2016
TORINO - Ecco Castan, l’uomo della rinascita: dopo l’operazione al cervello, nel 2014, e due anni ai margini della rosa nella Roma per motivi non solo fisici, ecco la vera svolta. Rivela Petrachi: «Lo volevo quando ancora giocava in Brasile, io ero ds al Pisa, ma purtroppo perdemmo lo spareggio per salire in serie A, poco meno di 10 anni fa. Lui e Fernandinho erano due obiettivi miei per il Pisa, all’epoca. Quindi potete immaginare quanto sia contento di averlo qui. E’ arrivato nel posto giusto al momento giusto. Ha lasciato un club importante come la Roma perché ha grande voglia di far bene qui. Mihajlovic può valorizzarlo al massimo. Castan è un ragazzo che ci mette l’anima. Farà crescere il Toro come squadra. Abbiamo anche un accordo con la Roma nel caso in cui ci trovassimo bene, per poterlo riscattare a fine anno. C’è dunque la volontà di prolungare il rapporto. La mia speranza è rivedere con la maglia del Toro il Castan ammirato negli anni scorsi in Italia. Castan cercai di prenderlo dalla Roma quest’estate anche prima che andasse alla Samp, ma il ds loro, Sabatini, ci aveva chiesto la cortesia di attendere... Leandro non sapeva ancora se restare o andare via. Poi si è inserita la Samp... Intanto Maksimovic ci diceva che sarebbe rimasto. Per cui noi temporeggiammo e la Sampdoria lo prese. Poi, quando tutto è di nuovo cambiato a Genova, non appena possibile l’abbiamo preso».

RINASCITA - Ecco Castan, ora: “Ho tanta voglia di rinascere nel calcio dopo due anni in cui avevo giocato pochissimo. Anch’io penso che questo sia il momento giusto per me. Penso che tornerò a essere quello di prima. Il Toro è sofferenza, è cadere e risalire, rinascere. Come me. Ecco perché dico che questo è il posto giusto per me. Le prime impressioni sono state bellissime. Ho fatto bene all’esordio, posso migliorare ancora. Vedo che i tifosi amano per davvero questa maglia. Io sto bene, i medici dicono da tanto tempo che non ho più problemi. E’ chiaro che avevo perso un po’ di reattività, non giocando. Ma pian piano, tornando a giocare, ritrovi tutto. Penso che sarà l’anno della mia rinascita. Perché sono stato solo un mese alla Samp quest’estate? Mi voleva Montella, poi è cambiato l’allenatore... Grazie a Dio ho poi preso il treno giusto. E sono venuto qua. Con Mihajlovic ho parlato prima che arrivassi, gli ho detto che dovevo solo trovare la continuità. Mi sta aiutando tantissimo, con tanta pazienza. Mi ha fatto giocare subito. Con lui posso imparare e fare ancora meglio. Ha fatto benissimo, sempre. La grande vittoria sarà quando farò una conferenza stampa e nessuno mi chiederà più come sto. Penso anche alla Nazionale, sono sicuro che posso riconquistarla, facendo bene nel Toro. Non ho mai pensato che il Toro possa essere una squadra di passaggio. Io penso solo a far bene, ora, e non al contratto futuro, tra un anno. Ho appena iniziato. Voglio fare benissimo qui. Poi a fine anno vedremo. La sfida con Benatia? Eravamo assieme a Roma... Abbiamo un bel rapporto, ma da quando sono qui gli ho detto, ridendo: non possiamo più parlarci ora che sono al Toro e tu alla Juve... Spero di vincere il derby e scherzare con lui dopo la partita”. Hart? “Ricordo che parò un rigore contro il Brasile con l’Inghilterra, una volta. Io ero in panchina. Pensai: è fortissimo questo Hart. Sono contento ora di ritrovarlo qui. Dobbiamo crescere come gruppo, comunque. Col gruppo si vince, non solo con le individualità”.

Marco Bonetto
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