Gli Atleti di Cristo tra calcio e fede si presentano a Modena

Gli Atleti di Cristo tra calcio e fede si presentano a Modena

mercoledì 24 febbraio 2016
MODENA. Sport e fede insieme nella chiesa cristiana pentecostale Fonte di Vita con una sala gremita di persone che intonavano canti di gloria al Signore.
Lunedì sera durante la funzione tanti nomi del calcio come Nicola Legrottaglie, Daniele Galloppa, Elvis Abbruscato, Nahuel Valentini e Daniele Avantaggiato. I calciatori della nazionale Atleti di Cristo hanno portato la loro testimonianza di fede.

«È difficile piantare la bandiera di Gesù - ha esordito Valentini, difensore dello Spezia - nei campi da calcio. Dieci anni fa era ancora più complicato, ma far parte degli Atleti di Cristo è un sogno. Dio ci sta usando per portare la sua parola». Il Movimento Cristiano degli Atleti, nato in Brasile trent’anni fa, è divenuto internazionale in poco tempo. Negli anni ’90 arriva in Italia e tanti sportivi, non solo del calcio, ne fanno parte. Chi sono?
«È un'associazione - replica Legrottaglie, ex difensore del Modena ed ex giocatore della Juventus - che cerca di lasciare messaggi importanti nel mondo dello sport dove noi viviamo quotidianamente. È una testimonianza per i giovani, per dire loro che ci sono cose più importanti nella vita che raggiungere solo obiettivi professionali. C'è qualcosa di molto più serio e profondo, che è giusto scoprire per evitare di fare scelte sbagliate».

Quale messaggio volete lasciare? «Molti giovani verranno per sentire parlare di calcio - spiega Romolo Giovanardi, pastore della chiesa Fonte di Vita - e usciranno dopo aver sentito parlare di Cristo. Questo è il nostro mandato». La vera protagonista della serata è stata quindi la Parola di Gesù.
«Messi, Maradona o Pelè non potranno mai cambiare la nostra storia personale - ha sottolineato Valentini - la differenza la fa la vita in Cristo». Un messaggio dunque di felicità, salvezza, speranza; una ricerca di senso che si conclude, secondo il racconto dei presenti, in Dio. «Si può avere tutto, ma di fatto nulla - ha rimarcato l'ex tecnico dell'Akragas - se dentro di noi c'è il vuoto».
Portare il Vangelo negli spogliatoi può essere una pratica quotidiana. «La fede non è qualcosa di mistico - ha raccontato Legrottaglie - ma di pratico. La conoscenza di Dio aiuta a cambiare idee, motivazione, parole, azioni. Il percorso spirituale permette di mettere ordine dove c'è disordine». Un percorso da lui descritto in alcuni testi, da “L’amore vince tutto” a “Il mio amico Gesù”. Durante l'arco della serata un pensiero è andato alla squadra gialloblù, in lotta per la permanenza in serie B. «Immagino i sacrifici fatti dalla società - ha concluso Legrottaglie - perché per fare quello in cui si crede sono necessarie pazienza, perseveranza e impegno costante. Solo rimanendo uniti arrivano i risultati».

Martina Stocco
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