Howard tradito dalla schiena. Stagione finita, Londra addio.

Howard tradito dalla schiena. Stagione finita, Londra addio.

venerdì 20 aprile 2012
Dwightmare, capitolo finale. Il più triste per Howard, il centro di Orlando che questa mattina a Los Angeles verrà sottoposto a un'operazione alla schiena per riparare l'ernia al disco di cui soffre da marzo. E' la fine anticipata della sua stagione e l'addio a Team Usa per le Olimpiadi 2012. Un finale inatteso di un'annata in cui Howard è stato protagonista in campo ma soprattutto fuori, prima con un fastidioso tira e molla con i Magic per il suo futuro, poi con le voci della rottura con coach Stan Van Gundy. Ora il finale, triste. Da incubo. Un vero Dwightmare (gioco di parole che fonde Dwight a nightmare, l'inglese per incubo, n.d.r.).

L'OPERAZIONE — Howard ha iniziato ad avere problemi alla schiena a inizio marzo, nel pieno del tira e molla con Orlando sul suo futuro, ma ha deciso di continuare a giocare. Ad inizio mese è stato visitato da uno specialista di Los Angeles che gli ha diagnosticato un'ernia al disco. Dwight ha deciso allora di fermarsi per due settimane per cercare di guarire e tornare a dare una mano ai Magic nei playoff, ma la situazione della sua schiena è peggiorata a tal punto che sia lo specialista che lo staff medico di Orlando hanno deciso che l'operazione è l'unica via. "Fa male dal punto di vista emotivo - ha confidato Howard a Espn -. Non stavo fingendo per scaricare la squadra, come molti hanno insinuato: ho provato a giocare lo stesso ma la situazione è peggiorata". Howard ha chiaro in mente quello che lo aspetta: "Il dottore mi ha detto che l'incisione sarà di 2,5 centimetri e che potrò cominciare subito la riabilitazione e tornare ad allenarmi a pieno ritmo tra 4 mesi - ha proseguito il centro -. Non sono preoccupato, tornerò più forte di prima".

DWIGHTMARE — E' il capitolo finale di una stagione da incubo per Howard. Iniziata con la possibilità di andarsene da Orlando al termine del 2011-12, la volontà di lasciare i Magic e la lista di tre squadre (New Jersey, Dallas e Lakers, in ordine di preferenza) con cui trattare un possibile scambio. Ma la situazione non si sblocca e diventa insostenibile a marzo, con l'avvicinarsi della chiusura del mercato: Orlando per convincerlo a firmare l'opzione per la prossima stagione minaccia di venderlo al miglior offerente (i Lakers, che offrivano Andrew Bynum, Devin Ebanks e Steve Blake) e Howard dopo mille ripensamenti cede e firma. Capitolo chiuso? Nemmeno per sogno, perché comincia il tira e molla tra Dwight e coach Stan Van Gundy. Il 28 marzo, prima di una partita a New York con i Knicks, il tecnico rivela di aver saputo che il centro ha chiesto alla dirigenza dei Magic la sua testa. Mentre Van Gundy è ancora circondato dai microfoni, Howard arriva e lo abbraccia, e cade dalle nuvole quando i giornalisti gli chiedono conto di quello che ha appena detto il coach, non cedendo nemmeno quando gli viene rivelato che la fonte è lo stesso Van Gundy. Il rapporto tra i due esplode, ma la squadra sceglie il coach, tanto che quando le condizioni della schiena di Howard peggiorano e lui si ferma le voci che stia fingendo non si contano. Solo ieri in Florida girava la notizia, poi smentita, che Dwight avesse chiamato il proprietario dei Magic dicendogli di non voler mai più giocare per Van Gundy.

I NUMERI — Se fuori dal campo è stata un'annata durissima, sul parquet Dwight è stato la solita forza della natura. Il 2011-12 del 26enne prima scelta assoluta al draft 2004 si chiude con 54 partite alla media di 20,6 punti, 14,5 rimbalzi (massimo in carriera), 2,1 stoppate e 43 doppie doppie. E' il miglior rimbalzista della stagione, il terzo miglior stoppatore e il 12° miglior realizzatore. Numeri con cui avrebbe voluto aiutare Orlando a vincere il titolo: "Sono rimasto anche perché volevo vincere il titolo con questa squadra - ha spiegato Dwight dopo aver ammesso che i Magic minacciavano di cederlo al miglior offerente -. Credo ancora che i ragazzi possano farcela". Senza di lui sarà impossibile. Perché, nonostante tutto, Howard resta il miglior centro in circolazione.

Davide Chinellato
La Gazzetta dello Sport