Il Carpi di Gabriel e Maurantonio festeggia la prima, storica promozione in A

Il Carpi di Gabriel e Maurantonio festeggia la prima, storica promozione in A

martedì 28 aprile 2015
Da Lamezia allo stadio Cabassi, per scrivere in 6 anni una storia senza precedenti nel calcio italiano. Nel 2009 a Lamezia Terme il Carpi conquistava la certezza del ritorno, 9 anni dopo, nel calcio professionistico. Con il Bari stasera ha completato una scalata da record, conquistando la sua storica prima serie A.

LA PARTITA — Per la festa basta un pari con il Bari, anche se la sconfitta del Vicenza a Brescia avrebbe fatto festeggiare pure in caso di sconfitta. La gara la fa il Carpi che sfiora il vantaggio con Gagliolo e Porcari nel primo tempo, mentre i pugliesi, a caccia di punti per tenere viva la fiammella playoff, si vedono soprattutto nella ripresa, quando sotto una pioggia incessante è Gabriel a blindare lo 0-0 con due ottime parate su Sabelli e Donati, mentre i pugliesi reclamano per un rigore su Ebagua non fischiato da Pairetto.

DOMINIO BIANCOROSSO — Il dominio dei biancorossi emiliani, partiti in estate per salvarsi al secondo campionato cadetto, ha preso il via nel 5-0 di Pescara di metà ottobre e nelle 27 giornate successive è andato rinforzandosi a suon di successi. Dopo aver virato a fine 2014 a +9 sulle rivali (record della storia della B a 22 squadre), i biancorossi di Castori hanno resistito anche al piccolo passaggio a vuoto di febbraio e marzo (quattro 0-0 di fila), approfittando dei passi falsi delle rivali e poi hanno messo il turbo ad aprile, vincendo 7 gare su 8 prima della sconfitta di Frosinone, che ha solo rinviato la festa di 72 ore.

CASTORI & VECCHIA GUARDIA — La scelta vincente è stata quella di affidarsi in estate a un tecnico come Fabrizio Castori, motivato dalle ultime stagioni sfortunate, che ha spostato da subito la filosofia della società. "Non voglio fighetti, solo gente che sputa sangue" il suo motto, che il Carpi ha trasformato sul campo con scelte precise: fiducia nella vecchia guardia (Pasciuti arrivato in D, Poli e Di Gaudio in C2 i senatori), pochi innesti mirati (i prestiti di Gabriel e Struna, unici due titolarissimi arrivati in estate assieme a Suagher) e tanta corsa, che ha permesso di esaltare le doti fisiche dei velocisti del 4-4-1-1 di Castori. Uno su tutti Jerry Mbakogu, autore di 14 reti, che il d.s. Giuntoli ha ripreso in estate dal fallimento del Padova (era già a Carpi l'anno scorso ma in prestito) e che si è rivelato il terminale perfetto per il gioco verticale voluto dal tecnico. Solo con la forza del gruppo è stato possibile mettersi dietro le corazzate della B, nonostante sui 28 della rosa solo 5 abbiano già giocato in A.

SGUARDO AL FUTURO — La società, guidata dal 2009 dagli imprenditori tessili Bonacini, Marani (proprietari del marchio Gaudì) e Caliumi sta già lavorando alla prossima stagione, dove confermerà il gruppo storico di 12 giocatori tutti già sotto contratto con lunghezze che vanno dal 2017 al 2019, anche se l'incognita è lo stadio: serve un miracolo per ampliare da 4200 a 10mila posti il vecchio “Cabassi” e chiedere la deroga per la A, così le destinazioni più probabili sono Modena o Parma. Dopo la gara col Bari e la festa in campo, la squadra è salita su un pullman scoperto per raccogliere l'ovazione dei tifosi in piazza Martiri, cuore del centro cittadino, per una lunga notte di festeggiamenti da serie A.

Davide Setti
La Gazzetta dello Sport