Intervista a Nicola Legrottaglie: il 21 Maggio al Fabrique di Milano “We Are One” con Hillsong

Intervista a Nicola Legrottaglie: il 21 Maggio al Fabrique di Milano “We Are One” con Hillsong

domenica 22 maggio 2016
“We are one”: Con Nicola Legrottaglie

Notizie Cristiane ha intervistato Nicola Legrottaglie Fratello In Cristo ex Calciatore di Juventus, Milan, Catania, scopriamo insieme cosa ci ha raccontato l’Atleta di Cristo, scopriamo anche l’evento “We are one“ in collaborazione con Hillsong.


Nicola innanzitutto benvenuto ai microfoni di notizie Cristiane e grazie per la tua disponibilità

Salve a voi è un piacere

“We are one“ Raccontaci questa iniziativa, di cosa si tratta, come nasce e quando avrà luogo.
“We are one” avrà luogo il 21 Maggio al Fabric di Milano, è un qualcosa che nasce nel mio cuore tanto tempo fa, cioè il desiderio di evangelizzare e diffondere in tutti i modi possibili il messaggio di Gesù Cristo. Portare la buona notizia alle persone, un desiderio che ho sempre avuto forte nel mio cuore, rimanendo attento a come potere entrare in questa nazione molto religiosa senza però essere troppo ecclesiastici, quindi senza fare differenza alcuna tra le varie denominazioni cristiane.
Avendo conosciuto anni fa’ questa straordinaria realtà (Hillsong) ecco che nasce una collaborazione finalizzata ad evangelizzare soprattutto i giovani, mirata a risvegliare tutta la nazione.
Dopo una serie di eventi precedenti come quelli di: Catania, Torino, questa volta toccherà a Milano, credo appunto che Milano sia tra le più importanti città’ d’Italia, con un altissimo tasso di giovani oltre ad essere una città piena di connessioni.
“We are one“, significa appunto: noi siamo uno, un tentativo quindi di eliminare le barriere che si creano spesso in maniera errata.

Che tipo di evento è! Un Concerto? Una Conferenza?
We are one è un po’ di tutto, all’interno della giornata la gente avrà la possibilità di stare in famiglia, con musica, workshop e argomenti importanti per i giovani, ma soprattutto con la possibilità’ di creare connessioni che secondo me è alla base di tutto.
Un tempo anche importante per tutti i musicisti, visto la presenza degli Hillsong.

L’Italia è un paese dove molti giovani stanno facendo le valigie per andare a trovare risposte da un altra parte qual è il consiglio per questa generazione sempre più demoralizzata?
Purtroppo è vero, la gente va via dall’ Italia perché non trova sbocco, però è pure vero che non possono andare tutti via altrimenti l’Italia si trasformerebbe in un deserto, vorrei dire ai giovani di continuare a sperare in quello che loro sognano, ma soprattutto d’insistere e di perseverare, cercando di raggiungere quell’obiettivo.
Credo che ciò che è stato seminato prima o poi verrà raccolto, e credo che Dio sta per mandare la sua pioggia per questa terra, bisogna credere, bisogna non demoralizzarsi, e non dare spazio allo scoraggiamento che è ciò che alla fine di tutto vuole il nemico, venite a quest’evento che può essere una semina, che poi può portare frutto nelle vostre vite.

Ad un certo punto nella tua carriera da calciatore, si avvertiva forte questo tuo grande desiderio di continuare a Parlare di Gesù senza sosta. Finita la carriera da Calciatore sta per iniziare quella da Pastore?
Bhe prima di fare qualsiasi scelta, metto sempre tutto in preghiera, cercando di stare attento a quelli che sono i segnali di Dio per la mia vita per poter intraprendere la strada che lui ha preparato per me, questo è il mio obiettivo numero uno. Ovviamente non sempre quello che noi pensiamo o speriamo coincide con la volontà di Dio quindi per quanto mi riguarda voglio seguire ciò che lui ha preparato per me, per il momento è un periodo di attesa, anche se vedo che il Signore mi sta sempre di più indirizzando nel mondo dello sport laddove ovviamente ho un influenza maggiore.
Sinceramente ci sono già tantissimi pastori e gloria a Dio per ognuno di loro, ma credo che per il momento non è la strada che Dio mi chiede di fare, poi se arriverà negli anni futuri questo ancora non lo so, per il momento continuerò con il calcio e cercare di entrare in luoghi dove gli altri non possono entrare.
Mi piacerebbe vedere i giovani cristiani fuori dalle chiese, non per sviarsi per carità! Ma per relazionarsi con altre realtà. Purtroppo molti giovani sono un po’ troppo legati alla struttura della chiesa e alle autorità che ne fanno parte perdendosi cosi per la maggior parte delle volte la possibilità di ascoltare lo spirito santo e di praticare la sua santa libertà.
Penso che questo sia uno dei limiti che non ci permette di trovare quell’unità solida che ci permetterebbe di evangelizzare insieme, di creare eventi insieme aggiungere anime al regno di Dio insieme, penso che non ci sia niente di più bello che lasciare respirare l’amore di Gesù alla gente.

Hillsong è una realtà solida ormai in tutto il mondo, una realtà impegnata anche in Italia con numerose attività, non vediamo però ancora Hillsong Church Italy. “We are one” è un primo passo per una chiesa Hillsong in Italia?
Assolutamente no; “We are one“ è un evento a parte, diverso dal contesto chiesa, che non ha nulla a che vedere con tutto ciò.
Se un giorno Hillsong dovesse decidere di fare chiesa in Italia sarei il primo ad esserne contento e ringraziare il Signore per questo Hillsong sarebbe per certo di benedizione per tantissimi giovani.
Purtroppo non tutti la pensano così, molte chiese sembrano ancora po’ troppo chiuse a queste iniziative, non saprei quasi impaurite da realtà eccellenti come quella di Hillsong

Impaurite da cosa?
Sembrano quasi siano ossessionati dal perdere i propri membri, impauriti dal fatto che possano andare via o scegliere qualcos’altro.
Le anime non sono mica di proprietà dei pastori, i pastori devono accudire come fanno i genitori con i figli, poi però quel figlio può andare via, quel figlio può decidere dove andare e che strada fare.
sono un esempio io stesso; ho sempre ringraziato ringrazierò sempre le Assemblee di Dio per come mi hanno accudito e formato durante il mio cammino, ho un elevata stima per loro, indipendentemente da ciò che sono state in seguito le mie scelte future.
La presenza Dio non è in un luogo solo, questo credo che sia ormai assodato.

La band Cristiana che piu ascolti? Il predicatore che ascolti con piacere?
Bhé sicuramente oggi c’è un ampia scelta nella mia playlist, gli Hillsong sono stati fondamentali all’inizio della mia conversione e ancora oggi lo sono la loro musica è proprio bella oltre che unta.
Poi anche Corrado Salme, Marco Barrientos, Michael Smith, Jason Upton.
Oggi ascolto con piacere anche nuove realtà come Jesus Culture, bravissimi davvero!
Come predicatori, mi piace molto Joyce Meyer un messaggio sobrio e simpatico, si, mi piace molto il messaggio sobrio ma potente allo stesso tempo che rispecchia molto il mio carattere dove l’intimità con Dio è ciò che conta di Più nell’esperienza di fede.
Ci sono anche tantissimi predicatori italiani mi piace ascoltare anche i miei connazionali e sponsorizzare loro, per me vale sempre la pena ascoltarli.

Juventus, Siena, Bologna, Milan, Catania a quanti tuoi compagni hai parlato di Gesù? te ne ricordi qualcuno in particolare che ha poi continuato il cammino di Dio?
Tantissimi, se penso a quante serate ho fatto con amici e colleghi a casa mia, ne sono passati veramente tanti, qualcuno si è convertito, qualcuno non lo so, altri invece lo faranno dopo che ho gettato il seme.
Ricordo un mio ex compagno che all’inizio mi criticava anche all’interno dello spogliatoio che poi invece un giorno venne da me chiedendomi scusa e dicendomi che aveva un estremo bisogno di continuare a sentire ciò di cui parlavo e predicavo, risultato finale, lui e la moglie convertiti, grandissima soddisfazione (ride).

Nel calcio ci hai dimostrato tanta disciplina oltre che talento, quanto è importante la disciplina in una relazione intima con Dio?
Cosi come l’atleta deve essere disciplinato, cosi anche l’uomo spirituale deve disciplinare il rapporto con Dio, a volte è difficile ma non è impossibile, è una questione di priorità e di volontà.
L’Intimità con Dio è la base di tutto poiché quello che siamo con Dio saremo poi con gli altri, come ci comportiamo con gli altri, sta indicare che tipo di relazione abbiamo con Dio.
L’uomo spirituale è quello che pensa le cose spirituali non solamente quello che dice le cose spirituali o legge di più la bibbia.
La disciplina è fondamentale perché abitua la nostra mente a pensare come pensa Dio.
Questo è l’allenamento più importante al quale possiamo applicarci.

La minaccia più grande all’interno delle chiese oggi qual è?
La paura più grande è quella di essere tagliato fuori dalla tua chiesa locale qualora non si sposi a pieno la visione della chiesa che frequenti o di cui fai parte, il rigetto è un sentimento tanto sottile quanto pericoloso, non dimentichiamo però che siamo tutti chiamati ad amare ed accettare il nostro prossimo, indipendentemente dal titolo che abbiamo senza creare né cerchie ristrette né tantomeno club privati che portano inverosimilmente all’esclusione e al rigetto del membro. Un esclusione lenta che ti porta piano piano giorno dopo giorno tagliato praticamente fuori da ogni voglia di frequentare anche la chiesa.
Non possiamo e non dobbiamo misurarci dai titoli, per rimanere in tema sportivo Mourinho diceva: io mi misuro da chi sono, dall’essere che sono non da ciò che ho vinto, ne da ciò che ho perso, ma semplicemente da chi sono. In parole più semplici indipendentemente dalla visione o non visione mi aspetto di essere onorato rispettato e amato per ciò che sono, cioè un figlio di Dio.
Penso che questa sia una missione che noi tutti abbiamo il dovere di mantenere verso tutti.

Tornando All’evento “We are one” saranno insieme a voi Ruben e Sarah Morgan, è un evento che avrà luogo solo in Italia? Oppure in seguito anche in altre città d’Italia?
Ad essere sincero l’idea è quella di creare un format per poi portarlo in giro per l’Italia, ovviamente migliorandolo sempre creando qualcosa nuovo che sia d’impatto per tutta la nazione e non solo per i credenti, l’obiettivo è quindi quello di coinvolgere sempre più giovani e riproporlo almeno 2 volte l’anno toccando diverse città al fine di dare la possibilità a tutti di gioirne e poter stare insieme.
Stiamo cercando di fare qualcosa che in Italia purtroppo è molto rara, mi riferisco allo sviluppo dell’eccellenza soprattutto negli eventi Cristiani
Adesso per carità non voglio mica criticare nessuno in maniera particolare, sto però cercando di dire che la maggior parte delle volte gli eventi cristiani risultano poveri d’eccellenza poiché l’attitudine inizia povera di tutto principio a partire dall’idea, poi continua povera nella realizzazione, finisce quindi povera anche nell’attitudine quindi nel risultato questo ovviamente è un limite di ricerca all’ eccellenza.
Un biglietto dal costo di 15 euro non è poi così eccessivo se si pensa al costo quotidiano della vita
Spero che la gente possa investire nel proprio spirito, noi insieme a tutto il team che collaborerà metteremo tutte le risorse a disposizione per dare eccellenza a quello che sarà un incontro con Dio
La capienza della struttura è di 3.200 posti e preghiamo davvero Dio che la gente possa abbattere questo limite culturale e decidere di prendere parte a questo evento che come dicevo prima sarà un evento eccellente, pensate a quanto farebbe piacere al Signore vedere tutti questi suoi figli riuniti lodando e adorando il suo nome.

Un ultima domanda ancora Cosa ti aspetti da quest’evento e quali sono le tue aspettative?
Oltre la partecipazione numerosa, mi aspetto un ambiente totalmente ricolmo dalla presenza di Dio, un luogo dove la gente ne possa uscire trasformata e sanata.
Quando noi onoriamo Dio, Dio onora noi, sono sicuro che saprà come andare aldilà di ogni nostra aspettativa e non vedo l’ora quindi non mancate, investite su voi stessi.

Un saluto affettuoso a tutti i lettori di Notizie Cristiane che Dio vi benedica!

Si ringrazia per L’intervista Nicola Legrottaglie.

Alessandro Russo
www.notiziecristiane.com