Legrottaglie: “Altri livelli ai miei tempi”

Legrottaglie: “Altri livelli ai miei tempi”

giovedì 22 dicembre 2016
La Juventus di Nicola Legrottaglie era un po' come il Milan di oggi, e viceversa. Il suo calcio, invece, non è mai stato solo campo e riflettori, anzi. Doppio ex di una Juve che gettava le basi per vincere (anche) contro i rossoneri, nonché compagno di Kakà e David Luiz tra gli Atleti di Cristo, Legrottaglie presenta la finale di Supercoppa in esclusiva a Tuttojuve. "Non vedo una grande favorita. La Juventus ha buone chance, credo comunque che i rossoneri possano tirare fuori dal cilindro una prestazione importante. La squadra di Montella ha tutte le caratteristiche per impensierire i bianconeri e provare a vincere. Per come gioca e per gli uomini che ha, soprattutto in attacco".


La Juventus è andata in difficoltà proprio incontrando squadre aggressive come il Milan. Che tipo di copione tattico si aspetta?

"Credo che i rossoneri alterneranno due strategie: andare a prendere la Juve alta e, in altri casi, aspettarla e ripartire. Montella cercherà di limitare il possesso palla dell'avversario. Allegri dovrà essere bravo a far muovere i suoi senza palla per trovare quegli spazi che certamente il Milan concederà".

Pensando alla sua esperienza con le maglie di Juve e Milan, è tanto diversa l'attesa di un big match da una parte e dall'altra?
"Alla mia epoca le parti erano invertite, in un certo senso. Il Milan vinceva ed era pieno di campioni, la Juventus cercava di tornare a farlo con un progetto nuovo. Oggi la situazione è capovolta anche se certe partite si preparano allo stesso modo".

Potrà influire il ritardo dell'aereo rossonero diretto a Doha?

"Potrebbe incidere. In fondo la tabella di marcia del Milan ha subito delle variazioni significative, in tutto di ventiquattro ore. Il programma è pensato per fare rendere al massimo i giocatori. Cambierà comunque poco, tutti avranno modo di riposare preparandosi al meglio. Il ritardo non sarà un alibi".

Rugani per la Juve e Romagnoli al Milan: saranno loro gli eredi dei grandi difensori della scuola italiana?

"Andiamoci piano, è prematuro dirlo. Dipende a chi li vogliamo paragonare. Non per sminuire, per carità. Pensando alla mia epoca e a difensori come Nesta e Cannavaro, ad esempio, credo che il livello fosse molto più alto. Stiamo parlando di giocatori che devono ancora dimostrare tutto e affermarsi. Possiamo solo sperare che entrambi arrivino a quella qualità".

La Juve di oggi sta lentamente cambiando pelle e modulo. Meglio la solida linea a tre o giusto andare verso i quattro dietro?
"Credo che la difesa a tre sia il sistema ideale di questa Juventus, un assetto tattico che garantisce continuità e sicurezza da anni. Quindi vedo bene un 3-5-2 che si alterni a un 3-4-1-2, con Pjanic dietro le punte".

Calcio e fede sono stati due elementi centrali della sua vita. Vede ancora spazio oggi per questo connubio?
"Vivere con dei principi e dei valori credo debba essere una prerogativa valida sempre e ovunque, non solo del calcio. Senza valori non si ottengono risultati a lungo andare. E la fede è un grande valore che deve essere presente anche nel mondo dello sport, così come il rispetto, l'integrità e la lealtà. Ci ho sempre creduto e continuerò a farlo anche in futuro".

Marco Spadavecchia
www.tuttojuve.com