Lucchese: L’esperto centrale è un Atleta di Cristo grazie a Legrottaglie

Lucchese: L’esperto centrale è un Atleta di Cristo grazie a Legrottaglie

giovedì 22 settembre 2016
LUCCA. La fede in Gesù lo ha aiutato nei momenti difficili anche del suo percorso calcistico. Ciro Capuano, 35 anni, ha un bagaglio di esperienza come pochi in Lega Pro, con nove campionati di A. Fede ed esperienza sulle quali il difensore napoletano farà leva anche in vista della sfida contro l'Arezzo. La Lucchese vuole centrare la prima vittoria per dare una svolta ad una stagione iniziata in sordina sotto l'aspetto dei risultati. «Ci manca una vittoria per dare un aspetto diverso alla classifica, la partita contro l'Arezzo può essere uno snodo fondamentale del campionato» dice l'esperto difensore, passato dal ruolo di terzino sinistro di centrale, quasi 350 presenze da professionista tra Pisa, Bologna, Palermo, Catania ed Akragas. «Una vittoria che meritavamo già contro l'Alessandria. Abbiamo sbagliato solo la partita col Tuttocuoio, quella sera non c'eravamo, ma a Livorno abbiamo dimostrato di che pasta siamo fatti. Stiamo crescendo anche nel gioco. La classifica purtroppo ci penalizza, anche e abbiamo avuto un calendario tosto». Duello tra veterani tra Capuano e Erpen. «Dell’Arezzo conosco bene solo Moscardelli. Ci siamo incrociati diverse volte, anche nella stagione passata quando io giocavo nell'Akragas e lui nel Lecce, riuscendo a fermarli sullo 0-0 in casa loro. Prima ancora ricordo le sfide tra Chievo e Catania. È un attaccante completo, bravo a girarsi in area e fiutare la porta. Conosco bene anche Muscat e Sabatino con me l'anno scorso ad Agrigento. Sarà dura, ma la Lucchese può giocarsela con tutti». Capuano si è inserito col piglio giusto nel pacchetto arretrato mettendo in mostra la sua forza nell'anticipo e personalità. «Da tre stagioni mi sono trasformato in difensore centrale, dall'ultima stagione in A al Catania, dopo tanti anni da laterale sinistro».
I ricordi. Un tuffo nel passato, nello scrigno dei ricordi. «Se devo sceglierne solo tre l'esordio in A col Bologna allo stadio Dall'Ara, il primo gol in A col Catania a San Siro contro il Milan e il derby vinto 4-0 a Palermo con la squadra etnea dove ho militato sette stagioni». Capuano è un'atleta di Cristo. L'"illuminazione" sulla strada di Damasco, in questo caso di Catania, grazie al'ex juventino ed azzurro Nicola Legrottaglie nel 2011, che gli ha raccontato della sua appartenenza gli Atleti di Cristo, un movimento composto da sportivi professionisti di tutte le discipline che si assumono la responsabilità di vivere una vita cristiana nel mondo dello sport, come i più famosi Cavani, Hernanes e Felipe Melo. «Prima ero un uomo diverso e il calcio mi aveva portato a fare sbagli. La fede cristiana mi ha cambiato. Nella Lucchese anche il difensore
Bagatini è atleta di Cristo. Qualche calciatore regala la bibbia o il vangelo agli avversari, a me piace trasmettere la mia testimonianza e presto lo farò invitato da pastori della chiesa lucchese. E poi mi sono promesso di visitare le bellissime chiese di Lucca, una città molto religiosa».

Nicola Nucci
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