“L’atleta di Cristo”, neo-opposto della Prisma
giovedì 9 agosto 2007

(9 agosto 2007)
Giovanni Saracino
Il “nano malefico” (190 cm per la pallavolo sono pochini ma le sue schiacciate perfide fanno davvero male) ed il “gigante buono”( 211 cm, il giocatore più alto in A/1, buono come il suo essere fuori dal campo e a Taranto sperano anche dentro il campo), Anderson Rodrigues e Leandro Vissotto Neves, il passato recente ed il futuro immediato della Prisma. La staffetta tra i due schiacciatori opposti brasiliani, entrambi nati a Belo Horizonte, oltre che in rossoblu, tra non molto potrebbe concretizzarsi anche nella nazionale più forte del globo.
Anderson a 33 anni ha deciso di ritagliarsi l’ultima stagione agonistica da giocatore e dopo aver girato il mondo (è stato anche in Giappone) sia a livello di club che di nazionale ha pensato bene di starsene vicino la sua famiglia e di non onorare l’ultimo anno di contratto con la Prisma.
Vissotto a 24 anni è in rampa di lancio; la nazionale maggiore, dopo i successi giovanili con pre-juniores e juniores, lo attende. Per cominciare a fargli respirare l’aria dei grandi, il commissario tecnico Bernardinho lo aveva convocato per la Coppa America (dal 13 al 19 agosto) ma il giocatore ha dovuto rinunciare perchè è fermo da marzo anche se il fatto che lo staff tecnico della selecao lo segue non può che dargli soddisfazione : “Giocare in nazionale è il mio sogno. So che lo staff tecnico mi segue molto da vicino. Spero di entrare presto in pianta stabile nel gruppo della nazionale. Tutto dipende da me questo lo so. La Prisma avrà a disposizione per tutta la preparazione Vissotto in modo da recuperarlo definitivamente dai guai fisici avuti alla spalla (una fastidiosa borsite) sul finire della scorsa stagione.
Leandro intanto è già a Taranto da qualche giorno ormai ed ha avuto modo di fare un giro in città che, come accaduto per i suoi predecessori connazionali Felizardo e Anderson, gli è subito piaciuta tanto da ricordargli il suo Brasile: “Mi sono innamorato a prima vista di Taranto, per via del mare e del clima caldo. Mi sembra di stare a Rio de Janeiro”.
Intanto di confronto con il suo illustre predecessore, vincitore la scorsa stagione della classifica dei bomber di serie A/1, non ne vuol sentire parlare: “Non sarà un’ombra ingombrante quella di Anderson. Lui è un campione da rispettare e da prendere a modello, ha fatto la sua bella carriera, ha vinto tutto con la nazionale. Ora tocca a me dimostrare tutte le mie potenzialità. Ma non mi piace che si facciano dei paragoni. Ognuno ha le sue caratteristiche e io le mie spero di metterle a disposizione della nuova squadra. Ho voglia di fare bene e di togliermi delle belle soddisfazioni”.
Vissotto è nato 24 anni fa a Belo Horizonte, figlio di una famiglia agiata (il padre lavora in una multinazionale, la madre fa la dentista) in un Paese in cui la forbice tra ricco e povero è molto ampia. A sedici anni era già titolare nella Superliga brasiliana nella quale ha giocato vestendo le maglie del Wizard Sudano, dell’Esporte Pinheiros di San Paolo, nel Telemig Minas e nell’Unisul.
Ama guardare i film ed andare a pesca, adora il sushi ed è molto appassionato di basket (NBA) ed il suo idolo è Micheal Jordan. Ma non sono queste le reali peculiarità della vita fuori dal parquet di Vissotto, bensì il suo far parte del movimento religioso denominato “gli atleti di Cristo”, fondato nel 1978 dai giocatori brasiliani di calcio e del quale si sentì parlare in Italia a cominciare dalla fine degli anni ’80 con l’arrivo di giocatori-testimonial come l’attaccante Amarildo od il portiere Taffarel. Attualmente Leandro è in buona compagnia in quanto in Italia ci sono i calciatori Kakà, Vidigal e Guzman e persino il mottolese Legrottaglie , i colleghi pallavolisti Ricardinho e Sergio e la cestista Prado che milita proprio a Taranto nelle file del Cras basket.
La scorsa stagione a Latina, Vissotto sotto la maglia da gioco portava spesso una canotta con la scritta sul fronte “Gesù ti ama”. Si definisce un predestinato del volley: ”Credo fortemente in un segno divino. Mi sento predestinato come se il Cielo mi avesse donato l’altezza per seminare il bene nel mondo attraverso lo sport. La fede mi aiuta molto in campo. La nostra missione è rendere pubblico l’amore di Dio facendo piccole cose per il prossimo nel quotidiano. Penso che ce ne sia tanto bisogno nel nostro mondo”.
E Vissotto si può dire che a Taranto si sia trovato nel posto giusto al momento giusto dato che potrà giocare a pallavolo e fare volontariato a favore dei minori a rischio di devianza che risiedono presso le comunità familiari Prisma delle quali Antonio Bongiovanni (massimo dirigente della squadra di volley) è il presidente ed Elisabetta Zelatore ( direttore generale del club jonico), la coordinatrice.