Rafael Bondi, il talento brasiliano dal curriculum “pesante”

Rafael Bondi, il talento brasiliano dal curriculum “pesante”

mercoledì 23 settembre 2015
Renato Rafael Bondi nasce a S.Joao de Meriti, in Brasile, il 20 marzo del 1981. Fin da piccolo Rafael capisce che la grande passione della sua vita sarà quella di correre dietro un pallone e pian piano riesce a dimostrare tutte le sue qualità. In carriera Bondi può vantare esperienze in Serie A (Messina), Serie B (Arezzo e Grosseto) e nella massima divisione del campionato brasiliano, con la maglia del prestigioso Atletico Paranaense. Per lui oltre 80 gol in totale e la voglia di continuare ad incantare col suo magico sinistro. Quest’anno nuova tappa, Matelica, club di Serie D che è riuscito ad assicurarsi le sue prestazioni per tentare la scalata alla Lega Pro.

Rafael, dopo la buona stagione con la maglia dell’Ancona, quest’anno per te c’è il Matelica. Svelaci il motivo della scelta di scendere di categoria. In carriera solo una volta avevi giocato nei Dilettanti.
“E’ stata una scelta di vita. Con la mia famiglia mi sono stabilizzato ad Ancona e volevo restare in zona. Quindi, visto che per vari motivi non è stato possibile rinnovare con i dorici, ho deciso di accettare l’offerta del Matelica, un club ambizioso con un progetto importante. Il presidente ha in mente un futuro radioso per questa società e ci sono tutti i presupposti per poter fare grandi cose”.

Quali sono gli obiettivi personali e di squadra per questa ragione?
“L’obiettivo del Matelica è la promozione in Lega Pro e il presidente ha allestito una squadra molto forte. Purtroppo non siamo partiti bene ma c’è tutto il tempo per recuperare e scalare posizioni. Per quanto riguarda i traguardi personali, invece, mi piacerebbe raggiungere la doppia cifra sia con gli assist che a livello realizzativo. Nell’unica volta che ho giocato in D, con l’Ancona, ci sono riuscito e quest’anno ce la metterò tutta per ripetermi”.

Il tuo curriculum è di quelli pesanti. In carriera, infatti, Rafael Bondi vanta esperienze importanti, tra cui quella in Serie A con il Messina e in Brasile con l’Atletico Paranaense. Cosa ti è mancato per affermarti definitivamente ai grandi livelli del calcio italiano?
“Penso sia stato un problema caratteriale. Probabilmente nell’anno dell’esperienza con il Messina non ero pronto a reggere la pressione di un campionato così importante, avevo poca fiducia in me stesso. Le qualità fisiche e tecniche non mi mancavano di certo e molti allenatori mi hanno confidato che avrei potuto raccogliere molto di più in carriera. Io, però, non rimpiango nulla e sono molto felice di quanto fatto. Ormai è inutile guardare al passato”.

Quale esperienza ti è rimasta maggiormente nel cuore?
“Tre in particolare: Arezzo, Perugia ed Ancona. Ognuna di queste avventure mi ha lasciato emozioni bellissime: ad Arezzo ho giocato tre anni, sia in Serie B che nella vecchia Serie C1. A Perugia, invece, ho vissuto una stagione molto particolare, con problemi societari che hanno condizionato non poco i risultati. Con l’Ancona, infine, ho vissuto la mia seconda vita calcistica, in quanto in precedenza avevo deciso di smettere. Lì ho ritrovato la voglia di giocare e ho trascorso due anni fantastici. Che ricordi!”.

Infine, diamo uno sguardo al futuro. Dove ti piacerebbe, un giorno, terminare la tua carriera?
“Il sogno sarebbe quello di chiudere al Vasco De Gama (ride), ma visto che sarà impossibile credo proprio che terminerò a giocare qui in zona. Il grande desiderio è quello di riuscire a portare il Matelica tra i professionisti e giocare con questa maglia l’ultimo campionato di Lega Pro. Farò di tutto per riuscirci!”.

Giuseppe Marzetti
www.tuttocalciatori.net