Stagione piena di sorrisi per  il Cupello e Daniele Avantaggiato

Stagione piena di sorrisi per il Cupello e Daniele Avantaggiato

mercoledì 13 maggio 2015
Quelli vissuti nelle ultime due settimane sono giorni di pausa per le squadre che hanno terminato la stagione di Eccellenza. Tra queste c’è il Cupello Calcio che, avendo concluso il campionato al settimo posto, da ormai più di quattordici giorni già è in vacanza. Una stagione quella dei ragazzi di mister Di Francesco più che positiva se si va a vedere la tranquillità con la quale è stato raggiunto l’obiettivo salvezza. Quarantasei punti collezionati quest’anno in un campionato iniziato male (nove punti nelle prime undici partite) ma proseguito poi come meglio forse non si poteva (chiudendo il girone di andata con venti punti e da lì in poi 8 vittorie e 2 pareggi, perdendo cinque volte).
Il merito sicuramente è di chi è sceso in campo, di chi ha guidato questo gruppo, ma anche della società che, dopo la scalata dalla Prima categoria all’Eccellenza, ha stilato un programma vincente figlio dell’unione tra la Virtus e lo United che si è rilevata molto produttiva. Efficiente sia per quanto riguarda la prima squadra che per quanto concerne il settore giovanile. Con un impianto come quello del Comunale di Cupello, la società del presidente Oreste Di Francesco ha potuto gestire a livello organizzativo molti aspetti in maniera più professionale, il che allo stesso tempo ha permesso ai rossoblu di crescere come realtà sportiva. Il futuro di questa squadra sembra essere davvero roseo soprattutto vedendo ai tanti giovani a disposizione, la vera base di partenza di ogni sodalizio che si rispetti.
Parlare del futuro sarebbe prematuro e lo si farà sicuramente non prima di metà giugno, ma cercare di fare una piccola sintesi su quello che è stata quest’annata è lecito. Per farlo ci siamo rivolti a Daniele Avantaggiato, centrocampista vastese arrivato ad inizio anno in casa Cupello e subito resosi protagonista e trascinatore di questa squadra.

Partiamo dalla stagione appena conclusa: vi aspettavate una salvezza così tranquilla ad inizio anno?
Sapevamo sin dall'inizio di essere una squadra ben attrezzata ma il risultato ottenuto è stato sicuramente al di sopra delle aspettative nostre e della società e di questo ne siamo molto contenti.

Quali sono stati i fattori interni ed esterni che vi hanno permesso di fare bene?
Il nostro gruppo ha sicuramente inciso sul risultato finale, eravamo amici prima che compagni di squadra. Poi sicuramente l'ambiente ha favorito molto questo bel risultato. Abbiamo sempre giocato in un clima di fiducia generale che alla lunga ha fatto la differenza.

Tu sei arrivato ad inizio anno, come ti sei trovato?
Per quanto mi riguarda non è stato difficile ambientarmi perché ho trovato da subito grande fiducia nei miei confronti da parte di tutti. Mi sono sentito importante, motivato e ben accolto e questo ha sicuramente favorito sul mio ambientamento.

Qual è stato il motivo principale che ti ha fatto prendere la scelta di partire da Vasto?
Oltre al fatto di non aver ricevuto nessuna chiamata dalla dirigenza della Vastese, la mia fiducia era sicuramente venuta meno dopo il mio ultimo anno a Vasto.

Hai dimostrato tutto il tuo valore in campo quest'anno. La tua è stata una rivincita nei confronti di chi ti ha lasicato andar via?
Sono molto contento di aver fatto bene quest'anno ma sinceramente non dovevo prendermi rivincite con nessuno se non con me stesso. E ci sono riuscito. Ma il merito lo condivido con chi non ha smesso di credere nelle mie potenzialità e ha deciso di puntare su di me. In particolare il presidente Oreste Di Francesco.

Oltre alla prima squadra, il tuo impegno lo hai dato anche al settore giovanile. In che modo?
Quest'anno ho avuto il privilegio di collaborare con il settore giovanile occupandomi in prima persona di una squadra di pulcini e collaborando con Ilyas Zeytulaev con i giovanissimi. È stata un'esperienza tanto bella quanto formativa che sicuramente mi piacerebbe continuare nel tempo.

Cosa ti ha attirato di più del progetto del Cupello Calcio?
La serietà nel rispettare gli impegni presi, l'umiltà, la disponibilità e l'affetto da parte di tutto l'ambiente (società di prima squadra e di settore giovanile, staff tecnico, staff dirigenziale, ecc...). Qualità rare e preziose per chi vuole fare calcio per bene.

Passiamo ai tuoi compagni di squadra: il giocatore che secondo te ha espresso il suo potenziale al meglio?
Tra i senior posso dire sicuramente che Emidio Antenucci è uno tra quelli che mi ha impressionato di più. Lo ricordavo vagamente ai tempi del Pescara ma rivedendolo mi ha davvero sorpreso. Per quanto riguarda gli under vorrei nominare Alessio Fizzani. È una ragazzo con grandi potenzialità che sicuramente riuscirà ad esprimere quando riuscirà a trovare maggiore continuità.

Il prossimo anno pensi di rimanere a Cupello?
Questa è una cosa che decideremo insieme alla società. Mi sono trovato benissimo a Cupello e salvo grandi ed impreviste complicazioni penso che il nostro rapporto continuerà.

Qualcuno partirà e qualcuno rimarrà: chi pensi possa lasciare questa maglia tra tutti i tuoi compagni?
Sinceramente spero di ritrovare lo stesso gruppo anche l'anno prossimo, magari con qualche innesto mirato. Ma se proprio qualcuno dovesse andar via, spero possa farlo per categorie superiori.

Tu come altri ragazzi di Vasto, sei partito dalla Virtus Vasto e poi hai avuto la fortuna di passare alle giovanili del Pescara Calcio dove sei cresciuto sia come giocatore come uomo. Che ricordo hai di quegli anni?
Sono stati anni molto belli, che porterò sempre nel mio cuore, ma anche di sacrificio. Ho coltivato questa passione ma ho dovuto sacrificare famiglia e amici in un'età dove non tutti magari sono disposti a farlo. Ma non rinnego nulla, e tornando indietro rifarei le stesse scelte perché certe cose vorrei le potessero vivere anche alcuni dei ragazzi che ho la fortuna di seguire nella loro cresciuta.

Se dovessi farmi il nome di qualche giocatore con cui vorresti giocare il prossimo anno, chi nomineresti?
Scelta difficile. Non posso limitarmi a dirne uno solo quindi ne scelgo due: Quintiliani e D'Antonio. Spero di ritrovarli in mezzo al campo come compagni di squadra e non come avversari.

Daniele Avantaggiato e la fede: quando hai iniziato a ritenere importante la religione all'interno della tua vita?
Non sono appassionato ad una religione ma ad una persona che è Gesù Cristo. È una fede nata nell'anno in cui abbiamo vinto il campionato di serie D a Vasto e cresciuta negli anni con l'approfondimento della Bibbia. L'amore di Gesù per un peccatore come me mi ha toccato profondamente spingendomi ad un cambiamento costante secondo la Sua volontà. E il mio desiderio è che tante persone possano conoscere questo amore che può stravolgere le vite in un mondo che invece le rovina.

I tre giocatori più forti che hai incontrato da avversario in questa stagione?
Penso che Bisegna dell'Avezzano abbia dimostrato di essere un giocatore fortissimo, poi dico il mio amico Aquino del Paterno e infine Di Ruocco del San Salvo.

Il miglior allenatore in Eccellenza quest’anno?
Secondo il mio punto di vista l'allenatore più bravo dell'eccellenza è stato Donato Anzivino. Il Borrello è stata l'unica squadra che mi ha davvero impressionato in organizzazione di gioco, si vedeva la mano tangibile di un allenatore forte. Un altro allenatore veramente forte, che purtroppo è rimasto ai box quest'anno, è senza dubbio Mario Lemme. Spero possa tornare presto ad allenare perché se lo merita.

Oltre al calcio, hai anche la passione per la musica. Quando l'hai scoperta?
Non giocando più in categorie professionistiche, ho avuto modo in questi anni di scoprire nuove passioni come quelle per la musica. Ho imparato a suonare la chitarra, preso lezioni di canto e un anno fa ho realizzato questo cd che si chiama "nuova creatura". Mi piace poter parlare della mia storia di fede ed esprimere l'amore per Gesù anche attraverso la musica.

Un traguardo che vorresti raggiungere nei prossimi anni calcistici?
Voglio confermarmi sul livello dimostrato quest'anno e migliorare le cose in cui mi sento ancora incompleto sia a livello caratteriale che tecnico. Non mi sento appagato nè sazio, anzi, ho voglia di pormi nuovi obiettivi e raggiungerli.

Silvio Laccetti
www.zonalocale.it